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Con il voto sulla Brexit Olanda, Francia, Belgio preparano le frontiere

Assunti migliaia di nuovi addetti alle dogane. A Calais nuovi magazzini di stoccaggio. E il Belgio investe in droni per monitorare i confini. Si attrezzano anche i porti di Anversa e Rotterdam.

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A 72 giorni dalla Brexit, e dopo la bocciatura dell'accordo tra l'Ue e Londra a Westminster, i Paesi dell'Unione accelerano la loro preparazione per lo scenario peggiore. In particolare Olanda, Belgio e Francia, che assieme all'Irlanda sarebbero i Paesi più colpiti e con le frontiere più esposte in caso di un divorzio disordinato, sono già in fase avanzata nelle procedure di rafforzamento e ripristino dei controlli doganali soprattutto nei porti di Rotterdam, Anversa, Calais e Dublino, gli scali attraverso cui passa la stragrande maggioranza degli scambi commerciali col Regno Unito. Tutto questo in attesa di vedere quali saranno gli eventuali effetti sui collegamenti Eurostar con Parigi e Bruxelles e che fine faranno le licenze di conduttori, piloti e comandanti inglesi di treni, navi e aerei. Parigi ha previsto l'assunzione di 700 addetti doganali, sta incrementando le infrastrutture di controllo alle frontiere e costruendo nuovi magazzini di stoccaggio a Calais, Cherbourg e all'ingresso del tunnel della Manica.

I Paesi Bassi hanno messo in programma l'impiego di oltre 900 nuovi funzionari doganali e 145 veterinari, per i controlli su prodotti alimentari, vegetali e animali. Il Belgio sta per dare il via libera all'assunzione di 115 nuovi funzionari delle dogane, mentre investe in droni e scanner subacquei per la sorveglianza delle sue coste e del suo mare. In Irlanda infine, dove il potenziale impatto dirompente di barriere sul confine con l'Irlanda del Nord è ben noto - non a caso l'accordo bocciato prevede un backstop, un meccanismo di salvaguardia per il mantenimento delle frontiere aperte - le preoccupazioni vanno dall'impatto economico per un crollo delle esportazioni, ai ritardi del trasporto su strada, al contrabbando, alle forniture di medicinali. Per far fronte alla situazione, il governo ha previsto l'impiego di un migliaio di agenti delle dogane in più per i controlli sanitari e fitosanitari e la certificazione delle esportazioni.

16 Gennaio Gen 2019 1857 16 gennaio 2019
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