Jamal Khashoggi Arabia Saudita
INTRIGO
Aggiornato il 20 ottobre 2018 10 Ottobre Ott 2018 1801 10 ottobre 2018

Le cose da sapere sul caso del giornalista Khashoggi

Le amicizie influenti. L'interrogatorio, per il New York Times «approvato da bin Salman». La sparizione in Turchia. Le indagini. La "ammissione" saudita. Guida allo scandalo che mette alle corde Riad.

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L'Arabia Saudita ha ammesso che il giornalista Jamal Khashoggi è stato ucciso - «in una colluttazione» - nel consolato saudita di Istanbul. Il reporter, inviso al principe ereditario Mohammed bin Salman e autoesiliatosi negli Stati Uniti, era scomparso il 2 ottobre, dopo essere entrato nel consolato saudita a Istanbul, in Turchia. Nonostante l'ammissione di Riad, arrivata il 20 ottobre, sulla dinamica dell'episodio, e su dove sia finito il corpo, continua a regnare il mistero. Ecco un breve riassunto dei fatti, le domande ancora senza risposta e le conseguenze a livello diplomatico.

1. LA DINAMICA: L'ARRIVO IN CONSOLATO, LA DENUNCIA, L'INTERROGATORIO

Khashoggi è entrato il 2 ottobre nel consolato saudita di Istanbul per ritirare documenti per il suo prossimo matrimonio con la fidanzata Hatice Cengiz. È stata lei, che lo stava aspettando all’esterno, a denunciarne quattro ore dopo la scomparsa. La polizia turca, dunque, ha avviato una indagine, facendo sapere che, dai video in suo possesso, risulta che Khashoggi non ha mai lasciato l'edificio. Gli inquirenti ritengono che una squadra di 15 persone sia arrivata dall'Arabia Saudita per interrogare il giornalista, con l'approvazione - secondo il New York Times - di bin Salman. Almeno tre membri della squadra farebbero parte dell'unità d'élite incaricata della protezione personale del principe ereditario di Riad.

Jamal Khashoggi era columnist del Washington Post.
GETTY

2. LE INDAGINI: IN UN VIDEO LE TORTURE E L'UCCISIONE

Tra il 15 e il 16 ottobre gli inquirenti turchi hanno svolto più ispezioni nel consolato saudita, trovando, secondo al Jazeera e l'Ap, prove dell'omicidio. Secondo il Washington Post, le autorità turche avrebbero riferito a quelle americane di essere in possesso di video e audio che dimostrano le torture subite dal giornalista e quindi la sua uccisione. ll materiale non sarebbe stato pubblicato ufficialmente perché la Turchia «teme si possa rivelare come Ankara spii le entità straniere nel Paese». Sotto la lente della polizia è finito anche il console saudita a Istanbul. Gli agenti hanno ispezionato la sua residenza, che si trova nel quartiere di Levent, mentre il diplomatico è stato richiamato in patria. Nella residenza del console si era recato il presunto commando di 15 agenti sauditi, dopo essere giunto inizialmente nella sede diplomatica. La polizia turca ha detto di lavorare sull'ipotesi secondo cui il corpo del giornalista è stato sciolto nell'acido. Secondo un'altra fonte investigativa turca, citata dal New York Times, Khashoggi sarebbe invece stato fatto a pezzi con una sega dentro l'edificio da agenti dei servizi di Riad. I suoi resti sarebbero quindi stati portati fuori nascosti dentro un minivan nero. Secondo il quotidiano filo-governativo turco Yeni Safak, sarebbe stato torturato e fatto a pezzi mentre era ancora in vita. Secondo l'ultima ipotesi, fatta sempre dal New York Times citando un alto funzionario saudita, il primo a confermare l'assassinio al quotidiano, Khashoggi «ha tentato di fuggire dal consolato, lo hanno fermato, preso a pugni. Lui ha iniziato a urlare, allora uno dei presenti lo ha preso per il collo, strangolandolo fino alla morte».

Polizia turca nel consolato saudita di Istanbul.

