Scandalo Università Usa Trump

Nell'era Trump lo scandalo delle università Usa non stupisce

Le mazzette per far entrare i figli di businessman e attori negli atenei più prestigiosi sono il sintomo della stessa malattia che il tycoon ha contribuito a diffondere: sentirsi al di sopra della legge. 

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L’ultimo scandalo americano è scoppiato martedì mattina, mentre io ero in palestra a cercare di perdere quei dannati chili in più. Dopo una lunga indagine, il dipartimento di Giustizia americano ha annunciato che dal 2011 al 2018, una trentina di genitori molto ricchi hanno pagato più di 25 milioni di dollari per fare in modo che i figli potessero essere ammessi a università prestigiose, tra cui Yale, University of Southern California, Stanford e altre. Il Washington Post ha spiegato che un certo signor William Singer «usava la sua associazione per aiutare gli studenti a barare durante i test per l’ammissione e per pagare gli allenatori delle università in modo di fare ammettere i ragazzi nelle squadre sportive con credenziali false. Il signor Singer ha usato la sua organizzazione, The Key, come copertura per permettere ai genitori di inviare i soldi in un conto nascosto che permettesse loro di non pagare tasse federali». Oltre agli allenatori, il signor Singer ha anche pagato gli amministratori degli atenei. In tutto, le persone coinvolte in questo scandalo sono una cinquantina. I genitori sono tutte persone molto abbienti, tra cui amministratori delegati di grosse compagnie, due attrici di Hollywood, avvocati e così via. La lista dei crimini commessi include racket organizzato, riciclaggio di denaro, ostruzione alla giustizia e cospirazione per frodare gli Stati Uniti. Aggiungerei, se potessi, oltraggio al pudore.

Mentre facevo una sauna, pensavo che questi crimini molto gravi sono anche tristemente familiari agli americani, almeno negli ultimi due anni: anche Donald Trump rischia di essere condannato per gli stessi reati. Il crimine di riciclaggio di denaro di cui è accusato il presidente riguarda alcuni investimenti fatti in Russia che coinvolgono anche la Deutsche Bank. Quello di ostruzione alla giustizia riguarda il fatto di aver “suggerito” a Michael Cohen di mentire al Congresso circa il business russo relativo alla Trump Tower a Mosca. Il crimine di "racket organizzato" l’avrebbe commesso per il modo corrotto e vergognoso di gestire la Trump Organization. Infine l'accusa di cospirazione per frodare gli Usa è "racchiusa" nella richiesta del procuratore di Manhattan ai responsabili del comitato inaugurale di consegnare tutti i documenti sui donatori e i finanziatori dell'evento. L'obiettivo è capire se il comitato abbia o meno ricevuto donazioni non conformi alla legge che vieta contributi esteri ai politici.

È vero, pensavo poi mentre dolorante tornavo a casa, di persone corrotte e corruttibili è pieno il mondo, ed è vero che questo ultimo scandalo americano sembra essere iniziato del 2011, e dunque prima dell’amministrazione Trump. Però è da sottolineare che se il leader di una Nazione come gli Stati Uniti si comporta in un certo modo autorizza, almeno moralmente, gli altri a fare altrettanto. Non solo: quella strana malattia che fa sentire al di sopra della legge, invincibili e potenti che Trump ha contribuito a diffondere sembra essersi impossessata del Paese.

LE DIFFICOLTÀ DEL PARTITO DEMOCRATICO

Per ora, malgrado le numerose indagini, Trump sembra averla passata liscia. Nei giorni passati, Nancy Pelosi, capo della Camera dei Rappresentanti, ha annunciato che il presidente non dovrebbe essere colpito da impeachment perché sarebbe un’azione troppo disgregante per il Paese. Questa sua affermazione sta invece digregando il Partito democratico. Per quanto io capisca l’analisi di Nancy Pelosi, ammetto che invece per una persona come Trump, la cui filosofia di vita è viaggare sulla linea sottile tra il lecito e l’illecito, sarebbe invece importante pagare, almeno per una volta, le conseguenze legali di tale atteggiamento. E forse sarebbe anche un buon esempio per chi spera di fare il furbetto senza dover mai dare conto delle proprie azioni.

13 Marzo Mar 2019 1118 13 marzo 2019
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