Elezioni Ucraina 2019 Sondaggi

I sondaggi delle elezioni presidenziali 2019 in Ucraina

Il comico Zelensky primo con oltre il 20%. Con lui al ballottaggio uno tra Poroshenko (13%) e Tymoshenko (10%). Lontani gli altri 36 candidati, incluso il filo-russo Boyko. I dati.

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Le elezioni presidenziali in Ucraina sono in agenda il 31 marzo 2019. In corsa ci sono 39 candidati. A guidare i sondaggi è Vladimir Zelensky, comico di professione. Alle sue spalle il presidente in carica Petro Poroshenko e l'ex premier Yulia Tymoshenko. Nelle ultime rilevazioni, Zelensky è sopra il 20%: è lui l'uomo scelto da chi ormai si è stancato di scegliere per ribaltare il tavolo della politica.

Il suo serial tivù Servitore del Popolo, in cui interpreta il ruolo di un umile professore di storia eletto presidente sull'onda di fortuiti e surreali avvenimenti, ha spopolato in Ucraina e paradossalmente lo ha trasformato in un candidato papabile nella realtà. Le malelingue sostengono che dietro di lui si celi in realtà l'oligarca Igor Kolomoyskiy, padrone del canale televisivo in cui va in onda anche il suo show satirico dove i politici vengono fatti letteralmente a pezzi. Da parte sua, Zelensky nega qualunque intesa segreta: «Io non ho padroni».

LA POSSIBILE DIVISIONE DEI VOTI AL BALLOTTAGGIO

Esclusa l'ipotesi di una vittoria al primo turno, si guarda ai possibili scenari al ballottaggio, a cui accedono i due candidati che totalizzano più voti: secondo i sondaggi, Zelensky se la dovrebbe vedere con uno tra Poroshenko e Tymoshenko, uno intorno al 13% e l'altra vicina al 10%. Paiono tagliati fuori invece il filo-russo Yuriy Boyko e i nomi più estremisti. L'elettorato di Poroshenko e Tymoshenko è reciprocamente ostile e questo potrebbe favorire Zelensky. «La maggioranza dell'elettorato di Tymoshenko nel secondo turno non voterà per Poroshenko, se passerà», spiega il politologo Alexei Garan, secondo cui, invece, i sostenitori di Poroshenko, se non si qualificherà al secondo turno, si divideranno sì tra Tymoshenko e Zelensky, sulla scia del voto utile, ma con una predominanza verso il comico. In questo contesto, la Russia sta a guardare. Il risultato ideale sarebbe la vittoria di «un candidato di pace», che sappia intessere buoni rapporti «con tutti i vicini». A Mosca, dunque, non tifano certo per Poroshenko.

25 Marzo Mar 2019 1611 25 marzo 2019
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