Brasile Elezioni 2018 Risultati Ballottaggio

I risultati del secondo turno delle elezioni in Brasile

Il candidato di estrema destra Jair Bolsonaro ha sconfitto al ballottaggio Fernando Haddad, erede di Lula. Diventa così il 42esimo presidente del gigante sudamericano. Salvini esulta.

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Dopo lo scrutinio dell' 99,61% dei voti nel ballottaggio delle elezioni presidenziali in Brasile, Jair Bolsonaro risulta vincitore con il 55,20% dei voti, contro il 44,80% ottenuti da Fernando Haddad, candidato del Partito dei Lavoratori (Pt), un vantaggio equivalente a circa 11 milioni de voti (leggi anche: Il trionfo di Bolsonare spiegato da McLuhan). È il 42esimo presidente del Brasile. «Cambieremo il destino del Paese. Vi offriremo un governo degno che lavorerà per tutti i brasiliani», ha detto Bolsonaro nel suo primo discorso da neopresidente. Il primo messaggio dopo la vittoria il Capitao lo ha affidato a Facebook, come ha spesso fatto anche durante la campagna elettorale. Un breve video, trasmesso sui social dal suo appartamento di Barra de Tijuca, quartiere residenziale dell'Ovest di Rio de Janeiro. «Sono molto grato a tutti voi, per la vostra considerazione, le vostre preghiere e la vostra fiducia», ha detto, aggiungendo che «adesso, tutti insieme, cambieremo il destino del Brasile: sapevamo dove stavamo andando, e ora sappiamo cosa dobbiamo fare». Il Brasile, ha sottolineato, «non poteva continuare a flirtare con il socialismo, il comunismo, il populismo e l'estremismo della sinistra e ora la verità comincerà a regnare in ogni casa del paese, cominciando dal suo punto più alto, che è la presidenza della Repubblica».

UM NOVO FUTURO NOS ESPERA: Jair Bolsonaro é eleito o 38° Presidente da República Federativa do Brasil! . Youtube: https://youtu.be/3gZ3WfVagoo

Geplaatst door Jair Messias Bolsonaro op Zondag 28 oktober 2018

Ex parà, deputato dagli Anni 90 (anche se si è presentato come un outsider), il brasiliano si è detto a favore della tortura, di un alleggerimento delle norme sul porto d’armi e di una stretta sull’ingresso degli «sporchi migranti». Le dichiarazioni autoritarie di Bolsonaro, le parole sprezzanti rivolte verso persone di discendenza africana e omosessuali, l'amore per la dittatura militare che ha governato il Brasile dal 1964 al 1985 e un generale machismo gli hanno fatto guadagnare in questi mesi il soprannome di "Trump dei tropici".

La quarta democrazia più grande del mondo sarà governata da un uomo denunciato da molti come una "minaccia fascista". Una vittoria immediatamente salutata in Italia dal leader della Lega Matteo Salvini: «Anche in Brasile», ha twittato, «i cittadini hanno mandato a casa la sinistra! Buon lavoro al presidente Bolsonaro, l'amicizia tra i nostri popoli e i nostri governi sarà ancora più forte».

«E dopo anni di chiacchiere, chiederò che ci rimandino in Italia il terrorista rosso Battisti»: dopo aver fatto i complimenti al neo presidente, Salvini ha ribadito che uno dei primi atti che l'Italia intende fare nei confronti del Brasile sarà quello di richiedere l'immediata estradizione dell'ex leader dei Proletari armati per il comunismo Cesare Battisti, condannato a diversi ergastoli in Italia. Anche il presidente americano Donald Trump si è congratulato con Jair Bolsonaro per la vittoria alle elezioni in Brasile. Lo ha fatto sapere la Casa Bianca, sottolineando che Trump e Bolsonaro si sono impegnati a «lavorare fianco a fianco per migliorare le vite di americani e brasiliani».

Malgrado la rimonta registrata negli ultimi giorni da Haddad - l'erede politico scelto da Lula da Silva come candidato del Partito dei Lavoratori (Pt) - i risultati del ballottaggio hanno confermato le previsioni dei sondaggi, che davano Bolsonaro come favorito anche prima del primo turno delle presidenziali, lo scorso 7 ottobre. La vittoria di Bolsonaro rappresenta una frattura storica per il Brasile, dopo una fase di quattro governi consecutivi del Pt, chiusasi nell'agosto del 2016 con l'impeachment di Dilma Rousseff, e il breve intermezzo dell'amministrazione di Michel Temer, che arriva alla fine del suo mandato battendo tutti i record storici di impopolarità.

IL TRAMONTO DEL PROGRESSISMO IN SUDAMERICA

Il risultato del voto in Brasile segna anche una nuova sconfitta per i partiti e i leader protagonisti della cosiddetta "marea rosa" progressista che investì l'America Latina all'inizio del secolo XXI, dopo le vittorie elettorali del centrodestra in Argentina, Cile, Perù e Colombia e le derive autoritarie in Venezuela e Nicaragua. Bolsonaro, un deputato che è passato per otto partiti diversi in quasi due decenni di attività parlamentare e fino a poco fa era considerato un personaggio eccentrico, è diventato in pochi mesi il leader che ha cavalcato il crescente malessere di grandi fasce della società brasiliana.

IL BRASILE ESASPERATO DA CRISI, CORRUZIONE E VIOLENZA

La crisi economica iniziata nel secondo governo di Rousseff, la più grave della storia brasiliana, gli scandali di corruzione politica che hanno colpito i principali partiti politici - e portato in carcere Lula - e l'escalation della violenza criminale nel paese hanno alimentato un sentimento di esasperazione diffusa, che ha portato i brasiliani a scegliere un candidato che si è presentato come un outsider "contro" l'establishment politico. Il ballottaggio è diventato anche una sorta di gioco della torre elettorale: il Brasile si è diviso fra chi voleva evitare il "pericolo fascista" rappresentato da una vittoria di Bolsonaro e chi era disposto a votare qualunque candidato che impedisse un ritorno al potere del Pt, in un clima di forte polarizzazione delle posizioni. Haddad è partito in svantaggio, giacché il Pt ha scelto di spingere fino all'ultimo termine possibile la candidatura di Lula - bocciata dalle autorità elettorali a causa della sua condanna a 12 anni per corruzione - e non è riuscito né a spostare sulla sua candidatura i voti assicurati dal suo mentore politico né ad ottenere l'appoggio di leader politici di altri partiti per lanciare il suo progetto di "unità democratica" contro Bolsonaro.

28 Ottobre Ott 2018 2301 28 ottobre 2018
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