Europee 2019
Europee 2019
Elezioni Europee 2019 Obiettivi Paesi Europei

La mappa degli obiettivi dei Paesi Ue dopo le Europee 2019

Dall'immigrazione al bilancio passando per la difesa e la politica estera: breve guida alle priorità degli Stati membri in vista della prossima legislatura. Tra alleanze e veti incrociati.

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Alleanze variabili. Veti incrociati. Interessi contrastanti. È il groviglio - apparentemente inestricabile - che si crea intrecciando le priorità dei Paesi membri dell'Ue in vista delle elezioni europee del 2019 e della prossima legislatura, dossier per dossier: immigrazione, fondi europei, bilancio, politica estera, fisco, digitale, difesa, eurozona, commercio. Un quadro ricco di sfumature e sovrapposizioni, da cui emerge ineluttabile la via del negoziato.

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IMMIGRAZIONE: L'OBIETTIVO È STABILIZZARE IL CONFINE MERIDIONALE

Uno dei dossier più delicati sul tavolo dei nuovi inquilini delle istituzioni europee sarà quello delle migrazioni. Le parole d'ordine da Nord a Sud sono due: esternalizzazione delle frontiere e stabilità dei Paesi africani nel Sahel. L'obiettivo è sigillare i confini e, allo stesso tempo, regolare i flussi in arrivo dall'Africa direttamente nei Paesi di origine, soprattutto lungo la fascia sahariana, dal Mali al Ciad fino al Niger. Resta il nodo di come gestire quanti sono già arrivati in Ue. All'orizzonte, un nuovo braccio di ferro con i Paesi di Visegrad che si oppongono a qualsiasi forma di ricollocamento.

POLITICA ESTERA E DIFESA COMUNE: ITALIA A RISCHIO ISOLAMENTO

Il complicato dossier Esteri si giocherà sui rapporti con i grandi partner internazionali. Da un lato, c'è la posizione della cosiddetta Nuova Lega Anseatica, a Nord, che chiede maggior rigore contro la Russia e buoni rapporti con gli Stati Uniti attraverso la Nato e singoli partenariati. Una posizione che piace anche alla Germania. In questo senso, l'Italia rischia l'isolamento dato che Roma non ha nascosto, specie con la firma del memorandum sulla Nuova via della seta, la volontà di apparire più dialogante con Pechino e con Mosca. Complesso anche il dossier sulla difesa comune europea. La Francia vuole un'accelerata sul processo di unione con un approccio orientato all'azione e all'intervento, ponendosi come nazione leader. L'Italia non vede di buon occhio l'iniziativa di Parigi, come testimonia la mancata firma dell'European Intervention Force dello scorso giugno.

BILANCIO E FISCO: TRA IL NODO FLESSIBILITÀ E LA DIATRIBA SULLA WEB TAX

Come già accaduto negli ultimi anni, Nord e Sud Europa si scontreranno sulla questione del bilancio. La Nuova Lega Anseatica continua a spingere per il rispetto del rigore e a opporsi alla unione bancaria, ed è appoggiata - pur con una posizione più moderata - dalla Germania, che in quanto Paese pivot cerca (e cercherà) di mediare tra le varie istanze in seno alla Ue. A Sud, invece, si punta a trovare un migliore equilibrio tra rigore e flessibilità, magari mettendosi in scia a Parigi che vorrebbe scorporare il rapporto deficit/Pil dagli investimenti strutturali. Sul piano fiscale, sempre la Francia pare intenzionata a condurre una feroce battaglia sulla web tax: Emmanuel Macron si è fatto promotore di un'iniziativa per spingere i giganti del web a pagare di più, mentre il Nord ha sempre mostrato la sua contrarietà, con Italia e Germania caute sul dossier.

17 Aprile Apr 2019 0700 17 aprile 2019
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