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Quali sono le ultime notizie sulla guerra in Libia

Sempre più alta la tensione nel Paese. A Tripoli chiuse le scuole e assalto ai negozi per paura di un assedio. Intanto il premier Sarraj accusa Aftar di alto tradimento. E ci sono le prime vittime.

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Sale sempre di più la tensione in Libia dove il generale Khalifa Haftar ha deciso di sfidare gli appelli internazionali proseguendo la sua offensiva su Tripoli. Che nella giornata di domenica 7 aprile 2019 ha visto i primi scontri disputarsi a una decina di chilometri dalla capitale del Paese.

Nella città assediata è stato deciso di chiudere per una settimana le scuole. I negozi, al contrario, sono invece stati presi d'assalto per fare scorte alimentari e di acqua in vista di uno stallo e, nel peggiore dei casi, di una guerra strada per strada. Questo nonostante l'esercito della Libyan national army guidato da Haftar abbia, nei giorni scorsi, subito una lieve frenata a causa dell'intervento delle forze leali al governo guidato dal premier Fayez al-Sarraj. Che al momento, tra l'altro, gode anche dell'appoggio di diverse milizie fra cui quelle di Misurata. E proprio al Sarraj, in un discorso televisivo alla nazione, ha accusato il suo rivale di tradimeno.

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A TRIPOLI LE PRIME VITTIME

Intanto il bilancio degli scontri alla periferia di Tripoli ha causato i primi morti. Sono almeno 21 le vittime e 27 i feriti causati dall'assalto alla capitale libica dai militari di Haftar. La notizia è stata riportata dal sito Alwasat che ha citato il portavoce del ministero della Sanità, Amin Mohamed Al Hashmi. Tra i morti ci sono anche un medico e un assistente medico e altri due civili. Intanto al-Sarraj ha annunciato il via alla controffensiva «vulcano di rabbia» per «ripulire tutte le città dagli aggressori e dalle forze illegittime».

MISSILI E RAID AEREI SU TRIPOLI

Ci sarebbe stato, inoltre, un raid aereo delle forze fedeli ad al-Sarraj contro le postazioni dell'esercito di Haftar nella zona dell'aeroporto internazionale di Tripoli. A cui è seguito un lancio di missili - o forse razzi razzi Grad - a Garian, un'ottantina di chilometri in linea d'aria a Sud di Tripoli. «Haftar ha piazzato una batteria di missili a Garian e nella serata del 6 aprile sarebbe morta una donna a Wadi el Rabie», ha detto all'Ansa una fonte da Tripoli. Un video con il lancio dei missili è stato diffuso con un tweet dall'emittente Libya Alahrar Tv.

IL CONTINGENTE USA LASCIA LA LIBIA

Il Comando Usa in Africa ha intanto annunciato di avere temporaneamente evacuato un contingente di forze statunitensi dalla Libia. Nel comunicato si legge che «un contingente dell'esercito ha abbandonato il Paese in risposta alle condizioni di sicurezza. Continueremo a monitorare le condizioni sul terreno e a valutare la fattibilità di una rinnovata presenza militare degli Stati Uniti, a seconda dei casi».

CATTURATO UN CENTINAIO DI COMBATTENTI DI HAFTAR

Intanto è stata diramata la notizia dai media libici che un centinaio di combattenti delle forze guidate dal generale Khalifa Haftar sono stati arrestati nella giornata di sabato 6 aprile durante gli scontri alle porte di Tripoli nel distretto di Sawani e nei pressi dell'aeroporto internazionale della capitale. Notizia, questa, che conferma l'avvenuto respingimento dei militari dell'uomo forte della Cirenaica da parte delle forze filogovernative. Haftar aveva ribadito nei giorni scorsi che le sue truppe avevano già preso il controllo dell'aeroporto internazionale, chiuso dal 2014, situato a circa 25 chilometri di distanza in linea d'aria a sud del centro di Tripoli.

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LE PROTESTE DI SARRAJ A MACRON

La guerra intestina che sta divorando la Libia si combatte anche su due fronti. Uno nazionale e l'altro internazionale. Se l'Europa sta guardando con preoccupazione a quanto accade nel Paese, cercando anche di mediare con Haftar per non arrivare a un nuovo sanguinoso conflitto, il premier libico Sarraj ha presentato all'ambasciatrice francese in Libia, Béatrice du Hellen, una protesta formale in cui accusa il governo di Parigi di sostenere i ribelli. Sarraj ha chiesto formalmente all'ambasciatrice di riferire la sua protesta al presidente Emmanuel Macron.

Aggiornato il 07 aprile 2019 7 Aprile Apr 2019 0958 07 aprile 2019
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