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Perché secondo i Verdi il M5s ha perso la stella dell'ambiente

Dall'Ilva ai condoni edilizi, dal sì ai pesticidi e alla caccia fino alla svendita delle spiagge. I deici punti per cui secondo il partito ambientalista i pentastellati hanno tradito il programma.

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Il Movimento 5 Stelle è diventato M4S: è l'accusa che nel giorno dello sciopero per il clima arriva dai Verdi secondo i quali «l'ambiente è stato usato come strumento di propaganda elettorale». Secondo Angelo Bonelli, coordinatore dell'esecutivo nazionale dei Verdi, «il governo giallo nero ha inviato all'Unione Europea nello scorso gennaio un piano clima ed energia che viola gli accordi sul clima di Parigi, non rispettando il target della riduzione dei gas serra che l'Europa prevede al 2020 tra il 45-50%». Allo stesso tempo, «Di Maio prevede al 2030 solo il 37% di taglio di gas serra, un piano che riduce gli obiettivi delle energie rinnovabili rendendo l'Italia in futuro sempre più dipendente dalle energie fossili e per spiegare meglio le politiche ambientali di questo governo» i Verdi hanno presentato «un dossier su come il M5S ha perso la stella dell'ambiente».

Un documento in 10 punti, che parte appunto dal piano energia e clima, passando per l'impegno di Alessandro Di Battista a bloccare la Tap, trattando il tema dei condoni e dell'abusivismo edilizio e quello dei fanghi tossici con diossine sui campi agricoli. I Verdi ricordano anche la «speculazione immobiliare che sfascia i centri storici»e il passaggio «da no pesticidi a sì pesticidi: le fragole e i pomodori alla cloropicrina» sottolineando il «tradimento di Taranto sull'Ilva» e accusando«il movimento 5 trivelle» di aver consentito «l'assalto alle spiagge italiane». Infine, ultimo punto, il tema dei «parchi, territorio e le proposte per cacciare tutto l'anno»

15 Marzo Mar 2019 1203 15 marzo 2019
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