Libia Haftar Francia 1

Le notizie del 18 aprile 2019 sulla guerra in Libia

Il ministero dell'Interno libico ha accusato la Francia di sostenere Haftar e annuncia la fine della cooperazione con Parigi. Il bilancio delle vittime sale a 225, 70 i bambini. 

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Il ministero dell'Interno della Libia, riconosciuto a livello internazionale, ha accusato la Francia di fomentare la guerra sostenendo il comandante Khalifa Haftar e ha annunciato l'interruzione della cooperazione con Parigi. «Qualsiasi relazione con la parte francese nell'ambito negli accordi bilaterali nel campo della sicurezza si fermerà», si legge nella dichiarazione diffusa da Tripoli, come riporta il Libya Observer.

LA PROCURA MILITARE DI TRIPOLI HA EMESSO UN MANDATO D'ARRESTO PER HAFTAR

Intanto il procuratore militare della Libia ha emesso mandati d'arresto per Haftar e sei dei suoi collaboratori. Ne ha dato notizia in un tweet sempre il Libya Observer, senza precisare le accuse rivolte dal magistrato di Tripoli al generale le cui forze stanno conducendo l'offensiva contro la Capitale.

LE VITTIME SALGONO A 225, DI CUI 70 BAMBINI, 40 DONNE E 15 SANITARI

Si aggrava anche il bilancio delle vittime: il 18 aprile è salito a 225 il numero dei morti. Lo conferma Foad Aodi, presidente dell'Associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi) e Consigliere dell'Ordine dei medici di Roma, in contatto costante con i medici libici nelle aree del conflitto. Tra i morti, afferma, «si contano 70 bambini, 40 donne decedute a seguito degli stupri subiti e 15 sanitari». I feriti, secondo quanto riferito dai medici libici, sono 1.200, tra cui 250 minorenni, e gli sfollati hanno raggiunto a oggi il numero di 26 mila.

L'ALLARME DI MSF: 3 MILA MIGRANTI BLOCCATI NEI CENTRI DI DETENZIONE

Medici senza frontiere lancia un nuovo allarme umanitario e traccia un quadro drammatico del Paese: migliaia di famiglie libiche sono in fuga, oltre 3.000 rifugiati e migranti sono bloccati nei centri di detenzione vicini al conflitto, ricevono cibo e servizi base in modo saltuario e rischiano da un momento all'altro di trovarsi nel fuoco incrociato, le strutture sanitarie hanno capacità limitata e le scorte di forniture mediche scarseggiano. Per questo «Msf chiede misure concrete per proteggere i civili e le infrastrutture civili, compreso il personale medico, evitando attacchi indiscriminati nelle aree popolate». Msf chiede anche che «gli Stati membri dell'Ue trovino un accordo per sbarcare le persone in porti sicuri, mettendo fine alle azioni punitive per ostacolare le organizzazioni umanitarie impegnate in mare».

NUOVA RIUNIONE DEL CONSIGLIO DI SICUREZZA ONU

Sul versante diplomatico, il Consiglio di Sicurezza dell'Onu giovedì si riunisce per consultazioni a porte chiuse sulla Libia. Il 17 aprile i Quindici non sono riusciti a trovare il compromesso su una bozza di risoluzione elaborata dalla Gran Bretagna che chiedeva un immediato cessate il fuoco e l'impegno per la fine delle ostilità in Libia. Secondo fonti diplomatiche, la Russia ha contestato la menzione dell'Esercito nazionale libico (Lna) di Haftar come origine dell'offensiva, ma nonostante sia circolata una versione rivista del documento i negoziati sono per ora falliti.

18 Aprile Apr 2019 1810 18 aprile 2019
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