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L'ultimo appello della May prima del voto sulla Brexit

La premier britannica parla di «catastrofe per la democrazia» nel caso il suo accordo con l'Ue venga bocciato dal parlamento. Mentre Bruxelles le fa sponda sul meccanismo di backstop.

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Theresa May lancia un nuovo, drammatico appello ai deputati britannici in vista del voto di martedì 15 gennaio sulla Brexit: la bocciatura del suo piano concordato con l'Ue porterebbe ad una «catastrofica crisi di fiducia nella nostra democrazia». La premier del Regno Unito parlerà alle 16.30 italiane in parlamento per un ultimo discorso ai deputati prima del voto. Ai Comuni, tuttavia, si ragiona già su una sconfitta della premier: i laburisti hanno pronta una mozione di sfiducia contro il governo. E ci sarebbe anche una fronda di parlamentari pronta a sottrarre all'esecutivo l'iniziativa sul dossier. Per la May inizia la settimana decisiva, in cui si gioca il tutto per tutto. Le sue quotazioni restano basse, considerato che una parte consistente dei conservatori sembra orientata a votare con le opposizioni, respingendo il suo piano.

LA LETTERA DELL'UE SUL BACKSTOP

In un tentativo di fare sponda a Downing Street, i presidenti di Commissione e Consiglio Ue Jean-Claude Juncker e Donald Tusk hanno offerto maggiori rassicurazioni sul 'backstop' per le frontiere irlandesi chiarendo che le conclusioni del Consiglio Europeo hanno valore legale. In una lettera di quattro pagine inviata in vista del voto hanno specificato alcuni elementi contenuti nell'accordo tra Ue e Gb per la Brexit, senza tuttavia modificarlo.

Il contestato meccanismo del backstop, a garanzia di un confine senza barriere fra Irlanda e Irlanda del Nord, entrerà in vigore «solo se strettamente necessario» e comunque sarà «temporaneo», si legge nella lettera di «chiarimenti». La missiva evoca un valore legale negli impegni di Bruxelles, ma non un diritto di Londra a recedere autonomamente dal backstop.

14 Gennaio Gen 2019 1240 14 gennaio 2019
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