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Verso le elezioni europee
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Germania, perché Merkel può rimpiazzare Conte con Sanchez

La pazienza della Germania con Lega e M5S non è infinita. E si fa strada il piano B per sostituire tra i big dell'Ue l'Italia con la Spagna. Più affidabile per gli alleati.

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Angela Merkel fa il possibile per mantenere buoni i rapporti con l'Italia, che è la terza economia dell'Eurozona e dopo l'uscita della Gran Bretagna il terzo perno dell'Unione europea (Ue). La cancelliera tedesca ne ha bisogno, ma non si può accettare tutto e soprattutto non si possono minare i rapporti franco-tedeschi che hanno la priorità sul canale con Palazzo Chigi. C'è crescente preoccupazione per la piega presa delle relazioni del governo giallo-verde con l'Eliseo, uno scontro su più fronti che ha portato alla crisi diplomatica più grave dai tempi di guerra e del fascismo. Di questo passo, Merkel potrebbe non avere altra scelta che rimpiazzare l'Italia con la Spagna. Un partner politicamente, e nell'ultimo anno anche economicamente, più affidabile del Paese dove il populismo è andato al potere.

PROVE DI G3 TRA GERMANIA, FRANCIA E SPAGNA

Il G3, una alleanza tra Germania-Francia-Spagna, è un'opzione sempre più concreta per Berlino che certo non ripudia il premier Giuseppe Conte ma intanto si organizza con un piano B. In merito El Pais ha riportato di un incontro tra rappresentanti dei tre Paesi all'ambasciata tedesca a Madrid, per stilare una lista di sei punti sui quali trovare convergenze: temi al centro dei programmi per le Europee del 26 maggio come l'immigrazione e il prossimo bilancio comunitario. Il premier spagnolo Pedro Sanchez ha tutto da guadagnarci: con la cancelliera ha un buon rapporto, i due leader si sono incontrati diverse volte, anche in modo informale come la scorsa estate, per conoscersi e fare il punto. Merkel ha subito cercato un nuovo alleato per fronteggiare il pericolo delle estreme destre, e contemporaneamente ha mostrato grande prudenza verso il governo italiano.

Chiusi i porti in Italia la Spagna è diventata centrale anche sui migranti

Il premier Giuseppe Conte.

SPONDE A SINISTRA CONTRO I POPULISMI

Berlino, Parigi e Madrid si sono già mosse all'unisono sul riconoscimento del Venezuela. La sponda di un altro leader europeo socialista fa comodo alla cancelliera, che non è di sinistra ma in questo momento va più d'accordo con i socialdemocratici alleati nella Grande coalizione, che con l'ala destra del suo partito (Csu-Cdu) chiusa come i governi dell'Austria e dell'Europa dell'Est. Con Sanchez, Merkel può poi puntellare l'asse franco-tedesco, appena rinsaldato alla fine di gennaio con il Trattato di Aquisgrana tra le due potenze simbolo e pilastro dell'Europa pacificata, dopo due conflitti mondiali e secoli di guerre regionali. Con i flussi che dal 2018 si sono spostati dall'Italia verso la Penisola iberica, Madrid è diventata centrale anche per la questione dei migranti, tanto più che sulla materia con il governo italiano non si può quasi più trattare, i margini si stanno riducendo a zero.

MERKEL PAZIENTA SENZA RISPOSTE

Il Movimento 5 Stelle si è appiattito sui no della Lega Nord e i partner stranieri del vicepremier Luigi Di Maio per le Europee non sono molto diversi dai sovranisti di estrema destra dell'omologo Matteo Salvini. I tentativi di Merkel di arginare le pulsioni – e le politiche – populiste dell'Italia sondando e facendo leva su Conte sono andati a vuoto, o quantomeno vengono lasciati decantare dai grillini, che in campagna elettorale rincorrono piuttosto la Lega sulle critiche all'establishment e sulle posizioni che portano consenso. Dopo l'appoggio del M5s ai gilet gialli e altre ingerenze verso la Francia la misura potrebbe essere colma per la cancelliera: l'Italia è diretta verso l'isolamento e il colpo di grazia potrebbe essere siglare con la Spagna un trattato simile a quello sottoscritto con la Francia, come del resto Roma era pronta a fare con Parigi sotto il precedente governo.

Pedro Sanchez, Angela Merkel e Emmanuel Macron al consiglio Ue.

IL CARTELLO FRANCO-TEDESCO

Il patto sarebbe un colpo basso per il rapporto consolidato di amicizia tra l'Italia e la Germania. Ma a mali estremi estremi rimedi: è a rischio la tenuta dell'Ue, non capitava dal 1940 che si richiamasse in Francia l'ambasciatore a Roma. Al contrario che in Italia, all'estero il passo dell'Eliseo non viene sottovalutato come uno spiacevole «equivoco». Mentre M5s e Lega Nord non mostrano inversioni di rotta (anzi) verso Macron, Francia e Germania rafforzano anche la collaborazione economica: riporta in questi giorni la Süddeutsche Zeitung dell'azione di lobbing congiunta a Bruxelles per aumentare i margini legali per fare cartello, in nome della «competitività europea». Fallita la fusione tra Alstom e Siemens («una grossa sconfitta anche per i due governi»), la prima e la seconda economia dell'eurozona intendono proporre una riforma delle regole antitrust alla prossima Commissione Ue.

... E LA RIPRESA SPAGNOLA

L'Italia in recessione (anche per la frenata dell'industria tedesca) può rimanere al palo. Le previsioni per il 2019, al netto della propaganda giallo-verde, sono pessime. E il nostro Paese può diventare il prossimo malato d'Europa: tutti i parametri sulla crescita sono negativi. Al contrario, a livello industriale e di ricchezza interna la Spagna è più debole ma continua la sua risalita: dal 2014 il Pil è in positivo, nel 2018 dalle stime provvisorie dell'Ufficio nazionale di statistica indicano un +2,5%. Certo, con la crisi la Spagna ha toccato il fondo e negli ultimi anni deficit e debito pubblici sono tornati a impennarsi per le politiche espansive, ma settori come il turismo e l'agricoltura danno segnali migliori che in Italia. E fuori di dubbio, anche alla luce del discorso sferzante di Conte all'Europarlamento, Sanchez è per Merkel e Macron un interlocutore più costruttivo.

13 Febbraio Feb 2019 0800 13 febbraio 2019
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