Oxfam Davos Report 2018

Cosa dice il report di Oxfam del 2018 sulle diseguaglianze

Secondo la Ong le politiche fiscali che si concentrano sempre di più su redditi e consumi, anziché sui patrimoni, rallentano la lotta alla povertà. In Italia il 5% dei più ricchi possiede quanto il 90% dei più poveri.

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Succede nel mondo che 26 ultramiliardari possiedano oggi la stessa ricchezza della metà più povera della popolazione mondiale. E mentre i "paperoni" diventano sempre più ricchi, la povertà estrema si riduce in modo più lento. Con le donne ben più svantaggiate rispetto agli uomini e appesantite da un lavoro di cura familiare gratuito che ne blocca lo sviluppo dal punto di vista professionale. Tutte queste tendenze sono fotografate dal report di Oxfam sulle diseguaglianze nel 2018 - Bene pubblico o ricchezza privata? - che la Ong ha pubblicato in concomitanza con l'inizio del World Economic Forum a Davos, in Svizzera. Secondo Oxfam, in particolare, a complicare il quadro ci sono le politiche fiscali, che si concentrano sempre di più sui redditi e sui consumi anziché sui patrimoni.

L'infografica di Oxfam sulle diseguaglianze.

I numeri sulla distribuzione della ricchezza nel mondo offrono, come ogni anno, un panorama desolante: i 1.900 miliardari che se la godono di più tra marzo 2017 e marzo 2018 hanno messo in cascina la bellezza di altri 900 miliardi di dollari, vale a dire 2,5 miliardi di dollari in più al giorno. Al contrario, la ricchezza netta della metà più povera del globo, pari a 3,8 miliardi di persone, è diminuita dell'11%. Per rendere ancor meglio l'idea dell'incolmabile divario, l'Oxfam precisa che, come detto sopra, 26 ultramiliardari (contro i 43 del 2017) possiedono oggi la stessa ricchezza della metà più povera della popolazione mondiale. Questo risultato è stato determinato anche dal calo della pressione fiscale sui super-ricchi, la cui entità ha dell'incredibile: nei Paesi più sviluppati, infatti, l'aliquota massima dell'imposta sui redditi è passata dal 62% del 1970 al 38% del 2013. Insomma, solo quattro centesimi per ogni dollaro raccolto dal Fisco proviene dalle imposte patrimoniali.

IN ITALIA IL 5% PIÙ RICCO HA LA STESSA RICCHEZZA DEL 90% PIÙ POVERO

Parallelamente all'incontrollata crescita dell'opulenza riservata a pochi (in cui l'Italia non 'sfigura', con il 5% più ricco che è titolare da solo della stessa quota di ricchezza posseduta dal 90% più povero; e con il il 20% più ricco che possiede circa il 72% dell’intera ricchezza nazionale), emerge un forte rallentamento della riduzione della povertà. Secondo la Banca mondiale tra il 2013 e il 2015 il tasso annuale di riduzione si è contratto del 40% rispetto alla media annua 1990-2015. E 3,4 miliardi di persone vivono ancora con meno di 5,50 dollari al giorno. E così circa 10 mila persone al giorno muoiono per mancanza di accesso ai servizi sanitari e 262 milioni di bambini non possono andare a scuola.

IL LAVORO DI CURA FEMMINILE FATTUREREBBE 43 VOLTE APPLE

Un'ulteriore diseguaglianza è poi quella di genere. A livello globale, infatti, le donne guadagnano il 23% in meno rispetto agli uomini, i quali possiedono il 50% in più della ricchezza e controllano oltre l'86% delle aziende. Ma le donne non sono solo svantaggiate sul piano della consistenza patrimoniale: a questo si aggiunge infatti il grande handicap del lavoro di cura familiare non retribuito che è svolto in modo assolutamente preponderante dal genere femminile. Secondo i calcoli dI Oxfam, se a livello globale venisse appaltato a una singola azienda, il fatturato annuo sarebbe di 10 mila miliardi di dollari, vale a dire 43 volte quello di un gigante come la Apple. Con la conseguenza che le donne, in particolare quelle delle fasce più povere della popolazione, hanno minor tempo a disposizione per guadagnarsi da vivere e accumulare ricchezza nel corso del tempo.

21 Gennaio Gen 2019 1109 21 gennaio 2019
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