Direttiva Sul Copyright Europa Voto

Il voto sulla direttiva sul copyright in Europa del 26 marzo

Via libera del parlamento Ue con 348 sì, 274 no e 36 astenuti. Cosa dicono l'articolo 11 e il 13 al centro delle critiche. La commissaria Gabriel parla di «testo equilibrato».

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L'Europarlamento ha approvato il 26 marzo la direttiva sul copyright in Europa. Il testo, che pone dei limiti alla diffusione di contenuti da parte di terzi senza autorizzazione o controllo preventivo, è stato approvato dall'Aula di Strasburgo è passato con 348 sì, 274 no e 36 astenuti.

Si conclude così il processo legislativo, iniziato nel 2016, per il Parlamento europeo. Spetta ora agli Stati membri, nelle prossime settimane, dare l'ultimo ok formale. Dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale, i Paesi Ue avranno due anni di tempo per recepire il testo.

La direttiva è pensata soprattutto in difesa degli editori rispetto alle piattaforme, ma - dicono i critici - nel tentativo di limitare lo strapotere di Google e Facebook potrebbe ridurre di molto la libertà di espressione online. Al centro del dibattito sono finiti due articoli in particolare, l'11 e il 13. Il primo pone dei limiti alle anteprime su servizi come Google News o similari, imponendo un pagamento che viene poi "girato" agli editori. Il secondo impone il controllo preventivo dei contenuti pubblicati sulle piattaforme da parte dei proprietari delle piattaforme stesse.

LA COMMISSARIA GABRIEL: «MOMENTO STORICO, IL TESTO È EQUILIBRATO»

La commissaria Ue al digitale Mariya Gabriel, intervenendo in Aula a Strasburgo, aveva parlato di «un momento cruciale per la cultura europea, per l'economia digitale, per la difesa dei nostri valori Ue». Il testo, secondo la commissaria, è «equilibrato ed ambizioso, riconcilia i vari interessi in gioco: I creatori e gli altri detentori di diritti saranno equamente retribuiti e l'impatto sui prestatori di servizi rimarrà proporzionato e gli utenti e la loro libertà di espressione saranno protetti». «La nuova direttiva - ha affermato - permetterà di adeguare il diritto d'autore al XXI secolo», andando «a vantaggio di autori, interpreti, giornalisti, editori, produttori di film e musicali». Il testo, ha aggiunto Gabriel, sosterrà «la nostra stampa e il settore creativo», ha precisato la commissaria, aggiungendo che gli autori «si aspettano che l'Ue mantenga le sue promesse». «Bisogna attrezzare meglio i nostri autori, e questo significa far vivere la nostra cultura», oltre che «i nostri giornalisti», e ciò comporta «far vivere la nostra democrazia», ha concluso.

IL RELATORE VOSS: «LE PIATTAFORME DIVULGANO DISINFORMAZIONE»

Nega vi siano rischi di limitazione della libertà di espressione anche il relatore, l'europarlamentare tedesco del Ppd Axel Voss: «Con questa riforma non c'è censura. La libertà di espressione non viene limitata, con questa riforma creiamo certezza del diritto per i creatori e nuove possibilità per utenti e cittadini. Google, Facebook e Youtube divulgano disinformazione e dimostrano quanto sia semplice manipolare soprattutto i giovani o lasciarli manipolare e oggi il nostro Parlamento può agire contro queste piattaforme».

GOOGLE: «IMPATTI SULL'ECONOMIA CREATIVA, MA ASPETTIAMO I DETTAGLI»

Dopo l'approvazione della direttiva interviene anche Google, uno degli "imputati" sul banco dell'Ue, con una nota in parte dialogante e in parte molto critica: «La direttiva sul copyright è migliorata, ma porterà comunque ad incertezza giuridica e impatterà sulle economie creative e digitali dell'Europa. I dettagli contano e restiamo in attesa di lavorare con politici, editori, creatori e titolari dei diritti mentre gli Stati membri dell'Ue si muovono per implementare queste nuove regole».

26 Marzo Mar 2019 0957 26 marzo 2019
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