Italia Libia Francia Russia

Putin sta aiutando l'Italia a vincere la partita in Libia

Dopo la sponda americana, Roma ha trovato anche l'appoggio della Russia per contrastare la linea di Macron. E cerca l'investitura alla conferenza di Palermo a novembre. Varvelli (Ispi) a L43.

  • ...

Una notizia passata in secondo piano il 4 ottobre potrebbe rivelarsi decisiva nella partita tra Italia e Francia per il futuro della Libia. La Russia ha assicurato che parteciperà alla conferenza di Palermo del 12 e 13 novembre, un endorsement a Roma che punta sul summit per riprendere la leadership al tavolo delle trattative sul Paese del Nord Africa. Qualche giorno prima, all'Assemblea generale delle Nazioni Unite, il ministro degli Esteri Sergey Lavrov si era schierato con l'Italia dicendosi contrario alle elezioni in Libia del 10 dicembre «a tutti i costi». Il voto era stato deciso a fine maggio durante il vertice all'Eliseo con i principali leader libici e per Emmanuel Macron rappresenta il simbolo della sua preminenza nel Paese. Ma a partire dal "no" di Roma, tutti i principali attori internazionali hanno bocciato la proposta francese. «L'ipotesi di elezioni il 10 dicembre appare lontana, già Gran Bretagna, Usa, Russia e Onu hanno detto che devono essere fatte quando il Paese è pronto, sostenendo la linea italiana», ha spiegato l'analista dell'Ispi Arturo Varvelli a Lettera43, «Roma sta vincendo la partita libica contro Parigi. Nonostante l'impegno di Macron, la sua scommessa di elezioni a dicembre sembra perduta».

L'INCONTRO MOAVERO-LAVROV

L'ultima sponda moscovita potrebbe rappresentare il punto decisivo. E la Farnesina tenta di metterlo al sicuro con la visita del ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi al suo omologo russo, alla quale seguirà un incontro tra il premier Giuseppe Conte e il presidente Vladimir Putin. Moavero ha chiesto la benedizione russa sulla Libia e un favore a Lavrov: convincere l'uomo forte della Cirenaica, il generale Khalifa Haftar, a presenziale alla conferenza di Palermo. «Aver convinto prima gli Usa e poi la Russia a partecipare è un già un grande passo», continua Varvelli, «se hai convinto i leader internazionali a partecipare e poi quelli libici si sottraggono, ecco che questi si sono messi già dalla parte sbagliata della Storia, si marginalizzerebbero da soli». Perché i piani italiani funzionino, è fondamentale che tutti i protagonisti dello scacchiere libico siano presenti alla conferenza. Ma anche Mosca ha i suoi interessi a porsi come intermediario.

PUTIN ESPORTA IL "MODELLO ASTANA"

A partire dal 2017, la Russia in Libia è diventata un attore sempre più importante. L'influenza è cresciuta di conseguenza e in parallelo al disimpegno della amministrazione americana di Donald Trump. Mosca ha trovato un vuoto politico in cui infilarsi e l'ha fatto. Per coltivare i suoi interessi nella zona, commerciali ed energetici, ma soprattutto per posizionarsi come un attore credibile per una trattativa. «Putin cerca di riproporre il “modello Astana” applicato in Siria su altri campi. Lo sta facendo in Yemen e soprattutto lo sta facendo in Libia», è la sintesi del ricercatore dell'Ispi, «in questo caso l'obiettivo è diventare mediatore tra i due fronti in campo: Italia da una parte, Macron e Haftar dall'altra. Da un lato ha appoggiato la linea di Roma sul posticipare le elezioni, dall'altro ha una notevole influenza e un rapporto privilegiato con Haftar. Si trova nel mezzo, una posizione coerente con la grande strategia russa di diventare il nuovo arbitro del Medio Oriente in sostituzione agli Usa». Un'ambizione che la mette in una posizione molto utile. Le conquiste su questi fronti possono essere successivamente giocate da Putin su altri tavoli più importanti per la Russia, come quello delle sanzioni internazionali o dell'Ucraina.

RADDOPPIANO GLI SCAMBI COMMERCIALI CON LA LIBIA

Il cambio di atteggiamento di Mosca si manifesta anche nei numeri sull'interscambio commericale tra Russia e Libia. Con la “primavera araba” del 2011, la cooperazione economica tra i due era praticamente cessata. Nel 2016, l'interscambio ammontava a 74 milioni di dollari. Una cifra quasi raddoppiata nel 2017 a 135 milioni. Il primo ottobre, il ministro dell'Economia del governo di unità nazionale guidato da Fayez al Serraj ha fatto sapere che Tripoli acquisterà 1 milione di tonnellate di grano dalla Russia per un totale di 700 milioni di dollari.

Khalifa Haftar, uomo forte della Cirenaica.
GETTY

Naturalmente, prima di bussare alla porta russa, il nuovo governo ha dovuto assicurarsi anche il sostegno americano, e sembra esserci riuscito. «A livello diplomatico c'è un canale di comunicazioni privilegiato tra Stati Uniti e Italia sulla questione libica e più in generale del Mediterraneo», spiega Varvelli. «Conte e Trump hanno stabilito una relazione, e questa può essere positiva, anche e soprattutto per il presidente Usa, che cerca e deve avere un alleato in Europa. Tanto meglio se l'alleato è euroscettico. Non sono solo cortesie di facciata».

PALERMO COME PUNTO DI PARTENZA

Per l'investitura a guida del processo politico libico, Roma vuole Washington e Mosca saldamente al proprio fianco alla conferenza di Palermo. L'obiettivo sarà favorire il dialogo tra le parti, con tutto il sostegno internazionale possibile, ma rispettando l'autonomia dei libici. In questo senso, a Palermo non si sceglierà una data per le elezioni, tanto più per la precarietà della sicurezza e del quadro politico-istituzionale. Per un mese, gli scontri tra le milizie pro o contro il governo legittimato dall'Onu di al Serraj a Tripoli hanno provocato oltre 100 morti e centinaia di feriti. In questo quadro, sarà già un successo se alla conferenza di Palermo tutte le parti concorderanno di non spararsi più addosso. «A differenza del summit tenuto da Macron all'Eliseo a maggio, in cui si è cercato di vendere una pace che non aveva basi», conclude Varvelli, «quello di Palermo sarà un punto di partenza, non un punto di arrivo, da cui può partire una road map nuova. Se si stabilissero i passi da fare, allora si potrebbe ottenere qualche risultato in futuro».

9 Ottobre Ott 2018 0800 09 ottobre 2018
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Correlati
Potresti esserti perso