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1 Febbraio Feb 2019 2152 01 febbraio 2019

Orlando sfida il dl Sicurezza e iscrive quattro migranti all'anagrafe

Le pratiche erano state giudicate «irricevibiliIi» dai dipendenti dell'ufficio. Il sindaco di Palermo: «Atto dovuto per chi ha giurato sulla Costituzione».

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Prima azione concreta dei sindaci nella battaglia conto il decreto Sicurezza. Il primo cittadino di Palermo, Leoluca Orlando, ha firmato i provvedimenti per l'iscrizione all'anagrafe di quattro stranieri con permesso di soggiorno in corso per motivi umanitari e come richiedenti asilo, nonostante la legge promossa dal ministro dell'Interno Matteo Salvini lo lo vieti. Dopo le verifiche di legge da parte della polizia municipale, sarà formalizzato il rilascio della residenza con l'iscrizione degli stranieri sul portale anagrafico attraverso le credenziali d'accesso del sindaco, che così si assume la piena e unica responsabilità dell'atto.

I PROVVEDIMENTI GIUDICATI IRRICEVIBILI

I quattro provvedimenti erano stati ritenuti «irricevibili» dall'anagrafe alla luce del decreto Salvini, ma il sindaco ha deciso di agire direttamente come «ufficiale di governo e ufficiale d'anagrafe». Orlando ha fatto riferimento «alle statuizioni a livello internazionale e alla vigente normativa costituzionale italiana per evitare, in caso di errata applicazione, il rischio di violazione dei diritti umani e conseguente violazione della legge umanitaria internazionale, al fine anche di non pregiudicare l'attuazione dei diritti fondamentali della persona». Per Orlando, «è obbligo del sindaco rispettare la Costituzione e a essa adeguare la propria attività, procedendo a una doverosa lettura costituzionalmente corretta e sistematicamente adeguata». Dueceneto le pratiche ancora in attesa.

«QUESTA FIRMA È UN ATTO DOVUTO»

«Firmare questi atti», ha detto Orlando, «è per un sindaco che ha giurato fedeltà alla Costituzione e allo statuto comunale un atto praticamente dovuto, perché questi due 'estremi' del nostro diritto, in sintonia l'uno con l'altro, ci dicono che la tutela dei diritti collettivi va di pari passo con la tutela dei diritti dei singoli perché solo così si garantisce e si costruisce vera sicurezza di tutta la comunità locale». Le persone iscritte all'anagrafe sono quattro migranti bengalesi e libici tra i 26 e i 49 anni. «Questo è un provvedimento amministrativo, che ha basi giuridiche ed amministrative solide, anche se so già che qualcuno parlerà di provvedimento politico per distogliere dal suo contenuto più profondo: la tutela dei diritti di tutti e di ciascuno, come garanzia delle libertà per tutti e per ciascuno».

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