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Come è andata la discussione sulla Cina all'interno del Consiglio europeo

Merkel dice che l'obiettivo è ottenere la reciprocità. E che non ha nessuna critica per l'Italia. Ma Macron chiede a Conte un coordinamento europeo. 

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Una discussione più facile di quella sulla Brexit, ha scherzato, ma neanche troppo, il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker. Durante il dibattito sulla Cina tra i leader Ue al Consiglio europeo del 22 marzo, ha spiegato la cancelliera Angela Merkel «abbiamo detto chiaramente che vogliamo una relazione sulla base sulla reciprocità e accesso reciproco ai mercati». Il presidente della Commissione europea ha invece definito il rapporto con Pechino. La Cina, ha detto, è «per noi un concorrente, un partner e un rivale, dobbiamo tenere conto di questo nuovo dato», ha aggiunto. Nei rapporti tra l'Ue e la Cina, ha detto Juncker, ci sono «assimmetrie e squilibri», per questo «non possiamo costruire qualcosa di stabile se questi persistono». Sul dossier più caldo per gli Usa, quello del 5G, Juncker è stato cauto: «Quando lunedì ho visto il ministro cinese degli Esteri, lui non ha menzionato il 5G, e non lo menzionerò neanche io oggi, in attesa delle raccomandazioni della Commissione» che arriveranno «entro fine marzo». Le raccomandazioni sono attese probabilmente per la prossima settimana, e in ogni caso prima del vertice bilaterale Ue-Cina del 9 aprile. E tuttavia dietro alle affermazioni di principio resta il fatto che molti Paesi vogliono stringere rapporti bilaterali con Pechino e altri chiedono coordinamento per essere più forti. Insomma un puzzle non facile da risolvere.

MACRON HA CHIESTO A CONTE UN COORDINAMENTO EUROPEO

Un esempio? Il presidente francese Emmanuel Macron nel bilaterale con Giuseppe Conte ha affrontato il tema della Cina sottolineando la necessità di un coordinamento europeo, agendo come europei se ci si vuole muovere come potenza. Macron ha aggiunto che lavorare come piccoli club con la Cina non è un buon approccio. Il presidente francese ha poi parlato del summit di martedì 26 marzo a Parigi con Xi Jingping e Merkel, precisando che tutte le grandi potenze europee sono associate a questa visita insieme a Juncker che è la presenza simbolica della Ue.

MERKEL: NESSUNA CRITICA ALL'ITALIA.

Contemporaneamente la cancelliera tedesca ha rassicurato: «Il premier Conte stamani ci ha aggiornato sul contenuto del memorandum d'intesa sulla Via della Seta e per quanto ci ha spiegato non ho trovato critiche da fare». «Abbiamo detto che sarebbe anche meglio se avessimo una posizione uniforme» a 28 «su questo». Comunque ci sarà un forum sulla Via della Seta. «Non tutti gli Stati membri hanno firmato il memorandum d'intesa, ma lo guarderemo da vicino e forse ci troveremo nuovi aspetti», ha aggiunto.

IL VERTICE DI PARIGI? È COLLABORAZIONE FRANCIA- GERMANIA

Contemporaneamente Macron, Merkel e Juncker incontreranno Xi Jinping da soli il 26 marzo. E ancora una volta la cancelliera ha cercato di minimizzare: «Quello dell'incontro a Parigi col presidente Xi non sarà un formato fisso. Èun segno della collaborazione tra la Francia e la Germania. Vogliamo discutere delle sfide in alcuni settori, e sono contenta del coinvolgimento del presidente della Commissione».

IL LUSSEMBURGO DIFENDE GLI ACCORDI BILATERALI

La posizione del Lussemburgo è completamente diversa: «Credo sia importante avere in alcuni ambiti delle posizioni comuni, degli interessi comuni, ma dove ci sono dei dossier che sono di competenza nazionale bisogna mantenere le relazioni bilaterali che abbiamo con i diversi Paesi», ha detto infatti il primo ministro del Granducato, Xavier Bettel sulla questione degli accordi bilaterali tra i Paesi Ue e la Cina. «La settimana prossima sarò in Cina, non ho bisogno di nasconderlo, per discutere, fra le altre cose, delle nostre relazioni», ha quindi risposto Bettel a chi gli chiedeva di confermare che stesse negoziando un'intesa con Pechino simile a quello che domani firmerà l'Italia. «Abbiamo già degli accordi nel campo dell'aviazione, della cultura, e ad altri livelli», ha sottolineato Bettel, «ma dirò quali sono le ambizioni future del rapporto fra la Cina e il Lussemburgo quando ci saranno delle cose da annunciare».

22 Marzo Mar 2019 1605 22 marzo 2019
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