Arresto Estradizione Cesare Battisti
La cattura di Cesare Battisti
Schermata 2019 01 13 Alle 18

Cesare Battisti è stato arrestato in Bolivia

L'ex terrorista catturato dagli agenti dell'Interpol. Conte annuncia: in Italia nel pomeriggio del 14 gennaio. Il figlio di Bolsonaro esulta: «Salvini, il regalo sta arrivando». Un aereo italiano già in viaggio verso La Paz.

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L'ex terrorista Cesare Battisti è stato arrestato in Bolivia e nel pomeriggio del 14 gennaio dovrebbe essere già in Italia. La notizia della cattura è stata data nel corso della notte italiana da numerosi media brasiliani citando Filipe Martins, consigliere speciale del presidente della Repubblica Jair Bolsonaro. Il deputato federale Eduardo Bolsonaro, figlio del presidente, ha immediatamente celebrato su Twitter l'esito dell'operazione. «Matteo Salvini, il 'piccolo regalo' sta arrivando», ha scritto. Mentre l'ambasciatore italiano in Brasile, Antonio Bernardini, confermando l'arresto, ha dichiarato: «È stato preso! La democrazia è più forte del terrorismo».

LA CATTURA DA PARTE DI AGENTI ITALIANI E BRASILIANI

Battisti, latitante dal mese di dicembre, è stato catturato a Santa Cruz de La Sierra nel corso di un'operazione condotta da una squadra speciale dell'Interpol alla quale hanno preso parte agenti italiani e brasiliani. L'ex membro dei Proletari armati per il comunismo, secondo quanto riferito dal Corriere della Sera, non avrebbe opposto resistenza. Indossava pantaloni e maglietta di colore blu, un paio di occhiali da sole e barba finta. Caricato in macchina e accompagnato in una caserma della polizia, Battisti non avrebbe proferito parola.

Sempre secondo il quotidiano italiano, la squadra speciale dell'Interpol avrebbe indirizzato le ricerche intorno a Santa Cruz poco prima di Natale. Solo il 12 gennaio è stata circoscritta la zona nella quale Battisti si era nascosto, sono stati quindi compiuti appostamenti in almeno tre-quattro aree differenti, finché l'ex terrorista è stato accerchiato e bloccato con il supporto della polizia boliviana. L'estradizione potrebbe avvenire verosimilmente nell'arco di 24 ore, vale a dire entro il 14 gennaio, ma non è del tutto escluso che il rientro possa avvenire già nel corso della giornata odierna. Secondo quanto riferito da fonti di governo, le autorità stanno valutando se l'estradizione di Battisti debba avvenire direttamente dalla Bolivia - dove è stato catturato - o, più probabilmente, via Brasile.

CONTE: «RIENTERÀ IN ITALIA DIRETTAMENTE DA SANTA CRUZ»

«Cesare Battisti», ha scritto su Facebook il premier Giuseppe Conte, «rientrerà in Italia nelle prossime ore, con un volo in partenza da Santa Cruz e diretto a Roma. Poco fa ho sentito al telefono il Presidente del Brasile, Jair Bolsonaro, che ho voluto ringraziare a nome di tutto il governo italiano per l'efficace collaborazione che ha portato alla cattura di Battisti». Il preisdente del Consiglio ha anche aggiunto di aver ringraziato le autorità boliviane: «È un grazie con il quale sento di interpretare anche il sentimento delle famiglie delle vittime e di tutti coloro che chiedevano fosse fatta giustizia. Siamo soddisfatti di questo risultato che il nostro Paese sta aspettando da troppi anni».

Cesare Battisti rientrerà in Italia nelle prossime ore, con un volo in partenza da Santa Cruz e diretto a Roma. Poco fa...

Geplaatst door Giuseppe Conte op Zondag 13 januari 2019

LE AUTORITÀ BOLIVIANE: «LO CONSEGNEREMO ALL'ITALIA»

Il ministro dell'Interno del governo Morales, Carlos Romero nel corso della giornata ha tenuto una conferenza stampa in cui ha spiegato che Cesare Battisti è entrato illegalmente in Bolivia e che sarà immediatamente espulso e «nelle prossime ore sarà consegnato dall'Interpol Bolivia alla controparte italiana all'aeroporto internazionale Viru Viru», a Santa Cruz, il principale aeroporto internazionale del Paese.

ARRIVO PREVISTO PER IL POMERIGGIO DEL 14 GENNAIO

Secondo quanto si è appreso il volo del governo italiano con a bordo Cesare Battisti dovrebbe arrivare presumibilmente nel primo pomeriggio del 14 gennaio. Secondo quanto si apprende l'aereo dovrebbe decollare nella tarda serata italiana dalla Bolivia e raggiungere l'Italia dopo uno scalo tecnico. Il volo dovrebbe lasciare il suolo boliviano intorno alle 17 ora locale. Mentre l'arrivo del è previsto intorno alle 13.30. Lo scalo - sempre a quanto si apprende - dovrebbe essere quello di Ciampino.

