Europee 2019
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Chi è Margrethe Vestager

La carta d'identità della fustigatrice dei colossi della Silicon Valley, candidata alla presidenza della Commissione Ue: data di nascita, altezza, studi, carriera, vita privata.

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NOME: Margrethe Vestager

NASCITA: il 13 aprile del 1968 a Glostrup (Danimarca)

ALTEZZA: 1,79 m

STATO CIVILE: sposata con Thomas Jensen dal 1994, ha tre figlie (Ella, Rebecca e Maria)

STUDI: laureata in Economia nel 1993

LA CARRIERA DI MARGRETHE VESTAGER

Margrethe Vestager è candidata alla presidenza della Commissione Ue e rappresenta una figura di spicco dell’area liberal, in contrapposizione al blocco sovranista. Figlia di genitori entrambi pastori luterana, che abitavano in un sobborgo di Copenaghen, ha iniziato ad avvicinarsi al mondo della politica durante gli studi di economia nella capitale danese, militando nella Radikale Venstre, la Sinistra Radicale, di ispirazione sociale e liberale di centro. Dal 1998 al 2000 è stata ministro dell’Istruzione e degli Affari ecclesiastici, poi ministro della sola Istruzione. Dopo un periodo nel quale si è dedicata alla guida del partito, ha ottenuto un nuovo dicastero (Economia e Interno), assumendo anche la carica di vice premier nel governo della prima donna alla guida della Danimarca, Helle Thorning-Schmidt.

LA FERMEZZA CONTRO I COLOSSI NON EUROPEI

Nel 2014 l’esecutivo la ha designata come rappresentante europea della Danimarca e Vestager è diventata commissario alla Concorrenza, lavorando a stretto contatto con il presidente di Jean-Claude Juncker. Si è distinta per la sua fermezza nel rispetto delle leggi e contro le ingerenze di colossi non europei negli affari del Vecchio continente (compresa la russa Gazprom sospettata di aver aggirato le norme antitrust nell’Ue). È noto il soprannome che il presidente statunitense, Donald Trump, le ha affibbiato - “Lady Tax” - non appena ha annunciato la maxi multa da 4,3 miliardi a Google. Ma Vestager ha respinto l' accusa di voler dichiarare guerra ai big del web e del settore tech della Silicon Valley, in particolare alla “grande G”, spiegando laconicamente: «Si tratta solo di far rispettare le regole».

LE SANZIONI A GOOGLE E APPLE

Tra i precedenti provvedimenti per i quali la si ricorda non c’è solo l’ultima sanzione per la vicenda Android (con l’accusa di aver escluso i motori di ricerca concorrenti), ma anche quella da 2,4 miliardi nel 2017 per Google Shopping (abuso di posizione dominante nel mercato), oltre alla decisione di imporre a Apple la restituzione di 13 miliardi di euro elusi al fisco irlandese, grazie a un accordo ritenuto illegale. Nel mirino delle sue indagini sono finite anche Fiat, Starbucks e Amazon (sanzionata per 250 milioni), per irregolarità fiscali, oltre a Facebook, multata per 110 milioni di euro per aver fornito informazioni non corrette e ingannevoli all’Unione europea riguardo l’acquisto di WhatsApp. Alla lista si aggiungono anche i 997 milioni di euro chiesti a Qualcomm nel 2018 con l’accusa di abuso di posizione dominante. Come spiegato dalla stessa Vestager via Twitter, la motivazione delle multe sta nel fatto che, abusando della propria forza di mercato in modo illecito come nel caso di Google, si è negata ai concorrenti la possibilità di innovare e competere nel merito, commettendo dunque un illecito nell’ambito delle norme europee.

2 Aprile Apr 2019 1707 02 aprile 2019
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