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Gran Bretagna Revoca Brexit Sentenza Corte Giustizia Europea
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10 Dicembre Dic 2018 0917 10 dicembre 2018

Londra è libera di revocare la Brexit in modo unilaterale

Cosa significa la sentenza della Corte di Giustizia europea, alla vigilia del voto parlamentare sull'accordo negoziato dalla premier Theresa May.

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La Gran Bretagna è libera di revocare in modo unilaterale la Brexit, qualora decidesse di farlo. È questo il verdetto emesso dalla Corte di Giustizia dell'Unione europea, chiamata a dirimere un caso destinato a far discutere. La Corte ha infatti stabilito che Londra può annullare il percorso di uscita intrapreso dopo il referendum del 2016 senza il permesso degli altri 27 Paesi membri dell'Ue.

Il caso era stato sollevato - inizialmente a Edimburgo, poi in sede europea - da un gruppo di politici e attivisti anti-Brexit, secondo i quali il Regno Unito avrebbe potuto per l'appunto fermare in qualunque momento il processo di uscita in maniera unilaterale. Opposto il parere del governo britannico e anche quello della Commissione europea.

L'11 DICEMBRE LA CAMERA DEI COMUNI È CHIAMATA AL VOTO

La sentenza della Corte di Giustizia, che ha dato ragione agli attivisti, è arrivata con particolare tempismo. L'11 dicembre, infatti, la Camera dei Comuni è chiamata a votare l'accordo di uscita negoziato dalla premier Theresa May e in Aula è prevista una bocciatura. Coloro che si battono affinché il Regno Unito torni a far parte dell'Unione europea sperano quindi che la vittoria ottenuta in sede giudiziaria abbia dei riflessi politici e renda più concreta la possibilità che la Brexit venga completamente revocata, magari ricorrendo a una nuova consultazione popolare. Sul tavolo, insomma, ci sarebbe una terza opzione e il parlamento non sarebbe costretto a scegliere tra l'accordo negoziato dalla May e la prospettiva di un'uscita priva di intese.

Durante il dibattimento la Commissione europea aveva avvertito che la sentenza avrebbe potuto rappresentare un precedente pericoloso, spingendo altri Paesi membri ad annunciare l'uscita dall'Ue nel tentativo di ottenere condizioni di adesione migliori e poi a tornare indietro sui propri passi. Il governo britannico, da parte sua, aveva invece sostenuto che il caso fosse puramente ipotetico, perché il Regno Unito «non intende revocare la Brexit», e ai giudici aveva quindi chiesto di non pronunciarsi nel merito.

LE REAZIONI DEL GOVERNO BRITANNICO E DI BRUXELLES

Il governo di Londra, dopo la sentenza, ha preso atto che la Corte europea riconosce alla Gran Bretagna il diritto unilaterale di revocare la Brexit. Ma tramite il ministro dell'Ambiente, Michael Gove, ha dichiarato: «Questo verdetto non altera il referendum del 2016, né la chiara volontà del governo di assicurare che il Regno Unito lasci l'Ue il prossimo 29 marzo. E questo significa che lasceremo anche la giurisdizione della Corte europea». Sulla stessa linea il ministro degli Esteri, Jeremy Hunt: «La sentenza della Corte europea è irrilevante. Immaginate come si sentirebbe il 52% del Paese che ha votato per la Brexit se un qualsiasi governo ritardasse l'uscita. Penso che gli elettori sarebbero molto arrabbiati e di certo non è questa la nostra intenzione». Per conto della Commissione europea ha parlato una portavoce: «Il nostro assunto di lavoro resta che la Gran Bretagna lascerà l'Ue il 29 marzo 2019, l'accordo non è rinegoziabile. La nostra posizione non cambia».

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