BONAFEDE: «ESTRADATO DALLA BOLIVIA, SCONTERÀ L'ERGASTOLO»

Celebrando la notizia su Twitter ministro della giustizia Alfonso Bonafede ha scritto che l'ex terrorista: «Tornerà in Italia direttamente dalla Bolivia. In questo modo, sconterà la pena che gli è stata comminata dalla giustizia italiana: l'ergastolo!».

IL COMMENTO DI SALVINI: «MERITA DI FINIRE I SUOI GIORNI IN GALERA»

Puntuale la reazione del ministro dell'Interno Matteo Salvini, che sui suoi profili social ha festeggiato la cattura di Battisti, definendolo «un delinquente che non merita una comoda vita in spiaggia, ma di finire i suoi giorni in galera».

«Ringrazio per il grande lavoro le forze dell'ordine italiane e straniere», ha scritto Salvini, «la polizia, l'Interpol, l'Aise e tutti coloro che hanno lavorato per la cattura». Il grazie del ministro è anche per il presidente brasiliano Bolsonaro e il nuovo governo brasiliano «per il mutato clima politico che, insieme a un positivo scenario internazionale dove l'Italia è tornata protagonista, hanno permesso questo successo atteso da anni, grazie alle autorità boliviane e alla collaborazione di altri Paesi amici».

LA SCOMPARSA A DICEMBRE DOPO L'ORDINE D'ARRESTO

Battisti aveva fatto perdere le tracce di sé dopo la decisione del magistrato del Supremo tribunale federale (Stf) brasiliano Luis Fux che il 13 dicembre ne aveva ordinato l'arresto per «pericolo di fuga» in vista di una possibile estradizione in Italia, concessa nei giorni seguenti dal presidente uscente Michel Temer prima dell'insediamento di Jair Bolsonaro il primo gennaio 2019. Era stato proprio Bolsonaro a imprimere un deciso cambio di passo alla vicenda, esprimendosi prima ancora di essere eletto a favore della riconsegna all'Italia di Battisti e rovesciando così la decisione dell'allora presidente Lula di concedere asilo politico all'ex terrorista condannato all'ergastolo in Italia per quattro omicidi.

UN AEREO ITALIANO IN VOLO PER LA BOLIVIA

Subito dopo la notizia del fermo, un aereo del governo italiano con a bordo anche uomini dell'Aise - l'Agenzia d'intelligence che si occupa dell'estero e il cui contributo è stato fondamentale per arrivare all'arresto di Battisti - e investigatori della polizia è decollato per la Bolivia e atterrato nel Paese sudamericano intorno alle 17, ora italiana.

«Un nostro aereo è in viaggio per la Bolivia, atterrerà verso le 17 (ora italiana, ndr) con l'obiettivo di prendere in consegna Battisti e riportarlo in Italia», aveva confermato Conte. «Ad attenderlo qui da noi ci saranno le nostre carceri affinché possa espiare le condanne all'ergastolo che i tribunali gli hanno inflitto a suo tempo con sentenze passate in giudicato, non certo a causa delle sue idee politiche, bensì per i quattro delitti commessi e per i vari reati connessi alla lotta armata e al terrorismo».

SCONGIURATO L'ERGASTOLO, SCONTERÀ UNA PENA MASSIMA DI 30 ANNI

In realtà, grazie a un accordo scritto stipulato tra Brasile e Italia, Battisti non potrà scontare una pena superiore ai 30 anni. «In Brasile non c'è l'ergastolo, è vietato dalla Costituzione», ha spiegato l'ex direttore degli Affari di giustizia del ministero, Raffaele Piccirillo, che seguì direttamente il caso quando ministro era Andrea Orlando. «per questo l'Italia si è impegnata per garantire che non sarà applicato a Battisti. Questo è frutto dell'accordo, della cosiddetta 'condizione accettata', concluso il 5 e 6 ottobre del 2017. Per cui a Battisti, una volta estradato, sarà applicata la pena massima di 30 anni».

LA SODDISFAZIONE DEI PARENTI DELLE VITTIME

Comunque soddisfatti i parenti delle vittime di Battisti. «È fatta, credo sia la volta buona», ha commentato Alberto Torregiani, figlio del gioielliere ucciso nel 1979 dai Pac in una sparatoria in cui lui stesso rimase ferito e perse l'uso delle gambe. Più scettico Maurizio Campagna, fratello di Andrea, l'agente ucciso il 19 aprile 1979 a Milano. «Sono contento», ha detto, «però la Bolivia credo sia uno di quei paesi che non concede estradizione, quindi adesso vorrei capire se ricomincia la tiritera del 2004 con la Francia, speriamo questa volta venga estradato». Per Adriano Sabbadin, figlio di Lino ucciso da Cesare Battisti a Santa Maria di Sala (Venezia) il 16 febbraio del 1979, «è un momento di soddisfazione dopo 40 anni di attesa, speriamo che sia la volta buona e che Battisti finalmente sconti la pena che merita. Di perdono non se ne parla».

13 Gennaio Gen 2019 0906 13 gennaio 2019
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