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L'Italia a giudizio della Corte Ue per troppo smog e fogne non a norma

Giudizio in vista per l'Italia che mette a rischio la salute dei suoi cittadini. La Commissione ci porta in tribunale per i livelli di biossido di azoto e l'ennesima irregolarità sulle acque reflue.

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Ancora un giudizio, ancora una multa all'orizzonte per l'Italia che non rispetta le norme ambientali e mette a rischio la salute dei suoi cittadini. Queasta volta si tratta di un'indagine e quasi una condanna annunciata. La Commissione europea ha deferito l'Italia alla Corte di giustizia Ue per la ripetuta violazione dei limiti annuali e orari di biossido di azoto (NO2) nell'aria delle città e per il mancato adeguamento alle norme Ue dei sistemi di trattamento delle acque di scarico in oltre 700 agglomerati e 30 aree sensibili dal punto di vista ambientale con più di 2mila abitanti. Le aree soggette a sforamento dei limiti di NO2 sono state grandi città come Milano, Torino e Roma e centri più piccoli come per esempio Catania, Campobasso, Genova e aree come la Pianura Lombarda e la Costa Toscana.

VENTI PAESI UE CHE VIOLANO LE REGOLE SULLO SMOG

Per quanto riguarda lo smog, l'Italia è già stata deferita in Corte per lo sforamento dei valori del Pm10 lo scorso maggio. Come spiegava Lettera43.it nel 2018, il nostro è infatti il Paese europeo con livelli più alti di morti premature per la presenza di biossido di azoto e di ozono e la procedura di fronte ai giudici europei sarebbe dovuta partire già nel 2017. Tuttavia i Paesi Ue che hanno avuto o hanno contenziosi con Bruxelles sulla qualità dell'aria sono venti. Per trovare soluzioni si sta pensando a organizzare dei dialoghi sull'aria pulita, con rappresentanti della Commissione Ue, dei ministeri interessati e delle autorità regionali e locali per uno scambio di buone pratiche per ridurre l'inquinamento.

SOLO VAL D'AOSTA, MOLISE E ED EMILIA A NORMA SULLE ACQUE REFLUE

Sul fronte delle acque reflue l'Italia sta già pagando multe milionarie. In materia di adeguamento dei sistemi fognari e di depurazione alle norme europee che risalgono al 1991, il deferimento in Corte riguarda comuni e aree in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Umbria, Veneto. Sulla materia, l'Italia subisce quattro procedure di infrazione ed è stata già condannata a pagare sanzioni milionarie per la mancata conformità in oltre 70 agglomerati da 15mila abitanti, con una spesa da 52 milioni di euro al 28 febbraio. La prima volta che la Commissione ci ha portato in tribunale correva infatti l'anno 2004. Una sentenza era arrivata nel 2014. A fine maggio 2018, ci è stata comminata una multa da 25 milioni di euro, più altri 30 ogni sei mesi fino alla messa a norma dello smaltimento delle acque fognarie nei 74 centri cittadini che ancora violano le regole di tutela ambientale e sanitaria.

Aggiornato il 07 marzo 2019 6 Marzo Mar 2019 1842 06 marzo 2019
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