Julian Assange
Il caso Assange
Julian Assange Arrestato

Julian Assange è stato arrestato a Londra

Le manette sono scattate all'interno dell'ambasciata dell'Ecuador, dopo che Quito ha revocato l'asilo al fondatore di WikiLeaks. La piattaforma: «Violato il diritto internazionale». Le accuse degli Usa. 

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Julian Assange è stato arrestato a Londra nella mattina dell'11 aprile.

Il fondatore di WikiLeaks è finito in manette all'interno dell'ambasciata dell'Ecuador, dopo che Quito gli ha revocato la concessione dell'asilo. La decisione del Paese sudamericano è stata spiegata dal presidente Lenin Moreno, che ha citato non meglio precisate «violazioni della convenzione internazionale» da parte del giornalista australiano, che dal 2012 era rifugiato nella sede diplomatica di Quito a Londra. Negli Usa, invece, Assange è accusato di cospirazione, con Chelsea Manning, finalizzata alla pirateria informatica.

WIKILEAKS: «L'AMBASCIATORE HA FATTO ENTRARE LA POLIZIA, POI L'ARRESTO»

La decisione di Quito è stata duramente criticata da WikiLeaks, che in un tweet ha parlato di «violazione del diritto internazionale». Un altro post pubblicato sulla pagina ufficiale della piattaforma ha spiegato che l'ambasciatore ha fatto entrare la polizia britannica all'interno della sede diplomatica, dopodiché sono scattate le manette.

Assange è al momento in custodia alla stazione centrale di Scotland Yard ed è previsto che venga portato al più presto davanti ai magistrati, secondo quanto ha riferito la polizia londinese.

IL MINISTRO JAVID: «ASSANGE RISPONDERÀ ALLA GIUSTIZIA BRITANNICA»

Il ministro dell'Interno britannico, Sajid Javid, ha commentato: «Posso confermare che Julian Assange, sette anni dopo essere entrato nell'ambasciata ecuadoriana, è ora sotto custodia della polizia per affrontare debitamente la giustizia del Regno Unito. Voglio ringraziare l'ambasciata dell'Ecuador per la sua cooperazione e la polizia per la sua professionalità: nessuno è al di sopra della legge». Sulla stessa linea la premier Theresa May che ha confermato inoltre la richiesta di estradizione da parte degli Usa, lasciandone la valutazione al giudizio delle corti britanniche.

Un fermo immagine dell'arresto.

LA CONTROVERSA VICENDA GIUDIZIARIA DI ASSANGE

Assange, 47 anni, ricevette asilo dall'allora presidente dell'Ecuador Rafael Correa per sfuggire a un mandato di cattura britannico rimasto in piedi ormai solo per ragioni procedurali. Il mandato fa riferimento alla mancata comparizione di Assange di fronte a un giudice del Regno che lo aveva convocato sulla base della richiesta di assistenza nei confronti di una controversa inchiesta per stupro e molestie avviata contro di lui dalla magistratura svedese e nel frattempo archiviata.

LO SCANDALO CHE COINVOLGE IL PRESIDENTE MORENO

Secondo Wikileaks, l'azione giudiziaria nasconderebbe tuttavia in realtà l'intenzione di Londra di consegnarlo agli Usa dove Assange è nel mirino fin dalla pubblicazione nel 2010 di documenti riservati imbarazzanti per Washington come ribadito dalla legale Jen Robinson, componente del team legale dell'attivista australiano su Twitter.

La stessa Wikileaks aveva accusato fin dalla prima settimana di aprile il presidente Moreno di avere ormai deciso di liberarsi dello scomodo ospite, imputandogli come scusa presunte violazioni degli impegni presi in cambio della concessione dell'asilo. E avanzando in effetti il sospetto che Moreno volesse peraltro piuttosto vendicarsi della pubblicazione recente di documenti su uno scandalo di corruzione e trasferimento d'ingenti somme in paradisi fiscali nel quale il presidente e suoi familiari risulterebbero pesantemente implicati.

L'INCRIMINAZIONE USA: COSPIRAZIONE FINALIZZATA ALLA PIRATERIA INFORMATICA

Negli Stati Uniti Assange è invece accusato con Chelsea Manning di cospirazione finalizzata alla pirateria informatica: lo ha reso noto il dipartimento di Giustizia americano. Se condannato, rischia sino a un massimo di 5 anni. Una possibile incriminazione formale da parte degli Usa era trapelata già lo scorso novembre in seguito a un probabile errore 'copia-incolla' di un procuratore che stava trattando un altro caso. Un portavoce del distretto orientale della Virginia (che aveva in corso indagini su Assange) sostenne che si trattava di un errore e che il magistrato non intendeva fare il suo nome. Ma, secondo molti media Usa, le autorità americane stavano davvero preparando o avevano già formulato accuse nei confronti di Assange, formalizzando poi la richiesta di estradizione. Dopo la rivelazione dei 'cable' diplomatici nel 2010, l'amministrazione Obama aveva deciso di non incriminare Assange per non creare un precedente contro i media che pubblicano informazioni classificate. Ma ora con l'amministrazione Trump l'aria è cambiata anche alla luce della successiva diffusione dell'arsenale cibernetico della Cia nel 2017. La svolta trascinerebbe nelle maglie della giustizia Usa anche l'ex talpa Edward Snowden, ora esule in Russia.

LE REAZIONI POLITICHE ALL'ARRESTO DI ASSANGE

La Russia è stata la prima a commentare l'arresto di Assange. Il Cremlino si augura che siano rispettati tutti i diritti dell'attivista. Lo riporta l'agenzia russa Tass. Il portavoce di Putin Dmitri Peskov alla domanda sulla possibilità che Mosca conceda l'asilo politico ad Assange non si è espresso: «È stato arrestato a Londra, quindi io al momento non posso dire nulla».

DI STEFANO, M5S: «AMICI BRITANNICI, L'ITALIA VI GUARDA»

Il governo italiano si è espresso, per ora, attraverso un tweet del grillino Manlio Di Stefano, sottosegretario agli Esteri. «L'arresto di Assange, dopo 7 anni di ingiusta privazione di libertà, è una inquietante manifestazione di insofferenza verso chi promuove trasparenza e libertà come WikiLeaks. Amici britannici, il mondo vi guarda, l'Italia vi guarda. Libertà per Assange».

11 Aprile Apr 2019 1140 11 aprile 2019
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