Ambasciata Gerusalemme Usa Romania

La Romania segue gli Usa e sposta l'ambasciata a Gerusalemme

Il Paese presidente di turno dell'Unione rompe il fronte europeo. E intanto il presidente Trump firma il 25 marzo la sovranità dello Stato di Israele sulle alture del Golan.

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La Romania rompe il fronte europeo e con una mossa già prevista annuncia di voler trasferire la propria ambasciata a Gerusalemme, «capitale dello Stato di Israele». Una decisione in scia a quella Usa, nell'aria da tempo, che la premier Viorica Dancila ufficializza a Washington anche se il sigillo spetta al presidente del suo Paese. E lo fa rompendo il fronte europeo proprio mentre la Romania è presidente di turno dell'Ue. Bruxelles, per ora, non entra nel merito e si limita a ribadire che la «nostra posizione non cambia: Gerusalemme deve essere capitale dei due Stati, Israele e Palestina», ribadiscono fonti europee. Per Benyamin Netanyahu arrivato negli Usa, si tratta comunque di un doppio risultato in una sola giornata: oltre all'annuncio di Bucarest arriva infatti anche la notizia che il presidente Donald Trump fimra lunedì 15 marzo il decreto sul riconoscimento della sovranità israeliana sulle Alture del Golan, anticipato nei giorni scorsi.

LA MOSSA CHE METTE LE ALI A NETANYAHU PRIMA DEL VOTO

Il primo ministro romeno, Dancila, sceglie il suo intervento all'assemblea a Washington dell'Aipac, l'associazione bipartisan Usa a favore di Israele, per fare il suo annuncio sullo spostamento dell'ambasciata. Di fronte ad un'assise che martedì assiste all'intervento del premier israeliano dopo che questi, secondo i programmi, avrà già incontrato due volte Trump alla Casa Bianca dove peraltro dovrebbe avvenire la firma del riconoscimento americano del Golan. Al di là delle formule, il doppio risultato incassato da Netanyahu ha comunque messo le ali - secondo i commenti degli analisti in Israele - al premier nella campagna elettorale per il voto del 9 aprile. E poco conta - secondo gli stessi osservatori - che all'Aipac parlerà anche Benny Gantz, leader del partito "Blu-Bianco", il maggior rivale di Netanyahu.

VERSO LA FIRMA PER LE ALTURE DEL GOLAN

«Trump firmerà domani il decreto che riconosce la sovranità israeliana sulle Alture del Golan», ha scritto su twitter il facente funzione da ministro degli affari esteri Yisrael Katz. Poi ha aggiunto che «i legami tra Israele e gli Usa sono più stretti che mai». Con la firma del decreto Trump renderà dunque effettivo l'annuncio di giovedì scorso che ha sollevato le proteste del mondo arabo, della Turchia, della Russia dei palestinesi e dell'Ue secondo cui le Alture «restano Territorio Occupato» da Israele dopo la Guerra dei 6 giorni del 1967.

TUTTI I PAESI CHE GUARDANO A ISRAELE

Tornando alla Romania, «sono contenta di annunciare lo spostamento della nostra ambasciata a Gerusalemme» ha detto la premier Dancila sottolineando che la città «è la capitale dello Stato di Israele». Ma i risultati a favore di Netanyahu non finiscono qui: anche il presidente dell'Honduras Juan Orlando Hernandez, sempre dall'assemblea Aipac, ha annunciato «l'immediata apertura di una sua missione diplomatica», con tutta probabilità un ufficio commerciale. «Una missione - ha detto - che estenderà la nostra ambasciata alla capitale di Israele». Hernandez ha spiegato che il trasferimento definitivo dell'ambasciata da Tel Aviv avverrà non appena Israele aprirà una propria missione a Tegucigalpa. Del resto l'Honduras è stato uno degli 8 paesi a votare contro la Risoluzione Onu di condanna a Trump su Gerusalemme. Romania e Honduras seguono così le scelte di Ungheria (con un ufficio commerciale), Slovacchia (con un Centro per l'informazione, la cultura e l'innovazione) e Repubblica Ceca (con una "Casa Ceca" in città). E all'orizzonte potrebbe profilarsi la decisione del Brasile. Mentre l'Australia ha già riconosciuto Gerusalemme ovest capitale di Israele.

24 Marzo Mar 2019 1943 24 marzo 2019
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