Huawei Manager Arrestata
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6 Dicembre Dic 2018 0823 06 dicembre 2018

Cosa sappiamo sull'arresto della direttrice finanziaria di Huawei

Meng Wanzhou, Cfo del colosso cinese, fermata in Canada su richiesta degli Usa. Indagine su violazioni alle sanzioni sull'Iran. Guerra tecnologica a tutto campo tra Washington e Pechino.

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Le autorità canadesi hanno arrestato a Vancouver su richiesta degli Usa il direttore finanziario della cinese Huawei, Meng Wanzhou. La donna, una delle più potenti della Cina, ora rischia l'estradizione negli Stati Uniti, dove è in corso un'indagine per accertare se il colosso cinese ha violato le sanzioni all'Iran. L'arresto di Meng Wanzhou, figlia del fondatore della società, è destinato ad aumentare le tensioni tra Usa e Cina nel campo tecnologico, dopo la recente "tregua" sui dazi. Venerdì 7 dicembre è prevista l'udienza in cui il giudice deciderà se accordare una cauzione. La Cina ha chiesto al Canada di rilasciare subito la donna.

Il caso aggiunge tensione tra Pechino e Washington e minaccia di complicare i colloqui commerciali sui dazi. Senza dimenticare i dubbi che gli americani nutrono sul fatto che gli smartphone cinesi possano essere usati a scopi di spionaggio. Un'accusa che sembra più che altro un pretesto per contrastare la Cina in quella che da molti è definita la nuova guerra fredda tecnologica tra le due superpotenze.

1. L'ACCUSA DI VIOLAZIONI ALLE SANZIONI IRANIANE

Le autorità Usa indagano su Huawei almeno dal 2016 perché sospettata di far entrare in Iran prodotti americani in violazione delle sanzioni economiche. Nel 2013, la Meng faceva parte del board di una tech company con base a Hong Kong, Skycom, accusata dal Tesoro Usa di fare affari con Teheran. In particolare, Skycom avrebbe cercato di esportare dei computer della Hewlett-Packard in Iran a uso della principale compagnia telefonica persiana.

2. LE BORSE MONDIALI IN ROSSO

L'arresto ha dato il colpo di grazia alle Borse asiatiche ed europee, aggiungendo un nuovo elemento di incertezza allo stop and go nei negoziati commerciali fra Stati Uniti e Cina. Piazza Affari ha aperto in negativo di circa l'1%, così come tutti gli altri mercati del Vecchio continente. Tokyo ha chiuso in ribasso dell'1,91%. Analoghe perdite sulle piazze cinesi: Shenzhen è calata del 2,16% e Shanghai dell'1,66%. Hong Kong cede il 2,96%. Male anche Seul, che ha perso l'1,55%, mentre Sidney è in calo dello 0,22%.

3. LA GUERRA DI WASHINGTON A TUTTO CAMPO A HUAWEI

Huawei è finita nel mirino delle autorità americane ufficialmente per timori legati alla sicurezza: l'acquisto e l'uso di telefonini Huawei è stato vietato nelle agenzie governative Usa. Washington ha inoltre fatto pressione sugli alleati per far fuori Huawei dalle reti di tlc: il presidente Usa Donald Trump ha fatto appello ai Paesi alleati, Italia compresa, a non usare le apparecchiature prodotte dall'azienda per rischi sulla cybersicurezza. Il 5 dicembre l'operatore mobile britannico Bt ha fatto sapere che eliminerà le apparecchiature di rete Huawei dal "cuore" delle sue reti 4G - dove sono le informazioni sensibili sui clienti - nel giro di due anni, per mettersi in linea con una policy interna che prevede di collocare il costruttore cinese ai margini dell'infrastruttura di telecomunicazioni. L'ex monopolista British Telecom ha anche escluso Huawei dalle gare per la costruzione delle nuove reti 5G. Il 28 novembre, la Nuova Zelanda aveva preso la stessa decisione, così come ad agosto aveva fatto l'Australia.

4. L'AZIENDA STA SVILUPPANDO UN SISTEMA OPERATIVO PROPRIO

Huawei vuole smarcarsi da Android di Google, ma anche mettersi al riparo da eventuali azioni Usa. L'azienda starebbe mettendo a punto un suo sistema operativo 'fatto in casa', nome in codice Kirin Os. Indiscrezioni in questo senso si sono rincorse negli ultimi mesi, ora a dirlo è lo stesso vice presidente della divisione prodotti dell'azienda. In un post sulla piattaforma cinese Weibo ha spiegato che all'interno di Huawei «è in corso di sviluppo» un proprio sistema operativo per l'utilizzo su smartphone. Questa notizia segue le indiscrezioni di aprile scorso, che indicavano come Huawei avesse iniziato lo sviluppo del proprio sistema operativo nel 2012 come piano di emergenza per scenari peggiori. Nel secondo trimestre del 2018 Huawei ha superato Apple: secondo gli analisti di Idc ha messo in commercio 54,2 milioni di smartphone contro i 41,3 milioni di iPhone della Mela. Il colosso di Shenzhen ha l'obiettivo di arrivare a 200 milioni di telefoni a fine 2018, per poi crescere ancora nel 2019 agguantando Samsung.

5. IN POLE CON IL 5G

L'azienda ha 31 anni di vita, un fatturato di 92,5 miliardi di dollari e 180 mila dipendenti. Nata nel 1987 grazie a Ren Zhengfei, 74 anni, fondatore ed attuale presidente che fino a cinque anni prima di iniziare questa attività è stato un ufficiale dell'esercito popolare cinese. È una società privata detenuta al 100% dai suoi dipendenti. Nella componentistica per le telecomunicazioni, i prodotti e le soluzioni Huawei sono utilizzati da 45 dei primi 50 operatori mondiali e sono impiegati in oltre 170 nazioni, circa un terzo della popolazione mondiale. Ed è tra le principali aziende che stanno realizzando infrastrutture e componenti per il 5G (ha aperto collaborazioni anche in Italia), una tecnologia che nell'immediato futuro offrirà una velocità di connessione mobile maggiore e migliore copertura. Huawei ha investito anche nella ricerca e nei brevetti. Ha realizzato 14 centri di Ricerca e Sviluppo e nel 2017 e ha 13,8 miliardi di dollari nel settore, il 14,9% del proprio fatturato globale. L'investimento complessivo di Huawei in ricerca negli ultimi 10 anni ammonta a oltre 60 miliardi di dollari. Riguardo i brevetti, ne ha registrati oltre 74 MILA. L'azienda è presente anche in Italia con circa 850 dipendenti, divisi fra le sedi di Milano e Roma. Nel nostro Paese ha un fatturato di circa 1,5 miliardi.

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