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5 Dicembre Dic 2018 1058 05 dicembre 2018

La Russia mette nel mirino i Paesi europei con i missili Usa

«Il capo dello Stato maggiore russo ha dichiarato che i Paesi che ospitano i sistemi statunitensi saranno obiettivi della rappresaglia di Mosca. E Putin attacca: «Da gli Usa nessuna prova della violazione del trattato Inf».

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Come il vaso di coccio tra i due vasi di ferro, questo rischia di essere il destino dei Paesi europei che finora hanno ospitato i missili statunitensi dopo che gli States hanno annunciato di essere pronti a ritirarsi dal Trattato sulle forze nucleari intermedia. A Mosca infatti , il capo dello Stato maggiore russo, il generale Valery Gerasimov, in un briefing con gli attaché militari stranieri, secondo quanto riporta l'agenzia Tass, ha dichiarato che i Paesi che ospitano i sistemi missilistici statunitensi diventeranno «obiettivi» militari per la Russia nel caso del ritiro Usa. «In quanto militari professionisti», ha detto Gerasimov, «dovreste capire che non il territorio degli Stati Uniti, ma i Paesi che ospitano i sistemi statunitensi con missili a raggio corto e intermedio diventeranno gli obiettivi per le misure di rappresaglia della Russia»"

«STIAMO RAFFORZANDO LE NOSTRE FORZE NUCLEARI»

Geramisov ha anche aggiunto che la Russia sta rafforzando le capacità delle sue forze nucleari dato che gli Stati Uniti stanno costruendo lo scudo antimissilistico. «Mentre gli Stati Uniti stavano costruendo il loro scudo antimissilistico globale, la Russia stava aumentando il potenziale di combattimento delle sue forze nucleari strategiche di terra», ha detto il generale. In particolare, ha spiegato Gerasimov, le forze strategiche della Russia sono state riarmate con i sistemi missilistici Yars e il complesso Avangard equipaggiato con il vettore a planata ipersonica, ora entrato in produzione in serie.

PUTIN: «DA USA NESSUNA PROVA SULLE VIOLAZIONI DEL TRATTATO INF»

Nel frattempo il presidente russo Vladimir Putin, citato dall'agenzia Tass, ha attaccato Washington sulla questione del trattato Inf e le violazioni che gli Stati Uniti avrebbero rilevato da parte di Mosca. «Gli Usa», ha detto il capo del Cremlino, «non hanno fornito "prove" sulle presunte violazioni della Russia al trattato Inf sulle forze nucleari a medio raggio», aggiungendo che si oppone allo smantellamento del trattato ma se gli Usa lo abbandoneranno la Russia sarà costretta «a rispondere». Secondo Putin «la dichiarazione di Pompeo», con la quale il segretario di Stato Usa ha dato 60 giorni di tempo alla Russia per rispettare il trattato, «è un po' in ritardo: inizialmente infatti la parte statunitense ha dichiarato che si sarebbe ritirata dal Trattato e poi ha iniziato a cercare la motivazione per cui dovrebbero farlo». «La ragione principale», ha concluso, «è che stiamo presumibilmente violando qualcosa, tuttavia non è stata fornita nessuna prova delle nostre presunte violazioni, come al solito».

UE PREOCCUPATA PER GLI SVILUPPI NEL MARE DI AZOV

Intanto l'Alto rappresentante Ue Federica Mogherini il 6 dicembre è attesa a Milano dove a margine della riunione dell'Osce avrà incontri bilaterali separati con i ministri degli Esteri russo e ucraino Serghei Lavrov e Pavlo Klimkin. Al centro dei colloqui le tensioni tra i due Paesi nel mare di Azov dopo l'arresto di alcuni marinai ucraini da parte di Mosca lo scorso 25 novembre. «La nostra posizione è molto chiara», ha precisato Mogherini entrando alla ministeriale Nato a Bruxelles, «Noi sosteniamo la integrità territoriale dell'Ucraina. L'Ue è molto preoccupata per gli ultimi sviluppi nel mare di Azov».

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