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Brexit No Deal Italia

Cosa ha deciso il governo italiano sulla Brexit

Il ministero dell'Economia ha annunciato di aver approntato le misure in caso di no deal. Se ci fosse la necessità verranno approvate con decreto d'urgenza.

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A meno di dieci settimane dal giorno della Brexit, il governo italiano ha preso il primo provvedimento in caso di mancato accordo tra l'Unione europea e la Gran Bretagna. La misura è stata decisa dal mnistero dell'Economia ciè il dicastero che ha competenze su settori che potrebbero subire un fortissimo impatto dal divorzio coin il Regno Unito. Via xx Settembre il 24 gennaio ha fatto sapere di aver approntato le misure necessarie a garantire piena continuità dei mercati e degli intermediari in caso di Brexit senza accordo. In tale scenario dal 30 marzo il Regno Unito diverrà a tutti gli effetti uno Stato terzo, con conseguente discontinuità nei rapporti bilaterali con l'Ue, è scritto in una nota. Le misure, predisposte in accordo con le autorità di vigilanza e sentite le associazioni di categoria, saranno adottate solo se il recesso senza accordo venga formalizzato. Con tutta probabilità dette misure verranno adottate con decreto legge, se ricorrano necessità e urgenza.

Le misure - sui legge nella nota del Ministero dell'Economia e delle Finanze - mirano ad assicurare la stabilità finanziaria, l'integrità e la continuità operativa di mercati e intermediari nonché la tutela degli investitori e della clientela, tramite l'introduzione di un congruo periodo transitorio nel quale tali soggetti potranno continuare ad operare; analogamente al periodo transitorio che sarebbe previsto in caso di accordo tra il Regno Unito e la Ue. Durante il periodo transitorio sarà possibile per gli intermediari - siano essi bancari, finanziari, assicurativi o operanti nel campo della previdenza complementare - continuare ad operare secondo la normativa attuale: la possibilità varrà sia per gli operatori britannici operanti in Italia, sia per gli operatori italiani operanti nel Regno Unito. La normativa disciplinerà nel dettaglio tutti gli adempimenti che i vari tipi di intermediari saranno chiamati ad assolvere - sulla base della normativa settoriale applicabile - per poter continuare ad operare anche oltre al periodo transitorio definito, in modo da definire un quadro certo per tutti gli operatori che permetterà a ciascuno di prepararsi per tempo alla fine del periodo transitorio, consentendo una piena operatività nel nuovo contesto istituzionale ed operativo che si verrà a creare. Previsioni analoghe, ha spiegato il Mef, saranno presenti nella parte del provvedimento inerente i mercati, con particolare riferimento alle sedi di negoziazione e all'accesso degli operatori alle stesse. Anche in questo caso, le previsioni relative al periodo transitorio, in cui potrà essere proseguita l'attuale operatività secondo la normativa attualmente vigente, varranno sia per i gestori di sedi di negoziazione britannici che operano in Italia sia per quelli italiani che operano nel Regno Unito. Saranno infine previsti, ha proseguito la nota, anche gli adempimenti che i gestori delle sedi di negoziazione dovranno porre in essere per poter continuare ad operare dopo la fine del periodo transitorio. La disciplina eccezionale che il provvedimento pone in essere - puntualizza Via Venti Settembre - ha come unico obiettivo quello di evitare soluzioni di continuità rispetto all'esercizio di attività soggette a riserva di legge in ambito nazionale, nel rispetto delle pertinenti discipline UE di armonizzazione. Pertanto, in linea con i limiti richiamati dalla stessa Commissione europea con la Comunicazione del 13 novembre scorso, il provvedimento non include disposizioni che attengono aspetti riguardanti i rapporti bilaterali fra intermediari e clienti, che esulano dal perimetro delle richiamate discipline di armonizzazione di settore, e sono invece retti dalla disciplina generale dei rapporti contrattuali. La data di emanazione del provvedimento dipenderà dai prossimi sviluppi e dalle conseguenti determinazioni che verranno adottate nel Regno Unito in ordine al recesso. Esso verrà comunque adottato - ha assicurato il Ministero - in tempo utile per permettere un ordinato svolgimento delle attività e fornire un quadro normativo certo entro cui operare anche in caso di recesso senza accordo.

24 Gennaio Gen 2019 0843 24 gennaio 2019
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