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Brexit, May Punta A Un Rinvio Breve

Le news sul rinvio della Brexit del 9 aprile 2019

May incontra Merkel e Macron per strappare una proroga. Secondo i media tedeschi, la cancelliera avrebbe aperto a un'estensione flessibile fino all'inizio del 2020. Ma Parigi frena.

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Tour delle cancellerie europee per la prima ministra britannica Theresa May, che sta cercando di convincere i Paesi dell'Unione a concedere lo slittamento della Brexit al 30 giugno ed evitare così l'uscita senza accordo, il temuto No Deal.

A mezzogiorno c'è stato l'incontro con Angela Merkel, mentre in serata è previsto l'appuntamento all'Eliseo con Emmanuel Macron. E proprio Merkel, secondo i media tedeschi, avrebbe aperto a un possibile rinvio della Brexit fino alla fine del 2019 o all'inizio del 2020. Al Consiglio europeo del 10 aprile, avrebbe detto la cancelliera ad alcuni parlamentari della Cdu, si andrà verso una flextension, ovvero un'estensione flessibile dell'uscita di Londra dall'Unione europea. Per Parigi, tuttavia, una proroga di un anno sarebbe troppo lunga. La novità dell'ultima ora è una bozza di conclusioni del vertice straordinario del 10 aprile, in cui si legge che «il Consiglio europeo concorda una proroga per permettere la ratifica dell'accordo» di divorzio. Se l'accordo venisse ratificato prima della data prevista, la separazione avverrebbe «il primo giorno del mese successivo». La bozza, tuttavia, non contiene la data di estensione massima, perché è una decisione che i leader europei devono ancora prendere. La Camera dei Comuni, intanto, ha approvato con 420 sì e 110 no la mozione presentata dal governo May a sostegno della richiesta di una proroga flessibile della Brexit, limitata per ora al massimo al 30 giugno.

MAY: SOLO UN BREVE RINVIO

Downing Street, in una nota diffusa dopo l'incontro con Angela Merkel a Berlino, ha spiegato che May ha insistito su un rinvio breve della Brexit, limitato al 30 giugno e con la possibilità di uscire entro il 22 maggio senza partecipare alle elezioni Europee, ribadendo l'obiettivo di trovare frattanto un accordo con il Labour. La premier britannica, si legge nella nota del governo, ha illustrato la sua richiesta e «ha aggiornato la cancelliera sui colloqui in corso con l'opposizione per condurre il processo verso la Brexit a una conclusione positiva».

BARNIER: VOGLIAMO DARE ULTIMA CHANCE A LONDRA

«Vogliamo dare al Regno Unito tutte le ultime chance per riuscire» in un divorzio ordinato. Così il capo negoziatore della Ue per la Brexit Michel Barnier. «Al vertice di domani, da Theresa May ci aspettiamo una timeline, di come intende andare avanti», ha spiegato Barnier, sottolineando che «l'elemento nuovo» portatore di «attesa e speranza», è il negoziato della premier britannica con i Laburisti. Barnier ha inoltre ricordato che l'Ue è pronta a discutere di un'unione doganale con Londra.

«TRATTATIVE CON CORBYN GIUSTIFICANO PROROGA»

«Il nuovo processo politico del negoziato trasversale» tra la premier britannica Theresa May ed il leader labour Jeremy Corbyn, per formare una maggioranza sull'Accordo di divorzio ai Comuni «è ciò che dà un senso alla domanda di un'estensione. La risposta spetta ai leader al vertice, ma la proroga deve essere utile per dare più tempo, se necessario, per riuscire nel processo politico in corso, per dare tutte le possibilità» ha spiegato ancora il commissario europeo.

NUOVO PASSAGGIO ALLA CAMERA DEI COMUNI

Sul fronte interno, invece, il governo affronta nel pomeriggio un nuovo dibattito ai Comuni sui termini della proroga con voto su una mozione ad hoc. Quest'ultimo passaggio è la conseguenza dell'approvazione finale nella notte di una legge "anti no deal" - varata per il rotto della cuffia da una maggioranza trasversale di deputati e lord con un irrituale iter sprint - che non solo rende obbligatoria la richiesta di rinvio per cercare d'evitare un divorzio senz'accordo, ma impone pure alla premier di sottoporne alla Camera dei Comuni la durata. Durata che se oltrepassa il 22 maggio costringerà il Regno a partecipare alle elezioni Europee: con tanto di preparativi già avviati da May a scanso d'equivoci, a partire dal via alla presentazione di pre-candidature.

IL CONFRONTO TRA STATI MEMBRI

Fonti diplomatiche europee, al termine del Consiglio affari generali, a Lussemburgo, hanno spiegato che tutti i 27 Paesi Ue vogliono evitare una Brexit senza accordo, e molti di questi sono pronti a tendere una mano alla premier britannica Theresa May. Il vero terreno di scontro che potrebbe emergere dal negoziato tra gli Stati, nelle prossime ore, è il quadro delle condizioni da imporre a Londra, per concedere la proroga ed eventuali controlli per la loro attuazione. Da un lato ci sono Paesi come la Francia, la Slovenia e l'Estonia che vorrebbero imporre condizioni più stringenti, con controlli più frequenti, mentre dall'altro Stati come la Polonia, la Grecia, l'Ungheria, propensi a lasciare più terreno libero a Londra, anche per partire col piede giusto in vista del negoziato sulle relazioni future, una volta che il Regno Unito sarà uscito dalla Ue. Nella serata del 9 aprile gli ambasciatori dei 27 torneranno ad incontrarsi per preparare una bozza di conclusioni che verrà poi discussa dai leader al vertice straordinario del 10.

LA LINEA DURA DELLA FRANCIA: L'ACCORDO NON CAMBIA

«La risposta» dell'Ue «non è automatica» ha ribadito la Francia con la ministra degli Affari europei Amelie De Montchalin che ha chiesto «un piano politico credibile, e che spieghi cosa intende fare durante questa estensione. Inoltre si pone anche la questione del ruolo che il Regno Unito intende avere nelle istituzioni dell'Ue durante questo periodo di proroga e quale sarà il futuro degli eurodeputati britannici. Quello che è chiaro è che non ci sarà altro Accordo di divorzio rispetto a quello che è già stato negoziato tra Ue e Regno Unito, e che domani cercheremo di uscire dal vertice con una decisione che ci permetta di andare avanti col progetto europeo, preservandone le sue ambizioni».

MA LA GERMANIA È PRONTA A DARE CREDITO A LONDRA

«Dobbiamo concedere agli inglesi un po' di tempo affinché possano finalmente chiarire ciò che vogliono. Apparentemente a Londra i colloqui dell'ultimo minuto con l'opposizione non hanno prodotto risultati significativi» ha detto il ministro degli Affari europei tedesco Michael Roth parlando comunque di situazione «frustrante». «Ci sono chiare aspettative da parte nostra, ma al tempo stesso tendiamo la mano», ha spiegato ribadendo che l'Europa parlerà con una voce unica - ma le differenze come si vede ci sono - e sottolineando la problematicità della partecipazione al voto per l'Europarlamento del Regno Unito.

9 Aprile Apr 2019 1113 09 aprile 2019
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