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Chi era Sebastiano Venier, il doge della battaglia di Lepanto

Fu il comandante della nave ammiraglia veneziana nella battaglia dell'ottobre 1571 contro i turchi. Ora il suo nome è spuntato sul mitragliatore del killer della Nuova Zelanda. 

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Il suo nome è apparso sulla mitragliatrice usata dal killer della strage di Christchurch in Nuova Zelanda, assieme a quello di Luca Traini, l'estremista neonazista che ha sparato sui migranti a Macerata. Ma quello di Sebastiano Venier è un nome che ha fatto la storia e che viene strumentalizzato. Si tratta in fatti del comandante veneziano che guidò la vittoria della flotta della Serenissima Repubblica nella battaglia di Lepanto del 1571. E che per questo si guadagnò il dogado, cioè la nomina a doge della Repubblica veneziana. Prima della battaglia di Lepanto, più che un capo militare - a Venezia il comandante militare era per forza il capo della flotta - era conosciuto per essere un buon avvocato. Fu nominato duca di Candia, il nome con cui i veneziani chiamavano Creta, allora una delle tante colonie di Venezia nel Mediterraneo e poi, come ha ricordato di recente il quotidiano del Nord Est, il Gazzettino, «comandante a Brescia, e ancora podestà di Verona, procuratore di San Marco e, infine, Capitano Generale da Mar», "capitano generale del mare" una delle cariche più importanti nel cursus honorum veneziano. A quel punto Venier aveva già compiuto i 74 anni. Eppure a capo della nave ammiraglia "capitana" guidò il contributo di Venezia all'interno della Lega Santa, l'alleanza degli Stati cattolici voluta soprattutto dal Papa e ai comandi di Giovanni d'Austria figlio dell'imperatore Carlo V d'Asburgo che sconfisse la flotta turca nella battaglia del 7 ottobre 1571. Nella battaglia il sultano ottomano Alì Pascia trovò la morte, le sue oltre 200 navi munite di 750 cannoni perirono di fronte alla potenza di fuoco dell'alleanza cattolica che aveva schierato oltre 1800 cannoni, metòà erano veneziani come del resto metà erano anche le navi schierate. Lo scontro per la supremazia nei mari e quindi per il controllo economico del Mediterraneo divenne per secoli anche il simbolo della vittoria della Crisitianità sull'impero ottomano. Lepanto fu rappresentata dai pittori più celebri dell'epoca, e Venier venne ritratto da Tintoretto soprattutto perché segno un lungo periodo di dominio di Venezia sui mari e quindi dell'Occidente sui commerci.

15 Marzo Mar 2019 0901 15 marzo 2019
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