Gilet gialli non incontreranno governo
La protesta dei gilet gialli
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15 Dicembre Dic 2018 0700 15 dicembre 2018

Le cose da sapere sulla manifestazione dei gilet gialli del 15 dicembre

Il movimento è tornato a protestare per le strade della Capitale. Ma l'affluenza è stata in ribasso. Due vittime. E i grandi magazzini sono rimasti aperti.

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Quinto atto in tono minore dell'opera dei gilet gialli a Parigi, anche se sono arrivate la settima e l'ottava vittima. Un altro sabato di protesta per il movimento nato in opposizione alla nuova tassa sui carburanti è trascorso con pochi scontri, ma una donna è morta investita a un blocco stradale e un'altra persona è rimasta vittima di un incidente alla frontiera con il Belgio, in località Erquelinnes. Qualche centinaio di manifestanti hanno organizzato un sit in sulla place de l'Opera, nel centro della città. Mentre qualche altro centinaio di gilets jaunes ha disceso gli Champs-Elysees in direzione Concorde, con l'intenzione dichiarata di raggiungere l'Eliseo. A metà della grande avenue sono stati bloccati da un imponente schieramento di polizia e gendarmi e hanno cominciato a gridare i loro slogan «Macron, dimettiti» e «Macron, attento, arrivano i Robin Hood». Alcune tensioni si sono create quando quelli che puntavano all'Eliseo hanno tentato di aggirare il blocco passando attraverso strade laterali in direzione del Trocadero. I manifestanti hanno acceso fumogeni e aumentato la pressione, la polizia ha fatto uso per la prima volta nella giornata di gas lacrimogeni. Ma dopo qualche tensione fra l'Arco di Trionfo e il Trocadero, la situazione è tornata calma. Dispersa la folla, la polizia è rimasta a distanza mentre i "gilet" hanno improvvisato un sit-in con le mani sulla testa, ricordando le immagini degli studenti che una decina di giorni fa, a Mantes-la-Jolie, sono stati obbligati a rimanere a lungo in questa posizione dopo essere stati fermati dalle forze dell'ordine.

UCCISA A UN BLOCCO DOPO UN'INVERSIONE DI MARCIA

La settima vittima delle proteste è stata uccisa in un incidente sulla nazionale 2, a Nord-Est di Parigi, secondo quanto riferito dalla radio France Bleu Picardie. Secondo la ricostruzione, la vittima era in moto con il compagno. Quando sono rimasti coinvolti in un blocco stradale dei gilet gialli, l'uomo ha fatto inversione di marcia ma sull'altra corsia arrivava una vettura che li ha travolti. La donna, 44 anni, è morta sul colpo.

UNA SESSANTINA DI FERMI

Una parte degli Champs-Elysees, vista la situazione di calma, è stata subito riaperta al traffico delle auto. Circa 200 gilet gialli sono quindi tornati sulla grande avenue scandendo cori e cantando la Marsigliese, ma senza creare incidenti con gli automobilisti. Riaperta anche l'Etoile, la grande rotatoria attorno all'Arco di Trionfo. La prefettura ha fatto sapere di aver compiuto 95 identificazioni a mezzogiorno, contro le 500 di sabato 8 dicembre. I fermi sono una sessantina rispetto ai 278 di sette giorni prima. Anche le protezioni applicate alle vetrine per evitare i danneggiamenti sono decisamente meno numerose. L'affluenza è sembrata nettamente in ribasso. Molte stazioni del metro sono state chiuse, diversi musei non hanno aperto ma i grandi magazzini sono rimasti aperti per accogliere i clienti a due settimane da Natale. Il ministro dell'Interno, Christophe Castaner, si è recato in visita ai reparti delle forze dell'ordine schierati a place de la Concorde. Più sostenuta è la mobilitazione in provincia, nel Sud, a Marsiglia, e sulla A6, l'autostrada che conduce a Sud, in direzione dell'Italia, che è stata divisa in due da un blocco stradale.

OTTO MILA POLIZIOTTI E 14 BLINDATI

La capitale francese si è preparata a rispondere a una manifestazione che poteva degenerare come gli ultimi sabati. Ai microfoni di radio RTL, il prefetto di Parigi, Michel Delpuech, ha annunciato che il dispositivo è simile a quello di sabato 8 dicembre, con circa 8 mila uomini, mezzi pesanti e squadre mobili. Oltre che 14 blindati della gendarmeria. «La settimana scorsa», ha detto, «abbiamo gestito abbastanza bene l'aspetto 'gilet gialli' ma abbiamo assistito a devastazioni e saccheggi da parte di delinquenti». «Il nostro obiettivo sarà di gestire meglio questo fenomeno», ha concluso.

La protesta potrebbe aver raccolto meno aderenti anche grazie alle misure da 10 miliardi di euro promesse dal presidente Emmanuel Macron per venire incontro alle rivendicazioni sul potere d'acquisto. La maggioranza dei negozi ha tenuto aperto. Anche perché Natale è alle porte e questo weekend è tra le ultime occasioni per rilanciare le vendite, dopo il mese nero per l'economia causato dai blocchi. E tuttavia il prefetto parigino ha avvertito: «Dobbiamo prepararci al peggio». E i commercianti lo hanno fatto, prendendo le dovute precauzioni. Come le protezioni anti-sfondamento montate sulle vetrine dei negozi: montate sabato 8 dicembre, in numerosi casi non sono state rimosse. I grandi magazzini simbolo della capitale, Galerie Lafayette, Le Bon Marché, le Printemps e Bhv sono rimasti aperti. Il presidente francese intanto ha dichiarato: «Il nostro Paese ha bisogno di calma e di ordine, e di ritornare a un funzionamento normale», anche perché «i 'casseur' approfittano di queste manifestazioni» del malessere reale dei francesi che deve trovare un'espressione nei «processi democratici» che esistono, in quanto le «rivendicazioni» non hanno «vocazione a perdurare in piazza. Le proteste dei gilet gialli «in nessun caso» possono far «ritornare sull'esito delle elezioni» presidenziali «di 18 mesi fa» ma «possono esprimersi» in modo democratico «alle prossime elezioni europee e amministrative».

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