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10 Ottobre Ott 2018 1438 10 ottobre 2018

La Marina del Marocco spara ancora su un barcone di migranti

Una nave della Guardia costiera ha aperto il fuoco: al momento il bilancio è di un ferito. Il 25 settembre uccisa una 22enne. 

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Una nave della Guardia Costiera marocchina ha aperto il fuoco il 10 ottobre per bloccare un barcone che trasportava 60 migranti al largo di Gibilterra, ferendo un ragazzino di 16 anni. Lo riferisce la tivù locale 2M. Secondo fonti militari, il vascello marocchino avrebbe «solo sparato in aria». L'episodio si è verificato tra Larache e Asilah, davanti alle coste occidentali atlantiche del Paese.

IL PRECEDENTE DEL 25 SETTEMBRE: UCCISA UNA RAGAZZA

Il 25 settembre scorso, sempre una nave della Marina marocchina aveva aperto il fuoco su un barcone, uccidendo una ragazza 22enne e ferendo tre migranti al largo di M'diq, sulla costa mediterranea del Paese. La piccola imbarcazione intercettata, 'Go Fast', aveva a bordo 12 persone ed era guidata da un cittadino spagnolo poi arrestato con i migranti a bordo del barcone. Non si sarebbe fermata all'alt intimato dai militari.

IL CONFINE CON L'ENCLAVE SPAGNOLA DI CEUTA

Sono centinaia i migranti che cercano di arrivare in Europa dal Marocco. E non solo via mare. Il 26 luglio più di 600 migranti avevano scavalcato la recizione che separa il Marocco dall'enclave spagnola di Ceuta. Il 22 agosto scorso a forzare il filo spinato erano stati in 115. Dopo pochi giorni però erano stati rimpatriati. Madrid in quel caso aveva sfruttato un apposito accordo firmato nel 1992 con il Marocco, che prevede l'espulsione in meno di 10 giorni dei cittadini di Paesi terzi entrati illegalmente in Spagna dal Paese magrebino. Il fatto non era sfuggito al ministro dell'Interno italiano Matteo Salvini, che su Twitter aveva puntualmente commentato: «Dopo aver superato il confine spagnolo a Ceuta e aggredito gli agenti di pattuglia, questi signori sono stati rimandati in Marocco grazie a un accordo internazionale di vent'anni fa. Se lo fa la Spagna va bene, ma se lo propongo io allora sono razzista, fascista e disumano».

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