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31 Gennaio Gen 2019 1044 31 gennaio 2019

In Venezuela Guaidó cerca il sostegno di esercito e parlamento europeo

Il presidente del parlamento scrive sul Nyt che ha incontrato membri dell'esercito e responsabili delle forze di sicurezza. E dice che a Maduro resta poco tempo. 

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In un editoriale pubblicato sul New York Times il 31 gennaio, Juan Guaidó, il presidente del parlamento venezuelano che ha assunto i poteri dell'esecutivo, ha dichiarato di aver avuto incontri clandestini con membri delle forze armate e delle forze di sicurezza. «Il ritiro del sostegno militare da parte di Maduro è fondamentale per consentire un cambiamento nel governo», ha affermato Guaidó, che alcune ore dopo ha dichiarato di avere ricevuto una visita della polizia nella propria abitazione. «In questo momento i Faes sono a nella mia casa, stanno cercando mia moglie Fabiana», ha detto. Intanto, a Bruxelles, il parlamento europeo ha approvato una risoluzione non legislativa che lo riconosce Juan Guaidó come presidente legittimo ad interim del Venezuela. I deputati europei hanno esortato l'Alto rappresentante dell'Ue per gli affari esteri e gli Stati membri a fare altrettanto fino a quando non saranno indette nuove elezioni presidenziali libere, trasparenti e credibili per ripristinare la democrazia. Nel voto gli eurodeputati del M5d e della Lega si sono astenuti. Col sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano che, più tardi, ah dichiarato: «L'Italia non riconosce Guaidò perché siamo totalmente contrari al fatto che un Paese o un insieme di Paesi terzi possano determinare le politiche interne di un altro Paese. Si chiama principio di non ingerenza ed è riconosciuto dalle Nazioni Unite».

«Ho appena annunciato a Guaidó che il parlamento Ue lo riconosce come presidente ad interim del Venezuela. Spiace che il M5S Europa e la Lega (!!!) e molti del Pd si siano astenuti, senza schierarsi contro la dittatura di Nicolas Maduro», ha scritto il presidente del parlamento europeo Antonio Tajani.

GLI EURODEPUTATI SOSTENGONO L'INDAGINE ONU

In una risoluzione non vincolante, adottata con 439 sì, 104 no e 88 astensioni, i deputati hanno ribadito il loro pieno sostegno all'Assemblea nazionale, l'unico organo democratico legittimo del Venezuela, i cui poteri devono essere ripristinati e rispettati, comprese le prerogative e la sicurezza dei suoi membri. Dopo il riconoscimento del presidente ad interim, l'Ue e i suoi Stati membri dovrebbero riconoscere i rappresentanti nominati dalle autorità legittime, aggiunge il Parlamento europeo. I deputati condannano inoltre la feroce repressione e la violenza, che hanno provocato vittime, e chiedono alle autorità venezuelane de facto di far cessare tutte le violazioni dei diritti umani e far sì che i responsabili siano chiamati a renderne conto. A questo proposito, sostengono la richiesta del Segretario generale delle Nazioni Unite di condurre un'indagine indipendente e completa sulle uccisioni perpetrate. Il Parlamento chiede all'Alto Rappresentante di impegnarsi con i paesi della regione per creare un gruppo di contatto, come indicato nelle conclusioni del Consiglio del 15 ottobre 2018, che possa mediare fra le parti e raggiungere un accordo sulla richiesta di «elezioni presidenziali libere, trasparenti e credibili sulla base di un calendario comune, di condizioni eque per tutti gli attori coinvolti, della trasparenza e del monitoraggio internazionale».

«A MADURO RESTA POCO TEMPO»

Sul New York Times Guaidó ha sostenuto anche che a Maduro resta «poco tempo per continuare ad usurpare la presidenza», ha lanciato un appello all'unità dei venezuelani ed ha ammesso aver avuto incontri segreti con responsabili militari. «Per ottenere l'uscita (di Maduro) con il minimo spargimento di sangue, tutti i venezuelani devono restare uniti e premere, fino alla rottura finale del regime», ha scritto Guaidó , ripetendo la sua "road map" in tre punti: «fine dell'usurpazione, governo di transizione ed elezioni libere». Guaidó ha sottolineato che «il ritiro dell'appoggio militare a Maduro risulta decisivo per il cambiamento di governo e la maggioranza dei militari e delle forze di sicurezza sanno benissimo che le penurie attuali sono insostenibili» per cui «ci siamo riuniti con militari e funzionari della sicurezza, attraverso canali clandestini e abbiamo offerto un'amnistia per coloro che non hanno commesso crimini di lesa umanità». Per sconfiggere Maduro, ha spiegato, è necessario andare avanti su tre fronti: quello istituzionale, «per rafforzare il ruolo dell'Assemblea Nazionale come ultimo bastione della democrazia", quello internazionale, attraverso l'appoggio del Gruppo di Lima, l'Organizzazione degli Stati Americani (Osa, gli Stati Uniti e l'Unione Europea), e quello popolare «che si basa sul principio dell'autodeterminazione del nostro popolo».

POSSIBILI COLLOQUI TRA RUSSIA E UE

Russia e Ue potrebbero tenere colloqui "ad alto livello" per discutere della situazione: lo ha detto il rappresentante permanente della Russia presso l'Unione europea, Vladimir Cizhov, in un'intervista alla Tass. Cizhov ha inoltre dichiarato che le posizioni dei Paesi europei sulla questione non sono "identiche". «Abbiamo contatti di lavoro quotidiani con il Servizio europeo per l'azione esterna», ha affermato il funzionario russo precisando che «non ci sono stati contatti di alto livello» tra Mosca e Bruxelles sul Venezuela ma che «potrebbero aver luogo».

«L'ITALIA NON RICONOSCERÀ GUAIDÓ»

Al voto del Parlamento Ue ha fatto da contraltare la posizione di Manlio Di Stefano (M5s). Il sottosegretario agli Esteri, intervistato dal Tv2000, ha spiegato che «l'Italia non riconosce Guaidò perché siamo totalmente contrari al fatto che un Paese o un insieme di Paesi terzi possano determinare le politiche interne di un altro Paese. Si chiama principio di non ingerenza ed è riconosciuto dalle Nazioni Unite».

LIBERATA L'ATTIVISTA ITALIANA

Intanto è stata liberata Laura Beatriz Gallo, l'attivista con doppio passaporto italiano e venezuelano fermata dalla polizia il 23 gennaio scorso. La liberazione è stata annunciata da Alfredo Romero, responsabile del Foro Penale, una associazione locale di avvocati, che ha precisato che a Yaracuy (nord del paese) sono stati scarcerati anche 19 minorenni che erano stati arrestati lo scorso 23 gennaio. La conferma è poi venuta dal giornalista locale Said Gutierrez, che ha pubblicato su Twitter una foto della Gallo mentre esce da un commissariato di polizia a Guama, a Yaracuy, insieme ad una avvocatessa del Foro Penal che l'ha assistita. Gutierrez ha segnalato che Gallo è stata scarcerata perché ha ottenuto l'arresto domiciliare per motivi di salute. Laura Gallo è madre di Gabriel Gallo, leader locale di Volontà Popolare, il partito di Juan Guaidò, il presidente del Parlamento venezuelano che ha assunto i poteri dell'Esecutivo.

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