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I motivi dell'eccellenza dei treni giapponesi

Le ferrovie nipponiche ad alta velocità sono un fiore all'occhiello. Tra pulizia, ritardi quasi inesistenti e silenzio, ecco come si viaggia nel Sol Levane. 

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Un aspetto in cui il Giappone eccelle, uno dei tanti, è il sistema di trasporto pubblico. Non poteva essere altrimenti, in un Paese di circa 127 milioni di abitanti. Estremamente collegato tanto sulle lunghe distanze (sull'arcipelago ci sono 90 aeroporti e un buon numero di traghetti che uniscono il Paese con la Cina, la Corea e la Russia) quanto sulle brevi percorrenze, la nazione nipponica con i suoi tassisti dai guanti bianchi, l'estrema cortesia dei controllori e treni in grado di raggiungere i 600 chilometri orari può facilmente sorprendere il visitatore occidentale, tanto che, soprattutto su Internet hanno iniziato a circolare diverse bufale sull'infallibilità leggendaria delle ferrovie del Sol Levante.

IL GAP TRA ALTA VELOCITÀ E LINEE A BREVE PERCORRENZA

Sul web si legge spesso che i treni giapponesi sarebbero immuni dal ritardo. È assolutamente falso. Come in qualunque altra parte del mondo, anche i convogli nipponici vengono frenati da disguidi di varia natura. Dal Dopoguerra in poi il Paese ha puntato tutto sull'alta velocità, dedicando fin dagli Anni 50 una linea apposita per i “bullet train” (treni proiettile), con un dispendio incredibile di risorse che ha finito per sacrificare le reti urbane, quelle agricole e periferiche.

La classifica dei treni più veloci al mondo.

Quindi non è affatto vero che i treni giapponesi non siano mai in ritardo: gli equivalenti dei nostri regionali tardano eccome, ma il ritardo in Giappone viene preso molto sul serio e le compagnie non solo hanno come regola quella di obbligare tutto il personale viaggiante a scusarsi con i passeggeri profondendosi in continui inchini, ma rendono anche disponibile un formulario prestampato che certifica il ritardo da usare come giustificazione a scuola o al lavoro. In realtà, il medesimo servizio è offerto anche da Trenitalia: ma quanti di noi, davanti al capo ufficio o al professore, avvertirebbero la necessità di sbandierare una giustificazione formale per liberarsi dalla responsabilità del ritardo? Parallelismo utile a comprendere quanto sia importante per un giapponese la puntualità.

IL FENOMENO DEL KAKEKOMI-JOSHA

Se si escludono i guasti e il maltempo, sono due i principali motivi di ritardo dei treni nipponici: i suicidi e il fenomeno del Kakekomi-josha, che ha radici profonde nella cultura popolare. È infatti l'usanza di prendere il treno “al volo”, in voga fin dall'inizio del secolo tra i giapponesi che prendevano il tram o i lenti treni a vapore afferrando le maniglie dell'ultima carrozza. Una usanza rimasta intatta fino a oggi e anche mal tollerata dalle compagnie dato che, oltre a rischiare incidenti molto seri, l'utente che pratica il Kakekomi-josha rischia di restare bloccato tra le porte, causando a tutto il treno piccoli ritardi che, però, come abbiamo visto, sono considerati molto seriamente.

LE SCUSE IN CASO DI PARTENZA IN ANTICIPO

Può capitare però anche l'opposto, cioè che il treno parta in anticipo. E, anche in questo caso, la compagnia interessata ha l'obbligo di chiedere pubblicamente scusa. L'ultima volta sembra essere successo venerdì 11 maggio 2018, alla stazione di Notogawa, a Shiga, dove il treno si è staccato dalla banchina alle ore 7, 11 minuti e 35 secondi invece di attendere le 7:12. Un passeggero ha fatto rapporto e la West Japan Railways ha subito diffuso una nota in cui chiedeva scusa ai viaggiatori: «Il grande inconveniente che abbiamo imposto ai nostri clienti è stato davvero imperdonabile. Valuteremo in modo approfondito la nostra condotta e ci sforzeremo di impedire che un incidente di questo tipo si ripresenti». E a nulla sono servite le scuse del macchinista che in un primo tempo aveva detto di avere soltanto chiuso le porte con anticipo e successivamente, ammesso l'errore, aveva spiegato che in stazione non si trovava nessuno.

LO SHINKANSEN, IL RE DEI TRENI

Lo Shinkansen è il treno giapponese ultra-veloce. Potrebbe essere equiparato a un Freccia Rossa, ma in realtà è qualcosa di profondamente diverso proprio per la volontà molto nipponica di voler offrire un servizio impeccabile soprattutto quando si chiede all'utente un prezzo eccezionalmente alto. Il primo chilometro ad alta velocità fu posato nell'aprile del 1959 con l'intento di collegare il Paese da Nord (presto arriverà a Sapporo) a Sud. Il Tōkaidō Shinkansen entrò in servizio il primo ottobre 1964, rispettando al secondo il calendario del governo: nove giorni dopo avevano infatti inizio le Olimpiadi di Tokyo. Secondo la classifica stilata da GoEuro, il Giappone, con i suoi bullet train in grado di raggiungere la velocità massima di 603 km/h (l'effettiva è comunque più “bassa”: 320 all’ora), e una copertura della rete ferroviaria ad alta velocità del 13,2% sul totale, è il Paese con i treni più veloci al mondo. Lo Shinkansen è inoltre ritenuto il treno più sicuro al mondo: il primo deragliamento è stato registrato solo nel 2004, 40 anni dopo l'inaugurazione, a causa di un terremoto di magnitudo 6,6. Il secondo nel 2013, durante una tempesta di neve.

Lo Shinkansen, il treno superveloce giapponese.

A chi ormai è abituato all'alta velocità nostrana, lo Shinkansen non regala più l'ebrezza di macinare centinaia di chilometri in poche ore, ma resta comunque una esperienza unica per un occidentale, se si considera che il controllore, una volta convalidati i titoli di viaggio dell'intera carrozza, saluta tutti, si inchina e si scusa per aver arrecato disturbo ai passeggeri, mentre in stazione in treno viene tirato a lucido da una équipe di inservienti che, con la solerzia dei meccanici delle auto di Formula 1, ribaltano in pochi minuti i sedili, lavano i tavolini e sostituiscono i poggia-testa. Inoltre, è presente una carrozza esclusiva prevista per chi ha bisogno di concentrarsi o dormire in cui è severamente proibito parlare, o anche semplicemente bisbigliare. Difficile comprendere come un giapponese riesca a dormire o a concentrarsi dato che la regola aurea del silenzio in questi scompartimenti è rispettata a tal punto che non vengono nemmeno annunciate le stazioni e bisogna fare molta attenzione a non perdere la propria. Essendo il re dei treni, lo Shinkansen ha una banchina tutta sua, che può essere calcata solo se si è muniti di titolo di viaggio: esiste un biglietto super-economico per i semplici accompagnatori che permette a famigliari, fidanzate e fidanzati di accompagnare chi parte fin sulle porte del treno. Se non lo si vuole pagare, ci si saluterà prima, nel caos della stazione.

6 Aprile Apr 2019 1159 06 aprile 2019
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