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6 Novembre Nov 2018 1200 06 novembre 2018

Come le midterm possono minare Trump dall'interno del Gop

In caso di k.o., tra i repubblicani potrebbero iniziare i «voltafaccia». Per picconare il trumpismo. E cercare lo sfidante del 2020. Lo storico del fascismo Steigmann-Gall sui rischi che corre The Donald.

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Per Donald Trump è arrivato il giorno del primo giudizio degli elettori sulla sua presidenza. Gli Stati Uniti sono chiamati a votare per le elezioni di metà mandato. Si rinnova la Camera dei rappresentanti nella sua interezza (435 deputati), un terzo del Senato (33 senatori più due elezioni speciali per due subentrati) e 36 governatori di Stati. Una tornata elettorale che può segnare un punto di svolta. Se il Gop (Grand old party), il partito repubblicano, dovesse perdere la maggioranza alla Camera, i democratici aumenterebbero il loro potere negoziale per stilare il budget federale e avrebbero maggiori poteri di indagine sulle attività economiche della famiglia del presidente. Ma cos'altro c'è in ballo? Lettera43.it ha chiesto al professor Richard Steigmann-Gall, docente alla Kent State University, storico del fascismo americano ed europeo, di valutare il primo biennio di Trump e di provare a offrire un'analisi sul futuro del partito repubblicano, che, a parere dello studioso, si è legato come mai in passato a gruppi estremisti di destra.

Il professor Richard Steigmann-Gall.

DOMANDA. Professore, un giudizio da storico: la presidenza di Trump è davvero un unicum?
RISPOSTA. Certo. Trump è senza precedenti.

Cosa vuol dire?
Abbiamo avuto episodi di antisemitismo in America e di islamofobia in passato, anche da parte di esponenti politici. Se facciamo una lista di tutti gli ingredienti della sua "ricetta" di governo, presi singolarmente sono familiari. Così come l'antisemitismo era comune nella Germania del 1932, poco prima dell'ascesa del nazismo. Quello che è pericoloso e senza precedenti è il fatto che non abbiamo mai avuto un demagogo alla Casa Bianca prima di oggi. Non abbiamo mai avuto un presidente così familiare con il nazionalismo bianco.

Chi ci si è avvicinato prima di lui?
Thomas Jefferson, terzo presidente, possedeva degli schiavi, ma non era membro del Ku Klux Klan. Non progandava politiche violente contro le minoranze. Il risentimento e l'odio che Trump utilizza nel suo discorso politico non sono nulla di nuovo. La novità è il modo in cui essi vengono strumentalizzati. I fascisti del passato non erano certamente i primi politici anticomunisti. Ma di certo il loro modo di intendere l'anticomunismo ha aperto una nuova strada. C'è stata una deviazione pur partendo da un sentiero già tracciato. Lo stesso si può affermare di Trump e del Trumpismo.

Con una vittoria dem, Trump può essere posto sotto impeachment alla Camera. E i suoi disegni di legge di matrice governativa rischiano di essere bloccati

Cosa può succedere se i democratici dovessero conquistare, come sembra probabile, la maggioranza dei seggi alla Camera nelle elezioni di midterm?
Tanto per iniziare, Trump può essere posto sotto impeachment dall'assemblea. Ma a quel punto se il Senato sarà controllato dai repubblicani lo sforzo sarebbe inutile. I democratici però potrebbero creare delle comissioni d'inchiesta per fare luce sulle iniziative prese dall'amministrazione Trump. E potrebbero bloccare i disegni di legge di matrice governativa. Magari non potranno rovesciare la politica del presidente, quantomeno potranno rallentarla.

Il partito repubblicano dovrebbe invece conservare il controllo del Senato. E con esso, il potere di nomina dei giudici federali. Ma se le perdite alla Camera fossero massicce, il partito rimarrebbe unito insieme con il presidente a dispetto del suo declino politico?
Il gruppo al Senato del partito repubblicano si presenterà ai propri elettori come l'unico argine all'ascesa dei democratici e della sinistra del partito. Sono fortunati che quest'anno la gran parte delle competizioni si terrà in Stati conservatori, e questo dovrebbe favorire il mantenimento dello status quo. Nel giro di un paio d'anni però i democratici potrebbero vincere qualche elezione suppletiva, e questo potrebbe provocare delle divisioni: i repubblicani potrebbero cominciare a chiedersi se eliminare del tutto gli estremismi di quello che fu il Tea Party.

