Brenton Tarrant Croazia Bosnia

I viaggi di Brenton Tarrant, autore della strage in Nuova Zelanda

Il killer aveva visitato i Balcani e aveva trascorso un periodo di tempo in Turchia. Il manifesto era stato inviato ai media e alla premier poco prima del massacro. 

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Aveva viaggiato nei Balcani tra il 2016 e il 2018. E anche in Turchia, dove è stata aperta una indagine. All'indomani della strage di Christchurch arrivano nuovi dettagli su Brenton Tarrant, accusato di aver ucciso 49 persone nelle due moschee Al Noor e Linwood. Sabato 16 marzo Tarrant si è presentato in tribunale con un ghigno stampato in faccia e, nonostante le manette, è riuscito a fare il segno di un ok rovesciato, simbolo utilizzato in Rete dai suprematisti bianchi. Il 28enne australiano nonostante fosse a piedi nudi e indossasse il camicione bianco da detenuto è parso sprezzante. Lo stesso atteggiamento di Anders Behring Breivik, l'autore del massacro di Utoya del 2011 in Norvegia al quale Tarrant ha detto di essersi ispirato.

UDIENZA RINVIATA AL 5 APRILE

Tarrant è rimasto pochi minuti davanti al giudice, che ha deciso il rinvio dell'udienza al 5 aprile e ha detto che «è ragionevole presumere che ci saranno altri» imputati. Ma il lucido protagonista di quei 17 minuti di terrore che hanno stroncato le vite di chi stava pregando è lui, come testimoniano i nuovi particolari che emergono il giorno dopo la strage.

MANIFESTO INVIATO PRIMA DELLA STRAGE AI MEDIA E ALL'UFFICIO DELLA PREMIER

Pochi minuti prima del duplice attacco, Tarrant aveva inviato via mail il suo delirante manifesto anti-islamico di 74 pagine a tivù, giornali e anche all'ufficio della premier neozelandese Jacinda Ardern. Tuttavia, ha rivelato alla Cnn il capo ufficio stampa della primo ministro, Andrew Campbell, l'indirizzo di posta è un indirizzo generico gestito dallo staff e la Ardern non ha visto la mail. Se la polizia non avesse fermato il killer, il bilancio della carneficina sarebbe stato ancora peggiore. A rivelarlo è stata la stessa premier, precisando che Tarrant è stato arrestato 36 minuti dopo la prima chiamata di emergenza, che c'erano altre armi da fuoco nell'auto in cui il killer si trovava e che «la sua intenzione era senza dubbio quella di continuare l'attacco». Oltre all'arma che aveva in mano, altri due mitragliatori li teneva accanto a sé nell'auto, e altri due nel bagagliaio, come si vede dal video che, prima di essere rimosso, è rimbalzato da Facebook a Twitter a YouTube.

ZAGABRIA E SARAJEVO CONFERMANO VIAGGI IN CROAZIA E BOSNIA ERZEGOVINA

Da Zagabria e da Sarajevo è stato confermato ufficialmente che Tarrant è stato alla fine del 2016 e all'inizio del 2017 in Croazia e in Bosnia-Erzegovina. Il primo ministro croato Andrej Plenkovic ha riferito che dal ministero degli Interni di Zagabria è stato confermato che Tarrant è stato in Croazia tra la fine del dicembre 2016 e l'inizio del 2017. «All'epoca non era una persona di interesse per le nostre istituzioni», ha aggiunto Plenkovic. Secondo la stampa, Tarrant si sarebbe fermato in Croazia per circa due settimane e avrebbe visitato Zagabria e varie città della costa adriatica, inclusa Dubrovnik. La polizia di confine bosniaca ha da parte sua confermato alla stampa che Tarrant è entrato in Bosnia il 2 gennaio del 2017. Venerdì il procuratore generale bulgaro Sotir Tsatsarov aveva reso noto che Tarrant aveva visitato vari Paesi balcanici fra il 2016 e il 2018, fermandosi in varie località storiche legate in particolare alle battaglie tra cristiani e ottomani.

ANKARA NDAGA SU MOVIMENTI DI TARRANT IN TERRITORIO TURCO

Intanto Ankara ha aperto un'indagine «su movimenti e contatti» di Tarrant sul territorio turco. Fonti ufficiali hanno rivelato che il killer delle moschee aveva trascorso «un lungo periodo di tempo» in Turchia. E al presidente turco Recep Tayyip Erdogan Tarrant aveva augurato la morte nel 'manifesto' razzista diffuso su internet prima della strage. Mentre l'Iran, per bocca del ministro degli Esteri Zarif, ha sollecitato una riunione urgente dell'Organizzazione della cooperazione islamica.

LA PREMIER ANNUNCIA UNA STRETTA SULLE ARMI

Si attende per lunedì una prima decisione della premier per limitare la possibilità di entrare in possesso di fucili semiautomatici che possono facilmente essere modificati e trasformati in armi d'assalto di tipo militare. Un sfida alla lobby delle armi che ha finora avuto mano libera. «Posso dirvi una cosa: la nostra legge sulle armi cambierà», ha promesso la premier in conferenza stampa. Subito dopo Ardern ha incontrato esponenti delle comunità musulmane, con il velo islamico a coprirle i capelli in segno di rispetto.

L'AUSTRALIA BLOCCA L'INGRESSO ALLO SCRITTORE DI ESTREMA DESTRA YIANNOPOULOS

Si moltiplicano intanto in tutta la Nuova Zelanda le iniziative di solidarietà nei confronti delle famiglie delle vittime e davanti alle moschee teatro delle stragi le candele ardono tra i mazzi di fiori. Tra le vite spezzate dalla follia terrorista c'è anche quella di Neem Rashid, 'l'eroe' pachistano che aveva tentato senza successo di disarmare il killer a mani nude: è spirato venerdì sera in ospedale per le ferite riportate, dopo aver visto il figlio 21enne Talha morire sotto i colpi del terrorista. Ma la guerra al terrorismo islamofobo si è aperta anche su altri fronti. Lo scrittore britannico di estrema destra Milo Yiannopoulos non potrà entrare in Australia per un tour programmato nei prossimi mesi. Lo ha deciso il ministro per l'Immigrazione australiano David Coleman - sottolineando che l'Australia è accanto alla Nuova Zelanda e alla comunità musulmana - dopo che l'autore ha incolpato l'Islam per l'attentato di Christchurch definendolo «una cultura religiosa barbara e aliena».

16 Marzo Mar 2019 2043 16 marzo 2019
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