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11 Ottobre Ott 2018 1855 11 ottobre 2018

A che punto siamo con l'accordo sulla Brexit

Il 17 ottobre si riuniscono i leader europei. Bruxelles e Londra puntano a un'intesa entro lunedì 15 ottobre. Ma c'è ancora il nodo nordirlandesi. E gli unionisti sono pronti a sfiduciare May sul bilancio. 

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Il vertice è fissato in agenda per mercoledì 17 ottobre.I capi di Stato e di governo dei Paesi Ue si incontreranno per discutere a che punto siamo con un possibile accordo sulla Brexit. La premier conservatrice britannica Theresa May appare ormai pronta a cedere all'Ue sulla richiesta di un meccanismo di garanzia (il cosiddetto backstop) sul mantenimento del confine aperto fra Irlanda e Irlanda del Nord, ma rischia di perdere il vitale sostegno alla maggioranza degli alleati del Dup, l'ultradestra unionista nordirlandese. May, hanno riportato i media britannici, ha convocato l'11 ottobre il consiglio dei ministri per blindare la posizione comune del governo. Ma le resistenze non mancano. Il backstop scatterebbe dopo il 2020, finita la transizione, restando in vigore finché Londra e Bruxelles non raggiungessero un accordo definitivo gradito a entrambi. Di fatto imporrebbe - transitoriamente, ma a tempo indeterminato - la permanenza della Gran Bretagna nell'unione doganale e quella dell'Irlanda del Nord nel mercato unico, creando una sorta di vallo fra Belfast e il resto del Regno. Di qui l'ira del Dup, che minaccia di far saltare anche l'imminente approvazione del bilancio d'autunno, oltre che di Boris Johnson. e dei brexiteers Tory ultrà. In realtà l'Ue ha cercato di superare le difficoltà proponendo che siano le merci Nord Irlandesi ad avere la doppia etichetta e i doppi controlli, uno per il mercato britannico e l'altro per quello europeo: una proposta che limiterebbe i problemi di Londra e di Dublino. «Non ci siamo ancora, non c'è ancora una svolta, proseguono intesi i negoziati tecnici per vedere se è possibile arrivare a dei progressi decisivi su quello a cui si è fatto allusione ieri, sicuramente non sarà una sorpresa per tutti voi il fatto che stiamo lavorando duro per raggiungere un accordo», ha dichiarato il portavoce della Commissione Ue Margaritis Schinas a chi gli chiedeva di commentare gli ultimi sviluppi sulla Brexit. Secondo il Financial Times Ue e Regno Unito puntano ad avere un piano completo sul 'backstop' (il meccanismo di garanzia legalmente vincolante) per le frontiere irlandesi, entro lunedì 15 ottobre. La questione resta il nodo cruciale da sciogliere, per stringere un accordo in tempo utile, per il vertice europeo dei leader. «Un compromesso sul backstop sembra a portata di mano», si legge sul Financial Times. Tuttavia, secondo fonti Ue citate dal quotidiano, «il rischio di fallimento resta alto», e c'è ancora la possibilità di una «crisi» al vertice dei leader. Inoltre anche nel caso di un accordo, non è detto che l'esecutivo britannico resista all'impatto del compromesso. Gli unionisti nordirlandesi infatti hanno mnacciato di non dare l'appoggio al governo May sulla legge di bilancio, in caso ci sia una frontiere non scritta tra Nord Irlanda e Gran Bretagna. Nel Regno Unito un voto contrario sul bilancio equivale informalmente e politicamente a una sfiducia.

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