3. LE RESPONSABILITÀ SAUDITE: RIAD AMMETTE LA MORTE DI KHASHOGGI

Il 20 ottobre la televisione di Riad, citando i risultati preliminari di un'inchiesta ufficiale, ha affermato che Khashoggi è deceduto in seguito ad una rissa con alcune persone che lo avevano incontrato per un appuntamento nella sede diplomatica. Diciotto cittadini sauditi sono stati arrestati, mentre è stato rimosso dall'incarico il generale Ahmed al Asiri, uomo di punta dei servizi segreti e consigliere della Corona. La televisione ha aggiunto che il re Salman intende presentare una proposta per riformare i servizi d'Intelligence. Secondo il New York Times, delle cinque persone sospettate dalle autorità turche della sparizione del giornalista, quattro sarebbero collegate a bin Salman. Una delle persone identificate è un frequente accompagnatore del principe, visto con lui a Parigi e Madrid e fotografato con Mbs durante le sue recenti visite negli Usa. Altri 3 sospettati sarebbero invece collegati alla scorta che si occupa della sicurezza del principe. La quinta persona sospettata di essere coinvolta con la scomparsa di Khashoggi è un medico legale che ricopre incarichi di alto livello nell'amministrazione saudita, al servizio del ministero degli Interni, una figura - scrive il Nyt - che può prendere ordini solo dai vertici della monarchia.

Gli effetti del caso Khashoggi sui rapporti tra Usa e Arabia Saudita

Mondo Non sarà Donald Trump a cercare lo strappo con Mohammed bin Salman. Il presidente statunitense, pur minacciando ripercussioni, ha chiarito che la sparizione e il presunto omicidio del giornalista saudita residente negli Usa Jamal Khashoggi , attribuiti da più parti all'apparato di potere che tira le fila del Regno, non sono condizioni sufficienti per compromettere i rapporti " eccellenti" con il principe ereditario.

4. IL PROFILO: GIORNALISTA DALLE AMICIZIE POTENTI

Khashoggi era un giornalista di grande esperienza, columnist - tra gli altri - del Washington Post. Tra gli Anni 80 e 90, viaggiò a lungo con Osama bin Laden, intervistandolo più volte e - secondo alcune ricostruzioni - mediando anche con la famiglia regnante saudita per un ritorno in patria del leader di al Qaeda. Secondo alcuni osservatori, Khashoggi avrebbe pagato anche la sua vicinanza a un miliardario saudita, il principe Alwaleed bin Talal, che nel 2015 ne avrebbe finanziato il progetto di un canale satellitare in Bahrein, rimasto in onda per meno di un giorno. Lo stesso magnate era stato lo scorso anno tra quelli trattenuti da Mohammed bin Salman all'hotel Ritz Carlton. Khashoggi non è sempre stato inviso a Casa Saud, un tempo era persino consigliere della famiglia reale. I rapporti si sarebbero rotti con l'ascesa del principe ereditario bin Salman, verso cui il giornalista è stato molto critico (anche sulle colonne del Washington Post), in tema di politica estera e di rispetto dei diritti civili.

Arabia Saudita e Turchia ai ferri corti per Khashoggi

Mondo Le informazioni più o meno ufficiali, ma tutte circostanziate, che filtrano dalle autorità turche sul giallo della scomparsa del giornalista saudita Jamal Khashoggi nel consolato a Istanbul indicano la strada dell'omicidio . C'è una richiesta di perquisizione, accettata dalla diplomazia di Riad ("è territorio sovrano, ma non abbiamo nulla da nascondere"), che secondo indiscrezioni vedrà impegnati anche gli uomini della scientifica.

5. LA QUESTIONE DIPLOMATICA: LA TENSIONE RIAD-ANKARA E IL NODO USA

La vicenda si è trasformata in un grattacapo diplomatico alcuni Paesi, in primis la Turchia, che negli ultimi mesi si è trovata su sponde opposte con l'Arabia Saudita su diversi dossier, a partire dalla crisi del Qatar fino ai rapporti con l'Iran. Il presidente Recep Tayyip Erdogan si trova a un bivio: accusare apertamente l'Arabia Saudita di un'efferata esecuzione extragiudiziale, sancendo la definitiva spaccatura dopo le evidenti divaricazioni dei rispettivi interessi nella regione, oppure chiudere un occhio, per non rompere con l'alleato numero uno di Trump in Medio Oriente, proprio mentre la Turchia cerca affannosamente di ricucire lo strappo con gli Usa che sta rischiando di affondare la sua barcollante economia. Quanto all'alleato americano, il presidente Donald Trump ha detto: «Scopriremo chi sapeva cosa, quando e dove, e decideremo» se prendere provvedimenti.

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