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Trump e il Russiagate
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L'inchiesta Russiagate su Trump è ufficialmente conclusa

Il procuratore speciale Mueller ha consegnato all'attorney general il suo rapporto dopo quasi due anni di indagini. Già nel finesettimana potrebbero essere rivelati i contenuti.

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Il procuratore speciale per il Russiagate, Robert Mueller, ha consegnato al ministro della Giustizia William Barr il rapporto sulle sue indagini su Donald Trump e le possibili collusioni con la Russia nella campagna elettorale 2016. La consegna del rapporto mette fine a un'inchiesta durata quasi due anni e che ha gettato ombre sull'amministrazione e sul presidente Trump. Secondo quanto riferito dalla Cnn, che cita un funzionario del Dipartimento di Giustizia, Mueller non raccomanda altre incriminazioni nel suo rapporto. Questo non significa che i contenuti di questo possano portare a conseguenze politiche in parlamento.

I CONTENUTI DEL RAPPORTO NEL FINESETTIMANA

Ora sarà Barr a dover decidere quanto del rapporto condividere con il Congresso e quanto rendere pubblico. La Camera ha votato nei giorni scorsi una risoluzione con cui chiede che il rapporto sia reso pubblico. Il Dipartimento di Giustizia potrebbe comunicare al Congresso le conclusioni più importanti già nel fine settimana. «I prossimi passi stanno ora ministro della Giustizia Barr. La Casa Bianca non ha ricevuto e non è stata informata sul rapporto del procuratore speciale», ha dichiarato la portavoce della Casa Bianca, Sarah Huckabee Sanders. «Non mi importa se la gente vedrà il rapporto», ha detto in questi giorni Trump parlando con i giornalisti. Il presidente era al telefono con la cancelliera tedesca Angela Merkel quando la notizia della consegna del rapporto è apparsa su tutti i media.

L’inchiesta è stata aperta nel maggio 2017 con la nomina di Mueller, stimato ex capo dell’Fbi, a procuratore speciale per l'inchiesta. Scopo dell'indagine è quello di stabilire se durante la campagna elettorale del 2016 ci sia stata collusione tra Mosca e il team di Trump per influenzare le presidenziali a favore del tycoon. Altro punto centrale è determinare se il presidente abbia cercato di ostruire il corso delle indagini, a partire dal licenziamento del capo dell'Fbi James Comey nel maggio 2017. L'inchiesta di Mueller ha portato sotto accusa diversi consiglieri e uomini vicini al presidente, tra cui gli ex capi della campagna Paul Manafort e Roger Stone, l'avvocato Michael Cohen e Allen Weisselberg. Il presidente ha sempre negato le accuse. Se dal rapporto di Mueller dovessero uscire prove significative di un tentativo di influenzare le elezioni da parte di Trump, non è da escludere che i democratici diano inizio alla procedura di impeachment.

I DEM CHIEDONO LA PUBBLICAZIONE DEL RAPPORTO SUL RUSSIAGATE

Intanto i candidati democratici alla Casa Bianca per le elezioni del 2020 hanno ufficialmente chiesto l'immediata pubblicazione del rapporto sul Russiagate da parte del procuratore speciale Robert Mueller. «L'amministrazione Trump non deve poter ottenere il rapporto di Robert Mueller e buttare via la chiave», ha twittato il senatore Cory Booker. «Ministro Barr, pubblichi il rapporto di Mueller ora», ha fatto eco la senatrice Elizabeth Warren. Richiesta di pubblicazione immediata del dossier anche per Kamala Harris che vorrebbe anche un'audizione del ministro della Giustizia sull'indagine e i suoi risultati. «Chiedo all'amministrazione Trump di rendere l'intero rapporto di Mueller pubblico il prima possibile. Nessuno, neanche il presidente, e' al di sopra della legge», ha invece detto Bernie Sanders.

22 Marzo Mar 2019 2220 22 marzo 2019
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