Le elezioni per i governatori degli Stati, invece, hanno catturato meno attenzione mediatica. Ci può spiegare la loro importanza?
Penso che l'opinione pubblica americana si stia "nazionalizzando". Gli elettori pensano che la politica nazionale sia più appassionante e più importante di quella locale. I media giocano un ruolo in questo, ma comunque danno al proprio pubblico quanto desiderano. Questo si ripercuote nel modo in cui gli americani pensano in modo "nazionale" da un po' di tempo. Ci sono però alcune sfide avvincenti che stanno catturando l'attenzione, prima tra tutti la Florida. Ma la ragione di questa eco mediatica risiede nel fatto che i commentatori amano predire i candidati alle presidenziali future. E normalmente questi candidati sono ex governatori.

In alcuni Stati governati dai repubblicani sono state attuate delle tattiche per rendere molto difficile il voto delle minoranze etniche. Ma questo stratagemma dovrebbe venire neutralizzato dall'alta affluenza degli elettori Millennial. Se la tendenza rimarrà questa, abbandoneranno questo sistema?
Credo che gli sforzi per limitare il voto delle minoranze possano finire soltanto se queste fanno il possibile per poter comunque votare. Non scordiamoci che molti giovani hanno votato Trump nel 2016. Penso che l'identità etnica possa prevedere meglio del voto generazionale l'esito delle elezioni. Per i democratici, l'aumento di queste categorie di votanti può essere cruciale per consolidare futuri successi.

Molti repubblicani sono soltanto degli "opportunisti" che vogliono rimanere sul carro del vincitore. Ma in caso di sconfitta di Trump...

In caso di una pesante sconfitta, cosa accadrà tra i leader politici e gli elettori del partito repubblicano? Rimarranno con Trump o cominceranno a pensare a uno sfidante interno per le presidenziali del 2020?
Allo stato attuale, molti repubblicani sono "fervidi credenti", mentre altri sono semplicemente "opportunisti" che vogliono rimanere sul carro del vincitore, senza dare importante all'ideologia. Uno dei motivi per cui Trump tiene comizi in giro per il Paese di continuo è per dare l'impressione ai vertici repubblicani al Congresso che rimane molto amato dagli elettori e per far sì che nessuno osi sfidarlo. Quindi potrebbe essere interessante vedere la portata dei voltafaccia in caso di sconfitta. Al momento i repubblicani si trovano bene con la politica del rancore. E questo viene anche utilizzato per imporre obbedienza nei loro ranghi. In ogni caso, non sarà un bello spettacolo.

Lei vive in Ohio, che è considerato lo stato in bilico per eccellenza. Il senatore democratico Sherrod Brown è un popolare esponente progressista e dovrebbe essere eletto senza problemi. Per quello che riguarda l'elezione del governatore? In caso di vittoria dei democratici che fine farà l'eredità politica del governatore uscente, il moderato John Kasich?
Ci sono diverse buone ragioni per farsi delle domande sul lascito di John Kasich. Si è creato una solida immagine di repubblicano ostile al presidente, un "Never Trump". Molti sono convinti che questa sia semplicemente una strategia per posizionarsi come futuro candidato repubblicano alle Presidenziali.

E Il candidato democratico Richard Cordray, ex capo dell'Ufficio federale di protezione dei consumatori?
Non è stato molto incisivo nell'attaccare i risultati e le politiche di Kasich, ma di certo proverà a governare diversamente, se otterrà una maggioranza nelle due assemblee statali. Negli ultimi giorni prima dell'elezione, Cordray sembra aver guadagnato consensi e potrebbe anche riuscire a vincere di misura, eventualità che appariva remota soltanto un paio di settimane fa. Teniamo presente che l'aspirante governatore democratico non è un socialista né seguace di Bernie Sanders. Al contrario, è molto noto per le sue posizioni moderate.

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