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Brexit Voto Oggi 14 Marzo
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14 Marzo Mar 2019 0953 14 marzo 2019

Le cose da sapere sul voto per la Brexit del 14 marzo 2019

Il governo britannico presenta una mozione in cui chiede alla Camera dei Comuni di scegliere tra il via libera a un accordo entro il 20 marzo o uno che vada oltre il 29, data di uscita dall'Ue.

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Dopo aver scacciato (momentaneamente) lo spettro del no deal sulla Brexit alla Camera dei Comuni britannica arriva la terza e ultima votazione in programma il 14 marzo. Il parlamento è chiamato a dire sì o no alla richiesta di un rinvio della Brexit oltre la scadenza originaria del 29 marzo 2019. L'opzione delay sta prendendo sempre più corpo, ma il percorso deve essere scandito e ufficializzato dalla Camera dei Comuni.

Occorre infatti precisare che il voto contrario al no deal non equivale a scongiurare del tutto questo scenario. Se la premier Theresa May infatti non trovasse un accordo sul rinvio con Bruxelles, Londra si avvierebbe comunque verso una Hard Brexit. Un rischio che l'Unione europea, come ha fatto sapere il capo negoziatore Michel Barnier dopo la bocciatura dell'accordo negoziato con Bruxelles, prende in seria considerazione.

TUSK CHIEDE APERTURA AI 27

«Durante le mie consultazioni prima del Consiglio europeo, chiederò ai 27 leader dell'Ue di essere aperti per un'estensione lunga se il Regno Unito troverà necessario ripensare la propria strategia sulla Brexit e per costruire il consenso attorno a questa», ha scritto il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk su Twitter.

I LIMITI DEL POSSIBILE RINVIO

Il voto del 14 marzo, quindi, vede i parlamentari britannici propensi a schierarsi per il rinvio. Anche perché questa opzione rappresenta l'unica possibilità per continuare a negoziare con Bruxelles. Ma cosa deciderà di fare la controparte? Un portavoce del caponegoziatore Barnier ha già dichiarato che non sarà concesso alcun rinvio al buio, ovvero in assenza di una «valida motivazione». Se la premier May si presentasse dai partner europei senza un progetto ben definito, il Consiglio europeo potrebbe respingere la richiesta e abbandonare Londra a un’uscita senza accordo. Un'altra criticità riguarda i tempi. Il rinvio, per quanto «breve e limitato», rischia di trascinare le trattative oltre la data delle elezioni europee del 23-26 maggio. Ma la Commissione europea non sembra disposta a cedere su questo punto e ha sottolineato come il funzionamento delle istituzioni Ue debba essere in ogni caso garantito.

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