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13 Febbraio Feb 2019 1309 13 febbraio 2019

La Spagna verso le elezioni dopo la bocciatura della manovra

Il parlamento ha rigettato la Finanziaria 2019 proposta dal governo socialista di Pedro Sanchez. "Tradito" dagli indipendentisti catalani e galiziani. Il Paese alle urne tre volte in quattro anni.

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Il parlamento della Spagna ha rigettato la manovra finanziaria 2019 proposta dal governo socialista di Pedro Sanchez. Si apre così la strada alle elezioni anticipate: secondo El Pais, il primo ministro annuncerà il 15 febbraio la data del voto. Sarebbe la terza volta che la Spagna va al voto in quattro anni. All'esecutivo è venuto a mancare l'appoggio dei partiti indipendentisti della Catalogna e della Galizia, che si sono uniti ai ranghi compatti del Partito popolare e delle destre. In particolare, hanno votato contro i partiti indipendentisti catalani Erc e PdeCat, i partiti di centro-destra Pp e Ciudadanos, il Foro Asturias e Coaliccion Canaria, per 191 no complessivi a fronte di 156 si - dei deputati del Psoe e di Podemos - e 1 astensione. La fine naturale della legislatura sarebbe prevista per il 2020. Il leader socialista, lasciando l'emiciclo, non si è pronunciato al riguardo.

IL GOVERNO SCARICATO DAGLI INDIPENDENTISTI

Il "tradimento" degli indipendentisti è una ripicca politica che era già prevista. Il 12 febbraio si è aperto il processo ai 12 leader secessionisti arrestati dopo il referendum di ottobre 2017. Le immagini degli imputati alla sbarra, molti dei quali già europarlamentari o comunque politici di lungo corso, accusati di ribellione, appropriazione indebita e disobbedienza per il loro ruolo nel referendum del 2017, hanno fatto il giro del mondo. E i lor partiti hanno voluto far sentire la loro protesta in parlamento. Il ministro delle Finanze Maria Jesus Montero aveva lanciato ai gruppi parlamentari un ultimo appello a non ostacolare il provvedimento, avvertendo però che il governo «non intende cedere ad alcun ricatto». Nessun do ut des, insomma, e quindi con tutta probabilità elezioni.

LE CONDIZIONI DEI SECESSIONISTI NON ACCETTATE

I partiti indipendentisti catalani hanno inferto una decisiva accelerazione alla possibile fine anticipata della legislatura perché il governo non ha accettato le due condizioni poste per sostenere la legge di bilancio: negoziare l'autodeterminazione della Catalogna e interferire nell'azione della giustizia, vulnerando secondo Madrid la separazione di poteri, nel processo ai 12 leader indipendentisti in corso davanti al Tribunale Supremo.

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