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31 Gennaio Gen 2019 1839 31 gennaio 2019

Come funzionerà il meccanismo Ue contro le sanzioni Usa in Iran

Si chiama Instex e nasce con l'obiettivo di salvaguardare le imprese europee che fanno affari con Teheran. Inizialmente, sarà utilizzato per il commercio di cibo, farmaci e dispositivi medici.

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L'Unione europea ha annunciato il 31 gennaio l'istituzione dello Special Purpose Vehicle (Spv), lo strumento finanziario che, sulla carta, dovrebbe permettere alle imprese comunitarie di continuare a fare affari «in modo legittimo» con l'Iran nonostante le sanzioni statunitensi, come previsto dall'accordo sul nucleare del 2015 (Joint Comprehensive Plan of Action, Jcpoa). Questo strumento si chiamerà Instex (Instrument In Support Of Trade Exchanges) e, come ha spiegato il ministro dell'Economia francese Bruno Le Maire, «sarà un'istituzione europea, totalmente indipendente, che non avrà conti in dollari e nessun legame con la moneta statunitense».

NESSUN COINVOLGIMENTO DI BANCHE COMMERCIALI E CENTRALI

L'iniziativa è stata portata avanti da Francia, Germania e Regno Unito e si è resa necessaria dopo che gli Stati Uniti sono usciti dall'accordo sul nucleare, reintroducendo le sanzioni contro Teheran. L'Instex, che nasce con l'obiettivo di mettere le compagnie europee al riparo dalle sanzioni, avrà base a Parigi, sarà gestito da un esperto tedesco e avrà un advisory board a guida britannica. In sostanza, il nuovo ente fungerà da intermediario tra le aziende e l'Iran. Come ha scritto Al Jazeera a settembre, «se gli italiani vorranno comprare del petrolio iraniano, trasferiranno i soldi [a Instex], che si occuperà delle transazioni finanziarie, e viceversa. Non ci sarà coinvolgimento di banche commerciali né di banche centrali, entrambe terrorizzate dalla prospettiva di ritorsioni da parte degli Stati Uniti». L'Instex sarà pienamente operativo per gli affari entro uno o due mesi. Inizialmente, sarà utilizzato per il commercio di cibo, farmaci e dispositivi medici. In seguito, se si dimostrerà efficace, verrà esteso ad altri beni.

Nell'annunciare l'istituzione del meccanismo finanziario, i ministri degli Esteri tedesco, Heiko Maas, francese, Jean-Yves Le Drian, e britannico, Jeremy Hunt, hanno dichiarato: «È un atto politico, un gesto a salvaguardia dei mostri interessi europei, speriamo che sia presto sostenuto da altri Paesi. I nostri sforzi per difendere le disposizioni economiche dell'accordo sul nucleare sono condizionate al pieno rispetto dell'Iran dei suoi impegni». Da parte sua, il vice ministro degli Esteri di Teheran, Abbas Araqchi, ha commentato: «Per noi, è il primo passo in una serie di impegni degli europei verso l'Iran, naturalmente ci saranno pressioni degli Stati Uniti» contro l'Instex. Su quest'ultimo punto, sono da registrare le parole - che vanno in senso opposto - pronunciate dall'Alto rappresentante dell'Ue Federica Mogherini, che ha detto di aver discusso dell'iniziativa europea con gli Stati Uniti, in particolare col segretario di Stato Mike Pompeo il 29 gennaio, e ha assicurato che l'Instex non costituirà un problema per le relazioni transatlantiche.

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