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GILET GIALLI
Aggiornato il 05 dicembre 2018 4 Dicembre Dic 2018 0903 04 dicembre 2018

In Francia moratoria sull'aumento delle accise dei carburanti

Il presidente Macron decide di ritirare la legge per tutto il 2019 e non più per soli sei mesi. Alta tensione per la manifestazione di sabato a Parigi, si temono scontri durissimi mentre la protesta si allarga.

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Una nuova vittoria dei gileti gialli: adesso non si parla più di moratoria di sei mesi sulla tassa per il carburante, ma secondo quanto riferisce Le Figaro, che cita fonti dell'Eliseo, la tassa sul carburante sarà bloccata per tutto il 2019. Era stato il primo ministro Edouard Philippe, il 4 dicembre, di parlare di una semplice moratoria di sei mesi. Lo stop di un anno è l'ultimo tentativo di smorzare il quarto sabato di proteste e scontri. Che sarebbe quello peggiore, secondo l'Eliseo, che si aspetta «scontri durissimi» con nuclei disposti «a distruggere e uccidere». Il ministro della Transizione ecologica, Francois de Rugy, intervistato da BfmTv dopo l'annuncio dell'Eliseo, ha confermato di aver parlato con Macron. Il presidente gli ha confermato che l'aumento delle tasse sui carburanti è «annullato per il 2019: Macron mi ha detto - ha riferito de Rugy - che la gente ha avuto l'impressione che ci fosse un inganno, che gli si dicesse che c'era una sospensione e che dopo la tassa sarebbe stata riproposta».

MA SI VA VERSO UN NUOVO SABATO DI SCONTRI

Nonostante la correzione di rotta dell'Eliseo, però, tutto sembra convergere ineluttabilmente verso un altro sabato di guerra a Parigi. A stringere il cerchio intorno ad un Emmanuel Macron che in sole tre settimane ha visto precipitare nel caos il suo mandato presidenziale, c'è anche il contagio della rivolta: studenti, camionisti, agricoltori, autisti di ambulanze, ora anche i poliziotti stessi. Tutti sembrano voler fiancheggiare o sfruttare la scia dei gilet gialli, anche se il sostegno dell'opinione pubblica alla protesta è calato ed è ora fra il 60 e il 70% contro l'84% della settimana scorsa. Il governo, accerchiato, ha spinto il premier Edouard Philippe ad aprire in direzione di un "dibattito" sulla riforma della patrimoniale. Poco dopo, l'Eliseo - confermando il momento di grande confusione ai vertici del Paese - faceva sapere che il presidente è risolutamente contrario a qualsiasi ripristino della patrimoniale pre-riforma: «Non smonteremo nulla di quello che abbiamo fatto da 18 mesi», ha tuonato Macron.

UN NUCLEO DI MANIFESTANTI PRONTO A DISTRUGGERE E UCCIDERE»

L'Eliseo si aspetta una manifestazione «di grande violenza» per sabato, e le notizie che arrivano dal territorio sono «estremamente preoccupanti». Si starebbe preparando un «nocciolo duro di diverse migliaia di persone» che verrebbero a Parigi «per distruggere e per uccidere». Per questo tutti i membri del governo hanno lanciato appelli alla calma, invitando i "ragionevoli" ad evitare di manifestare ancora. A complicare la prospettiva, un sindacato minoritario di polizia - proclamando addirittura di voler essere «solidale con i gilet gialli» - invita allo sciopero i suoi aderenti a partire da sabato, partendo dai funzionari del ministero dell'Interno.

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