Kashmir India Pakistan

Dove possono portare le nuove tensioni tra India e Pakistan

Gli ultimi bombardamenti riaccendono le tensioni nel Kashmir. Che si riverberano su tutta la regione. E s'intrecciano con la mancata pacificazione afgana.

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Siamo alla vigilia di una nuova guerra, la quinta, tra Pakistan e India dopo che l’aviazione di New Delhi ha bombardato un campo di mujaheddin nel Kashmir pachistano, provocando la risposta di Islamabad? Difficile fare previsioni, ma il quadro potrebbe essere meno allarmante di quanto non appaia. Anche se il contesto è da oltre 60 anni rovente. La mossa durissima del 26 febbraio dell’aviazione indiana indubbiamente ha offeso la sovranità di Islamabad, ma i Mirage 2000 si sono ben guardati dal colpire qualsiasi obiettivo pachistano e si sono limitati a mettere nel mirino un campo di addestramento del gruppo Jaish-e-Mohammed, legato ad Al Qaeda in una remota valle a ridosso del famosissimo Khyber Pass, facendo 300 morti. Un’azione massiccia, di ritorsione al grave attentato del 14 febbraio scorso, organizzato appunto da questo gruppo, che è costato la vita a ben 42 paramilitari indiani.

LE RADICI DEL CONFLITTO: LO STRAPPO DEL MAHARAJA SINGH

Durissima, a parole, la reazione di Islamabad contro la violazione della propria sovranità, ma non è impossibile che l’episodio non dia vita a una escalation militare diretta tra le due nazioni, anche se nei prossimi giorni assisteremo a movimenti di truppe e risposte colpo su colpo (il 27 febbraio il Pakistan ha abbattuto due jet indiani catturando i piloti, ndr). E ancora una volta il mondo dovrà prendere atto che il Kashmir è il fulcro della tensione tra India e Pakistan. Tensione che iniziò nel 1947 e che ha immense conseguenze nell’area, incluse, appunto almeno tre delle quattro guerre tra i due Paesi. La questione è intricata. L’accordo di divisione del Rajiv inglese sull’India del 1947-48, che doveva vedere il passaggio alla sovranità del Pakistan degli Stati a maggioranza musulmana e quindi il passaggio alla sovranità dell’India degli Stati a maggioranza indù, fu infine violato dal maharaja del Kashmir Hari Singh, della dinastia Dogra, che dopo molti tentennamenti decise nel 1948 di scegliere la sovranità dell’India, nonostante la assoluta maggioranza della sua popolazione fosse musulmana.

Il vulnus del Kashmir è alla base del sotterraneo appoggio delle Forze Armate del Pakistan e dell’Isi ai talebani afgani

UNA GUERRA DOPO L'ALTRA: DAL 1949 AL 1999

Di qui, la prima guerra indo-pachistana del 1949 scatenata da Islamabad, poi quella del 1965 e infine quella del 1999, tutte sostanzialmente vinte – come la guerra tra i due Paesi in Bangladesh - dall’India. Con la guerra del 1949 il Pakistan, sconfitto, riuscì però a garantirsi la sovranità su una parte minoritaria – e marginale - del territorio del Kashmir, quella appunto ora bombardata dai Mirage 2000 indiani. Dunque, il vulnus del Kashmir è fondante per lo spirito nazionale del Pakistan e ha conseguenze enormi, tanto che – lo si dimentica sempre negli Usa e in Occidente - è alla base del continuo e sotterraneo appoggio delle Forze Armate del Pakistan e dell’Isi (il Servizio segreto pachistano) ai talebani afgani (prima e dopo il 2001 addirittura anche ad Al Qaeda). Appoggio determinante per la sostanziale sconfitta della pacificazione dell’Afghanistan dal 2001 a oggi.

GLI INTRECCI CON LA QUESTIONE AFGANA

La Dottrina della sicurezza nazionale del Pakistan, proprio a causa del Kashmir, ritiene inevitabile un nuovo scontro bellico con l’India e in questo contesto valuta che l’Afghanistan, che confina a Nord appunto con la regione contesa, sia un indispensabile “retroterra strategico”. Da qui l’appoggio ininterrotto fornito da Islamabad ai gruppi terroristici del Kashmir anche di Al Qaeda, come Jaish-e-Mohammed (che Islamabad si rifiuta di considerare “terrorista” e che appoggia) tanto che fortissimo fu l’impegno personale in questo senso dell’ex presidente pachistano Parwez Musharraf che scatenò la guerra con l’India del 1999. Appoggio reiterato a favore dei talebani, all’interno di una strategia – addirittura di una Dottrina della sicurezza nazionale - pachistana che punta a mantenere il controllo sul retroterra strategico afghano, che il Pakistan vuole instabile e comunque mai, mai pacificato sotto le insegne di un Occidente che da decenni ha pienamente recuperato l’alleanza con l’India (sino al 1989 invece allineata con l’Urss).

LE COLPE DEGLI STATI UNITI

Purtroppo, nessun presidente statunitense – men che meno l’Onu e la Nato - si è mai reso conto che dopo la fine della Guerra fredda (nella quale il Pakistan sostituì l’Iran, dopo la Rivoluzione islamica del 1979, nel ruolo centrale di bastione asiatico anti-sovietico degli Usa), se si voleva – e si doveva - normalizzare l’Afghanistan era ed è indispensabile risolvere il contenzioso indo-pachistano sul Kashmir. E il Kashmir continua a bruciare.

27 Febbraio Feb 2019 0800 27 febbraio 2019
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