Gilet gialli non incontreranno governo
La protesta dei gilet gialli
Gilet Gialli Protesta Oggi 2 Marzo

La protesta dei gilet gialli del 2 marzo 2019

La manifestazione è arrivata al 16esimo atto. Ma il movimento è diviso. Intanto il numero dei partecipanti crolla mentre Macron ha iniziato a risalire nei sondaggi. 

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È l'atto numero 16 nella grande protesta che ormai da quattro mesi va in scena lungo le strade di Parigi e della Francia tutta. I gilet gialli sono tornati il 2 marzo in piazza a manifestare, dopo il weekend finito in scontri con la polizia del 14 febbraio e i due cortei del 23 febbraio. Alcune migliaia di persone hanno disceso gli Champs-Elysees in direzione Denfert-Rochereau, a Sud di Parigi. Nella capitale, nove persone sono state fermate. La polizia, che in parte precedeva e in parte seguiva i manifestanti, ha deciso di bloccare la circolazione delle auto sul percorso del corteo dopo le 12.30. Blindate invece dal mattino le strade che, dagli Champs-Elysees, conducono al palazzo dell'Eliseo e ai più importanti ministeri. Un enorme muro metallico semovente è stato alzato per bloccare ogni accesso a Place de la Concorde. Manifestazioni si sono svolte anche a Nantes, dove si sono verificati scontri, Marsiglia, Nizza, Montpellier, Strasburgo, Bordeaux, Tolosa. A Lille l'appello a manifestare è stato rivolto anche ai gilet gialli dei Paesi vicini: Belgio, Inghilterra, Lussemburgo, Olanda e Germania.

LE DIVISIONI ALL'INTERNO DEL MOVIMENTO

Il movimento sembra sempre più diviso sul futuro, con una parte che continua a guardare alla protesta e prepara proprio nel mese di marzo, una sorta di gran finale o di kermesse (prevista il 16 marzo), con una tre giorni intera di manifestazione, mentre altre correnti interni guardano alla politica e pensano a una possibile lista da presentare alle elezioni europee. A testimonianza di questa crisi interna anche i numeri della giornata del 2 marzo: a Parigi, in tutto il giorno, sono stati appena 4 mila a sfilare e meno di 40 mila in tutto il Paese. Intanto, mentre le istanze del movimento di piccoli produttori hanno ottenuto solo una risposta parziale, il presidente francese Emmanuel Macron è riuscito grazie al lancio del grande dibattito nazionale sulle riforme, un sistema di confronti civici che lo catapultano ogni settimana in una provincia differente a confrontarsi faccia a faccia con i cittadini, a recuperare i consensi in vista del voto, per lui cruciale, del 26 maggio. Ad oggi infatti le ricerche di opinione dicono che se si presentasse capolista regalerebbe a La Republique En Marche, il suo partito, la vittoria. Mentre dei gilet gialli non si è ancora capito se parteciperanno al voto e in che modo.

QUELL'ATTENTATO SVENTATO ALLA PRIMA PROTESTA DEI GILET GIALLI

Il primo marzo il ministro dell'Interno francese, Christophe Castaner, ha anche confermato che prima del 17 novembre scorso, data di inizio delle proteste dei gilet gialli, i servizi francesi hanno sventato un attentato di jihadisti che volevano «approfittare del caos» e colpire probabilmente durante la manifestazione. La notizia era trapelata grazie a Le Parisien ma Castaner l'ha confermata: «Poco prima del 17 novembre e l'inizio del movimento dei gilet gialli», ha detto alla tv France 2 Castaner, «si era costituito un gruppo denominato 'il 17 scorrerà il sangue'. Era un attacco terroristico e l'abbiamo neutralizzato». Il 13 novembre, tre uomini - due fratelli di 23 e 35 anni noti radicalizzati e un uomo di 52 anni - erano stati arrestati a Saint-Etienne, nel centro del Paese. Altri due erano stati prelevati in carcere e messi sotto interrogatorio, fra questi il presunto ideatore del gruppo, già sotto inchiesta per terrorismo. Nelle perquisizioni, furono trovate armi da caccia e cartucce in casa di uno dei fermati. Un altro aveva tentato di procurarsi un kalashnikov ed era in possesso di volantini inneggianti all'Isis. Uno degli arrestati ammise che il piano era di approfittare del disordine provocato dal movimento dei gilet gialli per passare all'azione.

2 Marzo Mar 2019 0700 02 marzo 2019
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