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28 Novembre Nov 2018 1451 28 novembre 2018

Cosa prevede il Global compact sulle migrazioni

Si tratta di un accordo promosso dalle Nazioni Unite, che non è legalmente vincolante, ma per cui gli Stati si impegnano a cooperare. E ha l'obiettivo di flussi ordinati e sicuri.

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Il Global compact for migration è l'intesa internazionale che nel 2016 l'assemblea generale delle Nazioni Unite, che rappresenta 193 Paesi, ha deciso di provare a scrivere per avere una cornice di principi condivisi attraverso i quali gestire le migrazioni, fenomeno che riguarda tutti i continenti, in maniera «sicura, ordinata e regolare», come è scritto sul sito dell'Onu (leggi quali sono i Paesi contrari nel mondo). L'idea di base è avere un quadro completo per gestire al meglio il fenomeno a tutti i livelli, dal globale al locale, cercando di intervenire sulle cause dei flussi migratori, di ridurre i rischi per i migranti e per le comunità dei Paesi di origine, di transito e le società che li accolgono, ponendo le condizioni per un'integrazione apppunto ordinata. Il testo comprende 23 obiettivi su cui gli Stati che sottoscrivono il patto dovrebbero impegnarsi, ma l'intesa non è legalmente vincolante, è basata sulla sovranità nazionale e sul principio della cooperazione. I negoziati che hanno portato alla stesura dell'accordo sono durati 18 mesi, la versione ufficiale è stata infatti finalizzata il 13 luglio 2018. Il testo ora dovrebbe essere adottato nella conferenza intergovernativa fissata per il 10 e 11 dicembre a Marrakech, in Marocco. In molti Paesi tuttavia il patto è diventato un argomento spinoso politicamente.

MERKEL E TRUMP SU FRONTI OPPOSTI

Il governo di Angela Merkel in Germania è tra i difensori dell'intesa, l'amministrazione di Donald Trump invece non lo vuole sottoscrivere perché il Global compact include il principio di limitare la detenzione dei profughi nel caso esistano soluzioni alternative. Tanto che gli Usa sono stati il solo Paese a opporsi alla risoluzione annuale sul lavoro dell'Unhcr, l'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, adottata dalla terza Commissione Onu con 176 voti a favore, tre astenuti e 13 Paesi, perché presentata con in allegato il Global Compact. La maggioranza dei Paesi dell'Unione europea invece sono pronti a sottoscrivere l'intesa per ottenere una maggiore cooperazione anche dai partner extra Ue. Alcuni Stati del gruppo Visegrad, come Slovacchia e Polonia, che si sono sempre rifiutati di accogliere i migranti arrivati sulle coste italiane e quindi europee hanno annunciato che non firmeranno l'intesa. E anche l'Austria, governata da un'alleanza tra centrodestra ed estrema destra, ha annunciato il suo no.

Il parlamento europeo.
ANSA

Roma ha finora oscillato. Il 21 novembre, rispondendo ad un'interrogazione parlamentare, il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi ha spiegato che «nell'ambito dei negoziati che si sono svolti in passato l'Italia ha sempre tenuto presente l'elemento di arrivare a una condivisione di oneri nella gestione dei flussi e della cooperazione rafforzata con i Paesi di origine e di transito». E ha aggiunto: «Sull'orientamento verso il Global compact il presidente del Consiglio Giuseppe Conte aveva espresso un parere favorevole ma avremo un approfondimento in sede di governo prima di arrivare alla conclusione dell'accordo stesso». Sette giorni più tardi, però, il ministro degli Interni Matteo Salvini ha smentito la linea Moavero, sostenendo che il nostro Paese non sarà presente alla conferenza in Marocco e che sull'intesa deciderà il parlamento. Ma su cosa deve decidere? Ecco i ventitré obiettivi elencati nel Global compact.

I VENTITRÉ OBIETTIVI DEL GLOBAL COMPACT

  1. Raccogliere e utilizzare dati precisi e disaggregati come base per politiche fondate sui evidenze fattuali

  2. Ridurre al minimo le difficoltà e i fattori strutturali che costringono le persone a lasciare il loro Paese d'origine

  3. Fornire informazioni accurate e tempestive in tutte le fasi della migrazione

  4. Garantire che tutti i migranti possano provare la loroi identità e abbiano la documentazione adeguata

  5. Migliorare la disponibilità e la flessibilità dei percorsi per la migrazione regolare

  6. Facilitare il reclutamento equo ed etico e salvaguardare le condizioni che garantiscono un lavoro dignitoso

  7. Affrontare e ridurre le vulnerabilità nella migrazione

  8. Salvare vite umane e stabilire sforzi internazionali coordinati sui migranti dispersi

  9. Rafforzare la risposta transnazionale di contrasto alla tratta di migranti

  10. Prevenire, combattere e sradicare la tratta di persone nel contesto della migrazione internazionale

  11. Gestire i confini in modo integrato, sicuro e coordinato

  12. Rafforzare la certezza e la prevedibilità delle procedure di migrazione predisponendo screening, valutazioni e riferimenti appropriati

  13. Utilizzare la detenzione migratoria solo come misura di ultima istanza, lavorando per le alternative

  14. Migliorare la tutela, l'assistenza e la cooperazione diplomatica in tutto il ciclo della migrazione

  15. Fornire l'accesso ai servizi di base per i migranti

  16. Consentire ai migranti e alle società di realizzare la piena inclusione e la coesione sociale

  17. Eliminare tutte le forme di discriminazione e promuovere un discorso pubblico basato su fatti e prove che formino la percezione della migrazione

  18. Investire nello sviluppo delle competenze e facilitare il riconoscimento reciproco delle qualifiche

  19. Creare le condizioni perché i migranti e le diaspore possano contribuire pienamente allo sviluppo sostenibile in tutti i Paesi

  20. Promuovere il trasferimento più rapido, più sicuro e più economico delle rimesse e promuovere l'inclusione finanziaria dei migranti

  21. Cooperare nel facilitare il ritorno sicuro e dignitoso e la riammissione, nonché la reintegrazione sostenibile dei migranti

  22. Stabilire meccanismi per la portabilità dei diritti di sicurezza sociale e dei contributi accumulati

  23. Rafforzare la cooperazione internazionale e i partenariati globali per avere una migrazione sicura ordinata e regolare
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