Venezuela
Venezuela nel caos
Elezioni Venezuela Maduro Violenza

Chi può garantire elezioni in Venezuela libere dalla violenza madurista?

È escluso che l’apparato militar-poliziesco-giudiziario controllato da Maduro permetterà un voto regolare. E gli osservatore Osce potranno fare poco per impedirlo.

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Ammesso e non concesso che Nicolàs Maduro ceda alle sempre più forti pressioni internazionali (molto importante la lettera di mercoledì 13 febbraio di papa Francesco al “senor” Nicolas Maduro, senza l’appellativo di presidente) il problema drammatico resta: chi ne può garantire la effettiva democraticità e regolarità? Certo, l’Osce invierà i suoi rappresentanti. Ma non basterà. Maduro continua a controllare il corpo maggioritario dell’esercito (legato da solidi interessi economici e petroliferi), la polizia, gran parte della magistratura e soprattutto la Corte suprema, il Tribunale Supremo di Giustizia e quindi il Cne, il Consiglio Nazionale Elettorale che nella primavera scorsa è arrivato al punto di escludere dalla partecipazione al voto della Mesa de la Unidad Democrática (Mud) che raccoglie al suo interno 20 partiti di opposizione. Una farsa aggravata dal pubblico voto neanche di scambio ma apertamente comprato con pacchi dono regalati ai seggi agli elettori “maduristi”.

LA REGOLARITÀ DELLE ELEZIONI IN VENEZUELA È A RISCHIO

Sarà questo un tema scottante, perché è escluso che l’apparato militar-poliziesco-giudiziario controllato da Maduro permetterà un voto regolare. E gli ispettori inviati dall’Osce ben poco potranno fare a fronte di tanta violenza e pressioni esercitate, se non denunciarle. Donald Trump continua a non escludere «l’opzione militare», ma si spera che sia solo una minaccia. D’altronde, ipotizzare l’invio – concordato o meno con Maduro - di contingenti militari dei Paesi latino americani che l’hanno scaricato in massa è ben difficile. Infine, ma non per ultimo, c’è il problema delle “squadre della morte” maduriste in uno Stato nel quale nel 2016 gli omicidi sono stati 28.479, senza considerare i desaparecidos, ovvero una persona ammazzata ogni 18 minuti, una ogni 130 abitanti. Prima della presa del potere del chavismo, nel 1999, gli omicidi ufficiali erano 4.500.

Chi avrà il potere di impedire che la campagna elettorale e l’esercizio del voto subiscano la pressione omicida del sistema di morte e violenza madurista?

Chi avrà dunque il potere, la forza, di impedire che la campagna elettorale e l’esercizio del voto in Venezuela subiscano la pressione omicida di questo articolato e abnorme sistema di morte e violenza madurista? Sono domande a oggi senza risposta e una lunga esperienza purtroppo impedisce anche solo di pensare che l’Onu si sappia fare carico con forza e credibilità di garantire, in loco, con contingenti militari, la regolarità del voto.

14 Febbraio Feb 2019 1700 14 febbraio 2019
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