Trump Muro Emergenza Nazionale

Trump verso l'emergenza nazionale per finanziare il muro

Il presidente, dopo aver siglato l'accordo bipartisan anti shutdown, ha deciso che dichiarerà lo stato d'eccezione per reperire fondi bypassando il Congresso.

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Il presidente Donald Trump non cede sul muro con il Messico, una delle sue principali promesse elettorali che vuole mantenere per tentare la rielezione nel 2020. Per questo, dopo aver firmato l'accordo bipartisan anti shutdown che non finanzia la barriera, dichiarerà l'emergenza nazionale che gli consentirà di reperire fondi bypassando il Congresso. Ad anticipare le mosse del presidente è stato Mitch McConnell, leader dei repubblicani al Senato, la prima delle due camere a votare il 14 febbraio le misure concordate dai due partiti per evitare dalla mezzanotte di venerdì 15 un nuovo blocco del governo, dopo quello record che per 35 giorni ha paralizzato il Paese e lasciato senza stipendio 800 mila dipendenti federali.

PACCHETTO DA 1,3 MILIARDI DI DOLLARI

Il pacchetto prevede solo 1,3 miliardi di dollari (contro i 5,7 miliardi iniziali) e non per il muro di cemento lungo una prima tranche 321 km, come chiedeva il tycoon, ma per nuove recinzioni metalliche su 88 km. Un compromesso peggiore di quello che aveva strappato il suo vice Mike Pence a dicembre. Se i repubblicani hanno ceduto sui fondi per il muro, i dem sono arretrati sulla loro richiesta di ridimensionare nettamente il numero di posti letto per la detenzione dei migranti, che passeranno dagli attuali 49 mila a 40 mila. I due partiti hanno raggiunto un compromesso convinti che un nuovo shutdown sarebbe stato dannoso per entrambi: il Grand old party teme che la colpa sarebbe addossata nuovamente ai repubblicani, i dem invece sono preoccupati per i dipendenti federali, zoccolo duro del loro elettorato, e hanno dribblato la "questione morale" del muro sostituendolo con una barriera metallica.

POSSIBILE DIROTTARE VERSO IL MURO RISORSE DEL PENTAGONO

Così entrambi possono cantare vittoria. Ma questo non vale per Trump, che ha promesso alla sua base di finire il muro e non può permettersi di rinunciare per il rischio di perdere terreno nella prossima corsa per la Casa Bianca. Ecco quindi l'escamotage dell'emergenza nazionale, che permetterà al presidente di dirottare verso il muro risorse del Pentagono o per i disastri naturali. Una prospettiva che non piace né ai dem, né a molti repubblicani, i quali temono tra l'altro che possa creare un precedente pericoloso utilizzabile da futuri presidenti dell' opposizione per portare avanti la loro agenda. La mossa rischia in ogni caso di creare un conflitto costituzionale di poteri col Congresso, che controlla il bilancio federale, con possibili ricorsi giudiziari. «È una opzione», ha commentato subito la speaker dem della Camera Nancy Pelosi. «Quella al confine col Messico è una sfida umanitaria, non una emergenza nazionale. Una vera emergenza nazionale è il problema delle armi da fuoco», ha aggiunto, ricordando l'anniversario della strage di studenti nel liceo di Parkland, in Florida. Mentre il leader dem al Senato, Chuck Schumer, ha ammonito che se Trump dichiarerà l'emergenza nazionale al confine con il Messico commetterà un «clamoroso abuso di potere, un atto illegale».

14 Febbraio Feb 2019 2309 14 febbraio 2019
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