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Mia figlia Emma ha ragione: questa America fa paura

L'estrema destra suprematista avanza. Il Paese è diviso. E i diritti sono a rischio. La campagna di Trump ha solo alimentato l'odio. E chi non voterà alle Midterm si consideri complice. 

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Dopo aver saputo che 11 persone sono state trucidate nella sinagoga di Pittsburgh, Tree Of Life, da un pazzo di estrema destra, mia figlia Emma, che tra un mese compie 12 anni, mi ha chiesto: «Mamma, posso non dire che papà è ebreo? Non vorrei che ci facessero del male». Non è l’unica a pensarla così: il 55% degli ebrei americani dice di sentirsi meno sicuro rispetto a prima, e cioè da quando Donald Trump non era che un businessman in via di fallimento. È difficile dimenticare il commento che aveva suscitato un certo orrore, subito dopo la tragedia di Charlottesville, in Virginia: centinaia di neonazisti americani avevano marciato nel campus universitario urlando: «Jews will not replace us!» (gli ebrei non ci sostituiranno) e durante i disordini venne uccisa una donna, investita da una macchina che si era lanciata a tutta velocità sulla folla. Trump in quell’occasione aveva commentato: «Ci sono delle ottime persone in tutti e due i gruppi che protestano», senza riuscire a dire la cosa che verrebbe più naturale e cioè che il neonazismo è da condannare, sempre.

È anche risaputo che il presidente non osteggia i movimenti radicali di estrema destra. Subito dopo la vittoria presidenziale, il New Yorker riportò che «Trump continuava a raccogliere consensi tra i gruppi di white nationalist. A novembre (del 2015, ndr) Trump retwittò una grafica composta di statistiche false riguardanti il rapporto fra minoranze e crimine; la grafica, è poi stato scoperto, era stata creata da un account neo nazista che aveva come immagine di profilo la variazione di una svastica». Ma il problema più grave, secondo la comunità ebraica americana, è la retorica del presidente, che crea un’atmosfera che permette all’odio e all’antisemitismo di prosperare. Qualche giorno fa, pare avesse detto che la carovana di migranti che dal Centro America si sta spostando a Nord è supportata economicamente da Soros, il famoso miliardario ebreo detestato da tutta la destra (leggi anche: Trump non ha chiaro quale sia la vera emergenza nazionale). Alcuni membri della comunità ebraica e la minoranza repubblicana non sono d’accordo nel dare la colpa al presidente, che viene considerato un amico degli ebrei per il suo supporto a Israele. «Poi ha un genero ebreo!», si dice. Se è per questo, mi viene da dire, ha anche una moglie immigrata, eppure il grosso della sua campagna è stato contro l’immigrazione. Martedì mattina, per esempio, mi sono svegliata con il presidente che annunciava di voler abolire lo ius soli descritto come «un diritto ridicolo».

TRUMP HA PROFONDAMENTE DIVISO GLI STATI UNITI

Ma la maggior parte della comunità ebraica, storicamente democratica, non vuole neanche che il presidente si rechi a Pittsburgh per partecipare ai funerali delle vittime, una delle quali era riuscita a sopravvivere alle persecuzioni naziste, ma non alla violenza dell’estrema destra americana. Lui lo farà lo stesso, anche se molti personaggi politici, sia locali sia nazionali (compreso il presidente della Camera Paul Ryan e il leader di maggioranza del Senato Mitch McCallen, suoi grandi alleati) non lo accompagneranno. Il sindaco di Pittsburgh, Bill Peduto, ha già annunciato di non avere alcuna intenzione di incontrarlo. Una cosa è certa: la politica di Trump ha profondamente diviso questo Paese, al punto tale da ferirne profondamente la democrazia. Il numero delle persone considerate "degne" di chiamarsi americane si sta restringendo sempre di più. Gli immigrati, i musulmani, i disabili, gli omosessuali, quelli con la pelle di colore diverso dal bianco, ma anche solo chi vorrebbe ritornare a una presidenza, come dire, normale, si sentono minacciati, impauriti da un’atmosfera piena di odio. Ha ragione mia figlia Emma ad avvertire un pericolo imminente. Lo sento anch’io, forte, non solo per lei ma anche per suo fratello autistico, che non ha neanche gli strumenti per difendersi. È un periodo buio e spaventoso, che spero finisca al più presto: la settimana prossima si vota alle midterm, e chi decide di non farlo sarà complice di una politica dell’odio.

1 Novembre Nov 2018 1400 01 novembre 2018
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