Macron Incontra Xi Jinping Con Juncker Merkel

Summit all'Eliseo tra Macron, Xi Jinping, Juncker e Merkel

Per il presidente francese l'obiettivo è trovare punti di convergenza tra Europa e Cina. Ma l'iniziativa tradisce un certo malessere per il memorandum che vede protagonista l'Italia.

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La preoccupazione crescente per l'egemonia commerciale della Cina e il malessere per l'iniziativa italiana: Emmanuel Macron, proprio mentre Xi Jinping compie i suoi primi passi nel nostro Paese, lancia la controffensiva. La visita a Parigi del leader cinese all'inizio della prossima settimana sarà infatti aperta alla cancelliera tedesca Angela Merkel e al presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker. «L'abbiamo ritenuto necessario - ha fatto sapere l'Eliseo - dato che per difendere il multilateralismo, la discussione deve essere condotta a livello dell'Europa e non della sola Francia».

L'IDEA DI UN FRONTE EUROPEO UNITO

Un gesto che conferma l'ostilità di Parigi al negoziato diretto con Pechino lanciato dall'Italia e ripetutamente criticato dalla Francia negli ultimi giorni. E una conferma della visione macroniana di un'Europa in grado di negoziare senza più intese riservate Paese per Paese. Per Macron sarà anche l'occasione per spiegare ai cinesi la strategia definita a Bruxelles dai partner europei. L'incontro, in programma martedì 26 marzo, nell'intento francese dovrebbe permettere di presentare a Pechino un fronte unito.

L'APPROCCIO ITALIANO NON PIACE A PARIGI

Del resto è stata questa la posizione di Macron espressa anche nel viaggio fatto in Cina a gennaio 2018. Parlò allora della Nuova via della seta come di un approccio che deve essere condiviso, a meno di non rischiare «una nuova egemonia». E anche se Xi arriverà con un accordo firmato con l'Italia, Parigi - forte del fronte unito con la Merkel e Juncker - insisterà sull'approccio coordinato degli europei rispetto all'espansione cinese. Fonti dell'Eliseo hanno dichiarato: «Ciò che interessa alla Francia è un coordinamento fra i Paesi dell'Unione europea. Abbiamo visto che l'Italia ha annunciato questa firma, sarà l'occasione per parlarne in Consiglio europeo. Da parte nostra auspichiamo un approccio diverso e vorremmo condividerlo in seno all'Unione europea. Siamo pronti a considerare i progetti di cooperazione con la Cina quando soddisfano determinati criteri di sostenibilità ecologica e finanziaria, rispettano le sovranità, la reciprocità e la necessaria trasparenza».

21 Marzo Mar 2019 2242 21 marzo 2019
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