Notre Dame Ricostruzione

Le polemiche sulla ricostruzione di Notre-Dame

La cattedrale non era assicurata: pagherà lo Stato. Da Le Pen attacchi a Macron. Dubbi sulla tempistica di «cinque anni» per il restauro. Parte un concorso internazionale per la guglia.

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Notre-Dame brucia, la politica si ferma, o quasi. I due contendenti per la vittoria alle europee del 26 maggio - Emmanuel Macron e Marine Le Pen, appaiati nei sondaggi - fanno un passo indietro.

Il discorso del presidente con gli annunci delle riforme si è trasformato 24 ore dopo in un emozionato appello all'unità del Paese. E il proclama che tiene uniti i francesi diventa quello di ricostruire Notre-Dame «entro 5 anni, più bella di prima». Il 17 aprile il premier Edouard Phillipe ha lanciato un concorso internazionale per architetti per la ricostruzione della guglia distrutta dalle fiamme: «L'obiettivo è ridare alla cattedrale una nuova guglia adatta alle tecniche e alle sfide della nostra era», ha spiegato in una conferenza stampa presentando un progetto di legge che prevede anche una sottoscrizione nazionale.

IL PARTITO DI LE PEN ALL'ATTACCO

Il partito di Le Pen, che in giornata aveva annunciato 24 ore di tregua, però non ha gradito: «Verboso e incantatore», ha commentato il deputato Gilbert Collard, «Macron si vede come costruttore di cattedrali ma non annuncia nulla sulla protezione dei gioielli del nostro patrimonio, tutti in pericolo».

NOTRE DAME SENZA ASSICURAZIONE E I DUBBI SULLA RICOSTRUZIONE

In molti ritengono azzardata anche la tempistica. Secondo il Groupement des entreprises de restauration des monuments historiques, si parla di 10-15 anni. Inoltre, anche se dopo la gara di solidarietà dei colossi francesi i problemi di finanziamento sembrano essere risolti, i media francesi hanno rivelato che la cattedrale non era assicurata. Lo Stato è assicuratore di se stesso per gli edifici religiosi di cui è proprietario, come Notre Dame. Gran parte dei costi per il restauro della chiesa incendiata lunedì 15 aprile, quindi, saranno a carico delle casse pubbliche. «Lo Stato farà quello che serve», ha detto il ministro della Cultura, Franck Riester. Il sacerdote rettore della cattedrale, il vescovo Patrick Chauvet, ha detto che si attende una chiusura al pubblico per almeno cinque-sei anni. «Un segmento è stato molto danneggiato dal devastante incendio», ha spiegato, anche se non ha fornito ulteriori dettagli. Non è ancora chiaro cosa faranno i 67 dipendenti di Notre Dame nel periodo in cui rimarrà chiusa.

LE CRITICHE DEL SINDACATO CGT SULLE DONAZIONI

Intanto continuano le sottoscrizioni della colletta privata per la ricostruzione, che ha toccato 700 milioni di euro e il 17 aprile dovrebbe superare il miliardo. «Se sono in grado di donare decine di milioni per Notre Dame, che smettano di dirci che non ci sono abbastanza soldi per rispondere all'urgenza sociale», è stato ha detto Philippe Martinez, il segretario generale della Cgt - tra i principali sindacati di Francia - commentando la valanga di doni dei Paperoni francesi come Francois Pinault (Kering) e Bernard Arnault (Lvmh) o di grandi gruppi come Total per la ricostruzione della cattedrale. Ai microfoni di France Info, Martinez ha deplorato che «i soldi non colino» allo stesso modo per tutte le cause. «Ci sono soldi, tanti soldi, ma sono proprietà di pochi», ha proseguito, aggiungendo, «in un clic si danno 200 milioni, 100 milioni... Questo mostra anche le ineguaglianze in questo Paese e vorrei conoscere la posizione dei dipendenti dei gruppi diretti da queste persone e che ci dicono 'Costate troppo caro'». Per il sindacalista, ci sarebbe bisogno di «misura».

17 Aprile Apr 2019 1212 17 aprile 2019
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