Gilet gialli non incontreranno governo
La protesta dei gilet gialli
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Mondo
7 Gennaio Gen 2019 1421 07 gennaio 2019

Perché Di Maio e Salvini si schierano con i gilet gialli

La frangia moderata dei contestatori francesi lancia un partito. Il grillino subito li corteggia in vista delle Europee. Seguito dal leghista. Da Parigi la ministra degli Affari Europei li gela: «Facciano pulizia a casa loro».

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Come si cambia per raccogliere voti e trovare un gruppo con cui sedere al Parlamento europeo. Dopo essere stati in procinto di entrare nel gruppo dei liberali assieme all'Alde e dopo aver trattato seppure nel riserbo anche con gli emissari di Emmanuel Macron, in vista del voto di maggio delle Europee e con il sostegno crescente che i gilet jaunes stanno ottenendo Oltralpe, il Movimento 5 Stelle ha deciso di indossare il giubbotto giallo. «Gilet gialli, non mollate!», è infatti l'incipit di un post di Luigi Di Maio sul Blog delle Stelle a sostegno del movimento che da otto settimane protesta contro il presidente francese. «Il Movimento 5 Stelle è pronto a darvi il sostegno di cui avete bisogno. Come voi, anche noi, condanniamo con forza chi ha causato violenze durante le manifestazioni, ma sappiamo bene che il vostro movimento è pacifico. Possiamo mettere a vostra disposizione alcune funzioni del nostro sistema operativo per la democrazia diretta, Rousseau», si legge sul sito del Movimento.

Una presa di posizione netta contro il governo di un Paese alleato, che non poteva non avere effetti diplomatici. Ma a cui si è unito a stretto giro, per non essere da meno del collega, anche il ministro dell'Interno Matteo Salvini. «Sostegno ai cittadini perbene che protestano contro un presidente che governa contro il suo popolo ma assoluta, ferma e totale condanna di ogni episodio di violenza che non serve a nessuno», ha dichiarato il responsabile del Viminale.

«DI MAIO E SALVINI FACCIANO PULIZIA IN CASA LORO»

Di fronte a questi attacchi l'esecutivo di Parigi ha risposto tramite la ministra degli Affari Europei Nathalie Loiseau, cioè la donna che tratta la maggioranza dei dossier su cui negoziamo anche con l'Eliseo a Bruxelles. «La Francia si guarda bene dal dare lezioni all'Italia. Salvini e Di Maio imparino a fare pulizia in casa loro», ha scritto in un breve tweet. E questo è stato l'unico anche dell'unico commento del governo francese alle dichiarazioni dei vicepremier italiani che sono arrivate proprio nel giorno in cui uno dei leader del movimento di Parigi ha annunciato di voler creare un partito.

I MODERATI ANNUNCIANO LA CREAZIONE DI UN PARTITO

Jacline Mouraud, ex portavoce dei gilet gialli, tra i rappresentanti dell'ala moderata del movimento e minacciata di morte dalla frangia più radicale, ha annunciato di lavorare alla creazione del proprio partito politico: è quanto rivela France Info. Obiettivo del partito battezzato 'Les Emergents', gli 'Emergenti', è una grande riforma fiscale e il «ritorno del sociale» nell'agenda politica.

L'INDIGNAZIONE DI FORZA ITALIA

«Di Maio arruola i gillet gialli. Li battezza pacifisti e offre i servigi di Rousseau. Imbarazzante. In effetti è molto pacifico mettere a ferro e fuoco una nazione, pestare un poliziotto e assaltare un ministero. Chi delegittima le istituzioni e attenta alla loro sopravvivenza non merita alcun supporto. Tanto meno dal governo italiano», ha dichiarato Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati. «Cose da pazzi: Di Maio infrange il diritto internazionale, lo Statuto delle Nazioni Unite e decide di sostenere apertamente i gilet gialli francesi, presumibilmente in vista delle elezioni europee. Tutto questo oltre a farci fare una figura barbina a livello mondiale, mette a rischio l'Italia, gli italiani e le esportazioni italiane in Francia (secondo partner commerciale italiano a livello mondiale). Salvini e la Lega farebbero bene a prendere le distanze da una tale affermazione del vicepremier e a riconsiderare seriamente un'alleanza che espone l'Italia a danni incalcolabili», è stata la reazione della deputata di Forza Italia Deborah Bergamini.

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