Gilet gialli non incontreranno governo
La protesta dei gilet gialli
Gilet Gialli Manifestazione Oggi 12 Gennaio
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12 Gennaio Gen 2019 0700 12 gennaio 2019

Le cose da sapere sulla manifestazione dei gilet gialli del 12 gennaio

Nono sabato consecutivo di proteste. Lacrimogeni a Parigi, dove ha debuttato il servizio d'ordine. Corteo pacifico a Bourges. Guerriglia urbana a Bordeaux. Ora si attende la lettera a francesi di Macron.

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Più numerosi, meno violenti. Il 12 gennaio, al nono sabato di proteste consecutivo, per la prima volta a Parigi i gilet gialli sono stati inquadrati da un loro servizio d'ordine, lungo un percorso concordato e autorizzato dalla polizia. I membri del servizio d'ordine erano riconoscibili da una fascia bianca al braccio. Il movimento resta invece fluido e incontrollabile in provincia: a Bordeaux, una delle città dove le manifestazioni sono più violente, gli scontri sono stati duri, con scene di guerriglia urbana, vandalismi e incendi. Anche la Capitale ha trascorso un sabato di grande tensione, ma per una volta la manifestazione si è sciolta all'Arco di Trionfo senza auto in fiamme e negozi devastati. Sono bastate alcune cariche della polizia e qualche lacrimogeno per convincere i facinorosi a rinunciare.

SCHIERATI 80 MILA POLIZIOTTI E GENDARMI

Non c'era l'esercito di casseur, anche per la presenza massiccia di poliziotti e gendarmi, schierati in 80 mila su tutto il territorio, in assetto da guerriglia e con i blindati dell'esercito. In tutto il Paese, secondo le stime delle autorità, si sono scese in piazza 84 mila persone, rispetto ai 50 mila di sabato 5 gennaio. Nella sola Parigi si sono contati 8 mila manifestanti, il triplo rispetto alla volta precedente. Oltre alla Marsigliese e all'immancabile 'Macron, demission', lo slogan del giorno era 'Christophe libero', in omaggio al pugile Dettinger in stato di fermo per aver picchiato due agenti. In tutta la Francia i fermati sono stati 200, un numero decisamente inferiore al passato, non più di 80 a Parigi. I feriti lievi 24, a preoccupare sono soltanto due persone, un manifestante e un poliziotto ricoverati in codice rosso, non per ferite ma per malesseri.

Lacrimogeni di fronte all'Arco di Trionfo, a Parigi, durante la manifestazione dei gilet gialli del 12 gennaio.

A BOURGES CITATO IL DISCORSO DI MARTIN LUTHER KING

A Parigi il corteo, autorizzato dalla prefettura, è partito da Bercy, ai limiti Est della Capitale, proprio ai piedi del ministero dell'Economia. I gilet gialli sono arrivati alla Bastiglia, quindi hanno puntato a place de la Concorde e agli Champs-Elysees, ma senza incendi e danneggiamenti. La giornata si è conclusa con un cassonetto incendiato e un'edicola danneggiata. A Bourges, paese nel cuore della Francia profonda eletto a centro della protesta, la composita galassia dei gilet gialli ha visto la presenza di 5 mila manifestanti, guidati da Priscillia Ludosky e Maxime Nicolle, detto Fly Rider, che ha declamato - dopo alcuni incidenti non gravi - una versione rivista e corretta del celebre discorso di Martin Luther King: «Ho un sogno. Che questa dolce Francia si alzi in piedi unita per vivere i valori che invoca, libertà, eguaglianza, fratellanza».

A BOURDEAUX GLI SCONTRI PIÙ DURI

A Bordeaux gli scontri più duri. In serata la manifestazione di circa 6 mila gilet gialli ha avuto una coda di guerriglia in centro, incendi di auto e cassonetti, battaglia con la polizia, negozi danneggiati e in qualche caso devastati. La presenza più massiccia nelle piazze, la violenza per la prima volta più circoscritta, sono due segnali importanti in vista delle giornate cruciali di lunedì 14 e martedì 15 gennaio: prima l'attesa lettera ai francesi del presidente Emmanuel Macron, che dovrà fissare i punti chiave e le modalità del dialogo con il movimento di protesta; il giorno dopo, l'inizio del grande dibattito nazionale sui quattro punti chiave: la transizione ecologica; la democrazia, la cittadinanza e l'immigrazione; le tasse; l'organizzazione dello Stato.

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