Gilet gialli non incontreranno governo
La protesta dei gilet gialli
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LA MACCHINA DEL VERO
11 Febbraio Feb 2019 1827 11 febbraio 2019

Perché attribuire le scritte antisemite di Parigi ai gilet gialli è un errore

Quell'odioso graffito è apparso a Marais la notte prima della manifestazione. E il negozio non era nemmeno lungo il percorso del corteo. Occorre denunciare sempre, ma senza gettare inutile benzina sul fuoco. 

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Nel quartiere di Marais a Parigi durante il weekend segnato dalla 13esima manifestazione dei gilet gialli è apparsa una brutta scritta su una vetrina di un forno pasticceria.

La scritta JUDEN apparsa tra venerdì 8 e sabato 9 febbraio sulla vetrina di un negozio della catena Bagelstein.

La scritta «JUDEN» con un punto esclamativo è stata realizzata con spray giallo. Il negozio si chiama Bagelstein, vende bagel che sono appunto una specialità ebraica, anche se i titolari della catena (molto nota in Francia) non mi pare affatto siano ebrei.

In Italia il Corriere della Sera ha riportato così la notizia:

La scritta gialla «juden!» è apparsa nella notte tra venerdì e sabato sulla vetrina di un ristorante della catena Bagelstein nell’Île Saint-Louis, a Parigi. Significa «ebrei» in tedesco, ed è una citazione dei marchi di infamia che i nazisti apponevano sui negozi tenuti dagli ebrei a partire dal 1933. Il ministro Castaner ha denunciato l’atto di antisemitismo e ha lamentato il fatto che «le lezioni più tragiche della Storia non rischiarano più le coscienze». Il proprietario si è affrettato a precisare che la scritta risale a qualche ore prima della manifestazione dei gilet gialli e che il corteo poi non è passato di lì. Si comprende la preoccupazione di non inimicarsi manifestanti poco teneri con chi osa criticarli (lo chef stellato Yannick Delpech ha avuto il suo ristorante di Tolosa incendiato per questo), e in ogni caso è sacrosanto non incolpare nessuno a sproposito.

Sui social sono tanti ad aver collegato la scritta alla manifestazione dei gilet gialli. Ma ciò che è riportato sul Corsera non è sufficiente a spiegare perché è molto probabile che i gilet gialli non abbiano nulla a che fare con quel graffito odioso. Perlomeno come gruppo organizzato. Poi ovviamente è possibile che tra i gilet gialli ci siano anche singoli soggetti che credono di essere ancora negli Anni 30 del secolo scorso. Il quartiere di Marais poi non è nuovo a episodi antisemiti.

L'ODIO ANTISEMITA E IL QUARTIERE DI MARAIS

Nel 1982 nello stesso identico quartiere un ristorante di specialità ebraiche subì un attentato che portò alla morte di sei persone. Il numero di ebrei che abitano nella zona è in costante diminuzione da decenni. Un po' perché a Marais le grandi catene hanno via via preso il posto delle piccole botteghe, un po' perché alcuni di loro non si sentono ben accettati. Non è un problema legato ai gilet gialli, ma a un sentimento antisemita che striscia in Europa. Bisogna tenere conto che molti europei durante la Seconda Guerra mondiale furono filonazisti e non hanno certo smesso di odiare ebrei e altre minoranze. Li vediamo in Rete, senza fare tanta fatica. Se ne trovano ovunque, Italia compresa, di nostalgici dei regimi nazisti e fascisti. Lo sono anche i gilet jaune? Non ve lo so dire, ma so con certezza che tra chi li spinge alla violenza ci sono soggetti legati ai movimenti estremisti.

LA SCRITTA È APPARSA PRIMA DELLA MANIFESTAZIONE

Ma la scritta di Parigi è opera loro? Il graffito è apparso nella notte tra venerdì e sabato (8 e 9 febbraio) non durante la manifestazione dei gilet gialli. Non solo. Il negozio non si trovava sul percorso del corteo. Collegare la scritta ai manifestanti quindi è tirare a caso. Non esiste uno straccio di prova che siano stati loro. Alcuni sostengono: «Ma come è in giallo, è ovvio sia la loro firma». No ragazzi, capisco siate giovani, ma bisognerebbe ricordare che la stella di stoffa che gli ebrei erano costretti a cucirsi sugli abiti sotto i regimi nazifascisti era appunto gialla. Una cosa che sanno in pochi è che la tradizione della stella gialla non nasce nell'estrema destra europea, no, affatto. È molto più antica e risale a persecuzioni di un'altra epoca. In Paesi dominati dalla cultura musulmana già a cavallo dell'anno mille si usavano sistemi simili per distinguere gli ebrei dai musulmani. La stella gialla era uno di quelli.

IL PRECEDENTE A PARIGI

Tra l'altro sempre a Parigi era apparsa nei giorni precedenti alla manifestazione di sabato un'altra scritta antisemita:

Una scritta antisemita - poi corretta - su una vetrina a Parigi.

Inizialmente invece che la nourriture (il cibo) si leggeva pourriture (il marciume). E il vive era in realtà un juive. Dunque la frase originale era: «Il marciume ebraico si diffonde» mentre la frase modificata è «il cibo ebraico (o se lo leggiamo con un “vive” diventa luminoso, vivo, inteso come buono) si diffonde». Anche in questo caso a essere colpito era stato un negozio della catena Bagelstein, come si vede meglio in quest'altra foto:

Un'altra scritta antisemita apparsa i primi di febbraio su un negozio della catena Bagelstein.

Questa scritta, come riporta la stampa francese, sarebbe apparsa tra martedì 5 e mercoledì 6 febbraio. Uno dei due titolari della catena, Gilles Abecassis, ha dichiarato:

Des cons, il y en a dans toutes les communautés, je ne vois pas pourquoi il n'y en aurait pas parmi les 'gilets jaunes' ou ailleurs. Je ne pense pas qu'il s'agit d'eux mais c'est à la police de le déterminer.

Tradotto:

Di coglioni ce ne sono in tutte le comunità, non vedo perché non dovrebbero essercene tra i gilet gialli o altrove. Non penso si tratti di loro, ma sarà la polizia a determinarlo.

L'ULTIMO CASO NEL 18ESIMO ARRONDISSEMENT

Le foto vengono diffuse spesso accusando i gilet gialli, ma senza che al momento ci sia uno straccio di prova che siano loro i colpevoli. E un’altra scritta ancora è apparsa nelle scorse ore nel 18esimo arrondissement secondo quando sostiene la deputata di En Marche Elise Fajgeles che l’ha pubblicata l'11 febbraio sul suo account Twitter:

È importante sapere se gli autori delle due scritte siano o meno gilet gialli? No, non lo è, si tratta comunque di una scritta orrenda, poco importa chi ne sia l'autore. Importante è rimanere vigili, denunciare casi simili, non fare finta che si tratti di sciocchezze, non lo sono. Ma è sbagliato anche gettare benzina sul fuoco accusando questo o quell'altro gruppo di antisemitismo. Anche così che si alimenta l'odio. Non credo sia necessario aggiungere altro.

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